Spinello non è bello

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26 luglio 2016

Se fumare gli spinelli fosse un diritto civile e un’espressione di libertà, occorrerebbe liberalizzarli. Non legalizzarli, che serve a nulla ed è un’ingannevole ipocrisia. Resto alla lezione appresa in anni di amicizia e collaborazione con Vincenzo Muccioli: proibire è un atto di responsabilità. Agire diversamente non è un modo per contrastare il mercato criminale, ma per favorirlo. Andiamo con ordine.
1. L’uso terapeutico, ove riconosciuto tale, è cosa diversa e non c’entra nulla. Le farmacie sono piene di roba nociva, che può creare dipendenza e assuefazione, compromettendo la lucidità. La si usa, se serve, sotto controllo medico e per un beneficio. Non è di questo che stiamo parlando.
2. Se lo scopo del libero spinello consiste nel debellare il mercato illegale, allora si deve cancellare la proibizione e rendere libera la produzione e il commercio. Se si vuol tenersi a metà, se si mantengono proibizioni relative all’età e alle quantità, si otterranno solo due risultati: aumenterà il consumo consentito e resterà il mercato illegale per ciò che resta proibito.
3. Supporre che il consumo esiste proprio perché proibito, quindi profittevole per i criminali, non è solo illogico, ma ignorante della storia: quando si cancellò il proibizionismo dell’alcool, negli Usa, gli alcolizzati aumentarono. Per quale mai motivo ciò che è difficile e illecito dovrebbe essere più diffuso di quel che è facile e lecito? In Italia, poi, il consumo personale è già più che tollerato. Il concetto di “dose personale” ha, di fatto, depenalizzato lo spaccio, tanto che ogni giorno se ne arrestano a manate e ogni giorno li si libera. La lotta alla droga fallisce, prima di tutto, perché non la si combatte. Con la riforma, ora all’attenzione del Parlamento, ciascuno potrebbe coltivare 5 piante, ben di più se in associazione con altri, detenere 15 grammi e portarne in giro 5. Risultato: gli spacciatori non avranno con sé più di 5 grammi e sosterranno di averli coltivati in cooperativa. Facendo marameo a quelle forze dell’ordine cui poi chiediamo di controllare le piazze.
4. E’ originale assai l’idea che per combattere le mafie del commercio e dello spaccio si debba arrendersi e fare il loro mestiere. Senza contare che si parla di “spinello” come fosse un oggetto di sicura identità: una cosa è l’erba, altra la resina, altra ancora l’olio. La concentrazione del principio attivo (Thc) varia a seconda del prodotto ed è oggi assai più alta di un tempo. Curioso che nel mondo che ha voluto proibire le sigarette più pesanti, di tabacco, imponendone il ritiro dal commercio o la trasformazione, si pensi sia saggio immettervi roba imparagonabilmente più dura. La sorte dei consumatori vale il presunto contrasto alle mafie?
5. Di che stiamo parlando? Oggi, nelle comunità, arrivano ragazzini pieni di pasticche da discoteca, che magari non hanno mai neanche fumato. A quelle droghe si riaccompagna l’eroina, quale sedativo delle angosce. Non è mai tramontata la cocaina. Occorre essere vecchi assai, d’età, di luogomunismo e di conoscenze, per supporre che lo spinello legalizzato nuoccia di un friccico al mercato illegale.
6. Si dice: sono legali tabacco e alcool, perché mai non gli spinelli? Argomento illogico: avere dei mali non giustifica il cercarsene altri. E non fondato, perché il tema non è solo la nocività (altrimenti poi arriviamo alle bibite dolci e gasate), ma la capacità di sviluppare dipendenza e assuefazione: tabacco e alcool (nocivi e talora micidiali) richiedono dosi e tempi assai più alti.
7. Riconosco ai miei anziani (coetanei) contraddittori la validità di un argomento: non si proibisce quel che ha a che vedere con le libertà individuali. Complesso, ma tosto. Il punto è che non esiste la libertà di rinunciare alla libertà. Le droghe non sono libertà, ma la sua fine.
8. Che stiamo facendo? Si sono garantiti i vecchi e lasciati al loro destino i giovani. Avrebbero bisogno di scuole e università meritocratiche, con cui scalzare i vecchi, invece si usa la scuola per assumere quelli che c’erano già, senza migliorarla di un piffero, e l’università per coltivare parentele e camarille. Invece di far vedere che chi si impegna va avanti si varano bonus da consegnare a quelli che hanno il grande merito di non essere crepati prima della maggiore età. Ma sì, anche qualche spinello ci sta bene. Le ragioni del declino non le si cerchi sempre altrove: sono queste.

