La campagna di Elly Schlein per aiutare Sea-Watch

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20 febbraio 2019

È rimasta ferma nel mare di gennaio dodici giorni senza trovare un porto disposto ad accoglierla. Ed è rimasta in mare con a bordo 47 persone salvate da un gommone durante una forte tempesta nel Mediterraneo. È la Sea-Watch3, nave di ricerca e soccorso della Ong tedesca Sea-Watch, ora ferma al porto di Catania, dopo diverse ispezioni, senza poter riprendere le operazioni di salvataggio.

Una situazione, quella del 19 gennaio che era già successa per venti giorni tra Natale e Capodanno a quarantanove persone precedentemente salvate da Sea-Watch3 e SeaEye.

Le Nazioni Unite hanno definito la criminalizzazione del soccorso in mare come la ragione del tasso di mortalità record in mare. Navi come la Sea-Watch3 sono tra le poche rimaste nel mar mediterraneo ad occuparsi di ricerca e soccorso.

Negare alle persone i loro diritti fondamentali, tenendoli in ostaggio in mare, è inaccettabile e non dovrebbe mai più ripetersi. Mentre l’Europa temporeggia e tutti attendono accordi e soluzioni che riaffermino i principi di solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità in materia di asilo, il lavoro delle navi da soccorso è fondamentale e necessario. La riaffermazione del diritto all’asilo, sancito dai trattati europei, e una soluzione strutturale al problema, può essere solo la riforma del Regolamento di Dublino, come già deliberato da una larga maggioranza del Parlamento europeo.

Elly Schlein, europarlamentare, ha attivato una campagna su Gofundme Italia che vuole rappresentare un porto aperto e sicuro per quelle persone in fuga da guerre, calamità, fame. Quel porto sicuro e aperto che i paesi europei non stanno ancora fornendo.

Tutte le donazioni andranno direttamente a Sea-Watch per sostenere le loro operazioni.

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Per partecipare alla campagna e donare clicca qui.

TAG: Elly Schlein, sea watch, Sea-Watch3
CAT: diritti umani, immigrazione

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