Domani è il Global Strike for Future. A Greta il Nobel per la Pace? #Day4

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14 marzo 2019

Devo ammettere di avere maturato una certa fissazione per le questioni ambientali nelle ultime settimane, per me è stata un’accellerazione improvvisa, e questa cosa mi ha colpito. Anche prima ci pensavo, ma sentivo il tema più lontano, meno impellente. Adesso devo confessare di avere sentito un click, qualcosa che nella mia testa non funziona più come prima, se non altro mi sembra di non poter dare più alcune cose per scontate, specie in merito ai miei comportamenti, e so che potrei fare molto di più  e che potrei stare attento a molte più cose. Sicuramente l’esempio della piccola Greta Thunberg mi ha scosso, mi ha fatto da pungolo e ho sentito la sua voce sovrapporsi a quella della mia coscienza, che poi è la voce delle mie figlie, loro che tutte le volte che mi guardano mi ricordano del futuro che dovranno conquistarsi e del mondo in cui si troveranno a vivere. E io come genitore vorrei aiutarle a costruirselo un futuro, magari qualcosa che possa essere  meglio di questo presente pieno di incertezze in cui viviamo. E’ su questo che misuro le scelte della mia partecipazione. E un giorno vorrei solo non dovere spiegare loro che non abbiamo avuto abbastanza tempo.

E non abbiamo avuto abbastanza tempo perché i giornali cavalcano sempre le notizie, è il loro mestiere, anche se dai giornali io mi sono sempre aspettato qualcosa di più. E le prime pagine dei giornali oggi ci sono e domani non ci sono più. Greta Thunberg e questo suo sciopero globale per il clima terrà l’attenzione dei quotidiani oggi, domani e forse anche sabato. Da domenica probabilmente le prime pagine saranno già altre, torneranno sulla brexit, su Trump  e sugli accordi sulla via della seta, ma la questione dell’emergenza clima continuerà a esistere, e a impattare su tutti noi e sulla terra che abitiamo. E questo sciopero dovrà andare avanti ancora chissà per quanto, e non basterà una sola manifestazione, forse ne serviranno decine di qui ai prossimi anni. Perché noi uomini ci abituiamo presto e presto dimentichiamo, ma quello che sta succedendo all’ecosistema all’interno del quale viviamo è pari a ciò che potrebbe provocare una guerra, e la cosa peggiore, in questo caso, è che gli aerei con le bombe li sta portando ciascuno di noi, e lo facciamo tutte le volte che viaggiamo in macchina, in moto, in aereo, e quando buttiamo via oggetti ancora buoni, e quando compriamo qualcosa che proviene da quelle ciminiere nere di carbone, tanto noi tutto quel nero pensiamo di non respirarlo mai.

E non abbiamo avuto abbastanza tempo perché il sistema economico che abbiamo messo in piedi è sostanzialmente corrotto alla radice. Provate a fermarlo e poi vediamo. Ma nessuno pretende di fermare la ruota che gira, semplicemente rallentarla un po’. Ma serviranno delle leggi, dei regolamenti, dei divieti, e per fare questa leggi, questi regolamenti e questi divieti servirà l’accordo di tutti a livello internazionale, perché se a questo gioco dell’oca del clima non giochiamo tutti tanto vale cambiare tavolo. Perché quando la macchina è in corsa montarci sopra al volo non è facile, è una cosa che sa fare solo James Bond e James Bond, miei cari, non esiste. E Greta sa benissimo che la macchina in corsa non si può fermare, e sa che serve agire su un altro livello ed è lì che sta concentrando i suoi sforzi. E’ chiaro che la macchina lanciata a tutta velocità continuerà la sua dannata corsa, ma quando a un livello superiore si concerteranno alcune soluzioni sul limite delle emissioni la macchina dovrà necessariamente rallentare, dovrà prenderne atto e scalare di marcia, e magari a noi che la guidiamo sembrerà tutto a posto lo stesso, e nessuno lamenterà di aver ridotto la velocità, e sarà un po’ come nella metafora della rana bollita, rovesciandone però l’esempio.

Manca un giorno allo sciopero del clima di domani, e intanto arriva anche la proposta della candidatura al Nobel per la Pace per la piccola Greta. La sua azione non violenta, sempre corretta e non violenta, offre sicuramente spunti di riflessione a tutti noi. Ma nella motivazione sul perché Greta sia stata proposta per il Nobel c’è anche qualcosa di più. “Abbiamo indicato Greta perché la minaccia del clima è probabilmente una delle principali cause di guerre e conflitti. Il movimento di massa che lei ha innescato è un contributo molto importante per la pace”, ha spiegato, presentando l’iniziativa, il deputato norvegese Andrè Ovstegard. Insomma a 24 ore dallo sciopero di massa più grande a cui si sia mai assistito arriva anche questo altro riconoscimento per l’ispiratrice dei Friday for Future di cui ormai sappiamo quasi tutto, meno una cosa importantissima, e cioè in quale tipo di futuro si troveranno a vivere lei e i suoi coetanei quando saranno più grandi. Lei e i nostri figli, lei e le mie figlie. Speriamo, e lo dobbiamo sperare con l’impegno di tutti, davvero, in un futuro migliore rispetto a quello contro cui questi giovani stanno protestando oggi (e domani).

TAG: cambiamento climatico, clima, Friday for future, Global Strike for Future, Greta Thunberg, inquinamento, Nobel per la Pace, sciopero per il clima, Stoccolma, svezia
CAT: clima, Inquinamento

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