TAG: droghe
CAT: costumi sociali, Legislazione

5 Commenti

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  1. vincesko 3 anni fa
    Sono argomentazioni in apparenza sapientemente sviluppate, ma in sostanza fesserie intellettualoidi avulse dalla realtà, ammannite per giunta con l’alibi di preoccuparsi della “sorte dei consumatori”. L’altruismo dei “destri” è sempre oltremodo sospetto. Io sono favorevole alla legalizzazione delle droghe sia leggere che pesanti. Il proibizionismo in decenni s’è dimostrato inefficace e foraggiatore delle mafie. Ho un parente stretto che abitava fino a qualche mese fa in un quartiere nel centro di Napoli (quartiere popolare-misto), in un piccolo palazzo al cui piano terra abita e opera da 4 anni, nel proprio appartamento, un’intera famiglia di spacciatori, pare di cocaina, con un traffico continuo di “clienti” che comincia la sera e va avanti per tutta la notte, per tutte le notti (nessuna esclusa!), con fastidi notevoli per i poveri, malcapitati, “tolleranti” per paura e resistenti (tranne il mio parente suddetto) coinquilini. Tutti lo sanno, pare anche la Polizia (?!), ma la cosa va avanti “normalmente”, senza che nessuno intervenga. Casi analoghi pare siano presenti in tutti i quartieri della città. Citazione: “Il concetto di “dose personale” ha, di fatto, depenalizzato lo spaccio, tanto che ogni giorno se ne arrestano a manate e ogni giorno li si libera. La lotta alla droga fallisce, prima di tutto, perché non la si combatte”. Ecco, evitiamo questa sorta di illogica fatica di Sisifo e, se proprio si deve proibire e combattere questa guerra asimmetrica, concentriamo le forze sulla lotta effettiva alle droghe pesanti, senza farsi troppe illusioni, però.
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  2. saveria 3 anni fa
    Mi sembra un insieme di opinioni personali con cui intrattenere gli amici al bar. Indipendentemente dall'essere d'accordo o meno sulla materia lo stile dell'articolo è superficiale e ricavato da ragionamenti personali del tutto staccato da fonti che si occupano della materia da tempo e con ben altre variabili di approfondimento che provengono da studi quantitativi e ricerche sociali sul campo. Non è che bisogna esprimersi proprio su tutto con tutti, poi per carità l'uscita pop-buonista che i giovani hanno bisogno di altro "strizza l'occhio al mercato" strappando un giustizialista "c'ha raggioneee....". Ma! accozzaglia di mediocri contenuti messi in fila per otto.
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    1. davidegiacalone 3 anni fa
      Le critiche sono sempre interessanti, ma suppongo che occuparsi direttamente di questa materia, dal 1979, possa avere un qualche peso e consenta qualche conoscenza. Avverto vincesko che la legalizzazione non libera il congiunto, semmai la liberalizzazione. Come scritto. In ogni caso non è neanche lontanamente in discussione l'ipotesi che riguardi tutte le droghe, comprese quelle che basta assumerle una volta per ritrovarsi con meno cervello.
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  3. silvius 3 anni fa
    Una delle più ardite sfide alla logica che io abbia mai letto.
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  4. saveria 2 anni fa
    Allora gentile Giacalone sarebbe stato interessante leggere i risultati dei suoi lavori dal 1979 ad oggi. E spero che non siano questi perchè mi permetto di farle notare che ci sono persone in grado di cogliere contenuti più sofisticati in merito alle addiction e poi davvero, ma santiddio, il punto 8 di chiusura è un polpettino di giustizialismo che se fossi un adolescente mi sentirei offeso. Sostanzialmente ci si droga per la poca meritocrazia nel sistema scolastico? eh no...allora se dobbiamo fare di queste associazioni ci si droga per: violenze di genere, austerity che mi toglie diritti e welfare, situazione politica imbarazzante a livello europeo e internazionale, prevaricazione del più forte sul più debole, il ruolo della donna, etc etc se le dobbiamo mettere tutte insieme non sarebbe male assumere quelle droghe cui fa riferimento che basta una volta per avere meno cervello! Basta la finisco, a forza di stare su questo livello ho voglia di un cynar al bar....
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