Musica
Addio Salsomaggiore, il Festival Beat riparte da Cremona
Dal 24 al 28 giugno l’evento dedicato alla musica e alla cultura Sixties celebra la sua trentaduesima edizione. Concerti, DJ set, presentazioni di libri per un pubblico in arrivo da tutta Europa
Dopo trenta gloriosi anni spesi a celebrare la cultura Sixties in tutte le sue forme, lo scorso anno il Festival Beat sembrava essere arrivato al capolinea. Chi ha avuto modo di vivere e testimoniare la crescita esponenziale della rassegna in quel di Salsomaggiore – diciassette edizioni dal 2007 al 2025 – sa cosa abbia rappresentato il Festival Beat non solo per il pubblico, ma anche per la ex città di Miss Italia. Una nobile decaduta del turismo italiano che nei giorni del festival, grazie a migliaia di partecipanti in arrivo da tutta Europa, riviveva i fasti dei suoi giorni migliori: hotel e ristoranti pieni, strade affollate di personaggi variopinti che nel pomeriggio si incontravano alla piscina Leoni per sorseggiare un cocktail, fare un tuffo in vasca e ballare, per poi darsi appuntamento la sera a Ponte Ghiara o al Parco Mazzini ad ascoltare gruppi incredibili provenienti da mezzo mondo e far tardi sulle selezioni dei migliori DJ europei.
Il party in piscina al Festival Beat (foto di Serena Groppelli)
Come il Comune di Salsomaggiore non abbia continuato a sostenere con la necessaria attenzione l’organizzazione del festival, capitalizzando il successo d’immagine e di pubblico costruito negli anni, è qualcosa che va al di là dell’umana comprensione. Anche in considerazione del fatto che, secondo autorevoli studi (l’ultimo è di Ca’ Foscari a Venezia), ogni euro speso in cultura ne genera tre. Fatto sta che, senza un adeguato sostegno economico e logistico da parte del Comune emiliano, l’edizione 2025 è stata vissuta in tono minore: nessun grande gruppo in programma, concerti spostati al Solarium della piscina Leoni, niente spazio per il sempre affollato mercatino vintage in cui si potevano acquistare vestiti, dischi e oggettistica d’epoca, con l’inevitabile conseguenza di un drastico calo delle presenze. Nell’aria, l’atmosfera malinconica di una fine annunciata.

Lascia o raddoppia? Il rilancio a Cremona
Quando tutto sembrava perduto, gli organizzatori hanno rilanciato con una mossa a sorpresa: spostando il festival dall’Emilia in Lombardia, nella non distante ma evidentemente più ospitale Cremona, con un cartellone tra i più prestigiosi fin qui messi in piedi. L’edizione 2026 si terrà presso l’area verde del Parco Colonie Padane: per cinque giorni, sarà allestito un villaggio dove, oltre al palco, troveranno spazio il mercatino vintage, un’area ristoro, un punto di bike sharing e anche un campeggio per chi vorrà alloggiare sotto le stelle.
Anche quest’anno il Festival Beat celebrerà la cultura sixties e l’energia del garage rock in un connubio di musica, divertimento e senso di comunità. Ecco, se c’è un elemento che ha reso questo festival diverso da tutti gli altri è il senso di appartenenza a una piccola comunità di carbonari. Amici in arrivo da ogni angolo d‘Italia e d’Europa che da un’estate all’altra si danno appuntamento per ritrovarsi a chiacchierare, scherzare, pranzare insieme, andarsene a spasso per le vie del centro, e poi ancora godersi i concerti e gli eventi collaterali e ballare fino allo sfinimento in un’atmosfera di festa e condivisione.
Un rito che si rinnoverà tra poche settimane. Il programma dell’edizione 2026 è ricchissimo, tra gruppi italiani e ospiti internazionali. Giovedì 25 saranno di scena due formazioni tricolori, Hiroshima Dandies e Midnight Kings, e i californiani Schizophonics, una delle più elettrizzanti live band in circolazione. Ma il clou arriverà, come sempre, nel weekend.
Ad aprire le danze, venerdì 27, il garage rocker belga Tuff Guac, seguito a ruota dal duo svizzero composto da Reverend Beatman e Milan Slick, prima degli attesissimi concerti degli Allah Las da Los Angeles, con la loro psichedelia tenue e ipnotica, e del leggendario Jon Spencer, uno dei padrini del rock’n’roll in bassa fedeltà. La sera di sabato 27 saranno di scena i grintosissimi brasiliani Os Estilhaços, prima di una chiusura col botto con il vulcanico Billy Childish, poeta, pittore e iperattivo garage rocker del Medway (al suo attivo oltre un centinaio di album con diverse formazioni) e con l’unica data europea dei Mummies, celebre garage band californiana che si presenta sul palco con i musicisti mascherati, appunto, da mummie. Chi riuscirà a fermarsi anche la domenica potrà godersi il party in piscina, i concerti degli italiani Bad Plug e Mad Dogs, oltre all’ultimo DJ set.

Non solo concerti
Questa edizione si segnala per il ritorno della famosissima Mad Beatle Boots Race, la divertente gara in cui i partecipanti devono correre calzando gli iconici stivaletti a punta. Ma non finisce qui perché l’Associazione Bus1 che organizza la rassegna ha anche pensato a un Boat Party, una festa danzante su un battello che solcherà il Po, oltre a rinnovare il tradizionale appuntamento con Book In The City, le presentazioni di libri con autori e curatori. Venerdì sarà la volta di “Questa non è una discoteca. La storia del CBGB” di Roman Kozak e del numero 8 della rivista “Gimme Danger”, con i due direttori Claudio Sorge e Luca Frazzi. Sabato, invece, saranno DJ Henry (al secolo Enrico Lazzeri) e Antonio Bacciocchi a presentare i loro volumi “Ballare nella catastrofe. La poetica delle dancehall” e “Keith Moon, batterista”. Il primo sarà anche protagonista di un DJ set a tema nella serata di giovedì con la sua Società Psychedelica. Insomma, tutto è pronto per la nuova vita del Festival Beat. Cremona è in trepidante attesa.
(foto di copertina di Andrea Amadasi)


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