De André

Musica

Oggi, ma anche ieri e domani, l’Italia canta De André

Oggi, come ogni 11 gennaio da 27 anni, l’Italia omaggia Fabrizio de André con la “Cantata Anarchica”. A Milano l’appuntamento è alle 20 in Piazza Duomo.

11 Gennaio 2026
“Anche se avete chiusoLe vostre porte sul nostro musoLa notte che le pantereCi mordevano il sedereLasciandoci in buonafedeMassacrare sui marciapiedeAnche se ora ve ne fregateVoi quella notte, voi c’eravate
E se nei vostri quartieriTutto è rimasto come ieriSenza le barricateSenza feriti, senza granateSe avete preso per buoneLe “verità” della televisioneAnche se allora vi siete assoltiSiete lo stesso coinvolti”
Basterebbero queste due strofe della “Canzone del Maggio” per evidenziare la straordinaria contemporaneità di Fabrizio De André.
E forse è proprio per questa sua capacità di continuare a vivere nel presente che il poeta viene ricordato oggi in molte piazze con la “Cantata Anarchica“.

La morte di De André e la prima “Cantata”

L’11 gennaio 1999 De André moriva a Milano. A neanche 60 anni il poeta e cantautore genovese lasciava un patrimonio musicale e letterario inestimabile.

Proprio quell’11 gennaio di 27 anni fa una trasmissione di Radio Popolare raccoglieva in diretta le varie commemorazioni. Tra le tante chiamate arrivò quella di un ascoltatore ignoto che propose di ritrovarsi la sera stessa in Piazza del Duomo a Milano. Fu così che una trentina di fan (con tre sole chitarre) diedero vita alla prima “Cantata”.

Da quel primo evento nacque l’abitudine di ritrovarsi ogni 11 gennaio sotto il Duomo per una sorta di jam session spontanea in cui fan e musicisti di tutti i livelli cantano e suonano insieme.

Negli anni l’evento diventò sempre più grande e coinvolgente. Serviva quindi un nome ufficiale.

Venne scelto quello proposto da Andrea Giuseppe Boldini, uno dei tre chitarristi della prima cantata storica del ’99.

Proprio in ricordo di Boldini la “Cantata Anarchica” si apre con “Andrea“, unico pezzo già deciso in una scaletta anarchica per definizione.

De André

La serata

L’invito è quello di recarsi in piazza con cibo, vino, coperte e strumenti musicali.

Basta anche solo la propria voce e la voglia di cantare tutti insieme le canzoni di un artista unico e inarrivabile.

La partecipazione è sempre maggiore, e negli anni ha visto la presenza di alcuni membri della famiglia De André. Impossibile non citare Cristiano, figlio ed erede di un dono musicale innegabile, e la nipote Alice, figlia di Cristiano, dotatissima attrice e regista teatrale.

Se a Milano l’appuntamento è per le 20 al Duomo, nel resto d’Italia gli eventi sono tantissimi. Infatti nel corso del tempo la “Cantata” è arrivata in moltissime piazze italiane ed europee.

Eccone alcune

De André

 

Piazze che per ricordare De André hanno scelto di rifiutare eventi ufficiali, commemorazioni rituali, ipocrisie, palchi e solisti.
Che hanno deciso di seguire quell’anarchia che non teorizzava il disordine, ma il rifiuto di ogni autorità che non fosse dalla parte degli ultimi.
Piazze che hanno preferito far continuare a vivere Faber attraverso il suo messaggio più profondo, in una collettività che profuma di democrazia e ripudia ogni forma di prevaricazione.
Generazioni unite dalla musica e dalle parole, quelle parole che andrebbero ascoltate attentamente da chi, soprattutto oggi, ha il potere di ripulire questo mondo da tutte le porcherie che stiamo vedendo.
Ascoltare e cantare Fabrizio De André oggi, come ieri e come domani, è un segnale di lotta, una lotta pacifica che non si arrende a quello che ci circonda.
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