Lavoro
Cosa ci ha insegnato Ethical HR 2026
La tre giorni annuale sulla cultura etica del lavoro supportata da MAW SpA
Si è conclusa a Milano, presso gli spazi del WAO Romolo C30, l’edizione 2026 di Ethical HR. Non è stato solo un semplice evento, ma un laboratorio di riflessione profonda che, dal 21 al 23 gennaio, ha riunito manager, filosofi ed esperti per ridisegnare i confini del lavoro in un’epoca di trasformazioni radicali.
Oltre la performance: il bisogno di un nuovo “Senso”
Il messaggio centrale emerso dalla tre giorni è chiaro: produttività e performance non sono più sufficienti a definire il successo di un’organizzazione. In un contesto dove il burnout colpisce ormai più di un lavoratore su cinque in Italia, si registra un’urgente necessità di combattere la “sofferenza etica”.
Secondo i dati dell’ Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano (2024), il benessere psicologico è diventato la priorità per il 65% dei lavoratori, superando spesso la componente retributiva. Questo dato trova riscontro nelle tematiche affrontate a Ethical HR, dove si è discusso di come la dignità e la coerenza valoriale siano diventate le nuove bussole, specialmente per le giovani generazioni.
La responsabilità pedagogica delle organizzazioni
L’evento ha sottolineato come le aziende debbano oggi assumersi una responsabilità culturale e pedagogica. Non si tratta solo di gestire risorse umane, ma di guidare il cambiamento verso una responsabilità condivisa.
Gli interventi hanno toccato temi cruciali come:
- Salute mentale e benessere psicosociale: affrontare le fragilità emotive, specialmente dei più giovani, non è più un’opzione ma un dovere etico.
- Inclusione e nuovi linguaggi: la trasformazione delle identità umane e della genitorialità in azienda richiede un’evoluzione culturale profonda.
- Leadership Etica: il ruolo dei manager è stato reinterpretato non più come comando, ma come guida verso un impatto sociale positivo.
Riconoscere l’eccellenza: la MAW ETHICAL CUP
Una delle novità più significative di questa edizione è stata la MAW ETHICAL CUP, un premio dedicato alle organizzazioni virtuose. Supportato da MAW SpA, il riconoscimento punta a dare visibilità a chi pratica quotidianamente l’equità di genere, la trasparenza e la cura della salute mentale, andando oltre le semplici dichiarazioni di facciata sui social media.
Come evidenziato dal CEO di MAW Federico Vione e dalla COO Mara Prandi, l’etica deve tradursi in azioni concrete che migliorino la collettività e questo lavoro prende vita nelle organizzazioni, che diventano comunità educanti.
Una sostenibilità sociale sistemica
La partecipazione di realtà come Fondazione Yunus, l’Istituto per i Valori d’Impresa (ISVI), Sustainability Makers, l’Associazione Nazionale Sociologi – Dip. Lombardia, Fondazione Rubes Triva, IULM Alumni, A.P.I. (Associazione Piccole e Medie Industrie), AIDP Scuola, AIDP Lombardia, JA Italia, Scuola Italiana di Mentoring e altre ancora, testimonia che l’etica del lavoro non è più un tema di nicchia, ma un pilastro per l’intero sistema Paese. La “buona rivoluzione etica” invocata dall’evento suggerisce che il lavoro deve tornare a essere uno strumento di crescita sociale e umana, capace di rispondere alle sfide di un presente incerto.
In conclusione, Ethical HR 2026 ci lascia con una consapevolezza: le organizzazioni del futuro saranno quelle capaci di integrare la vulnerabilità umana nei propri processi, trasformando l’ufficio in uno spazio di rigenerazione e non solo di produzione.
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