Lavoro

ETHICAL HR: con la terza giornata finisce l’evento del 2026

Finisce oggi ETHICAL HR 2026, la 3 giorni sul lavoro etico, organizzata da TeamDifferent insieme a MAW e Howay, che vi abbiamo raccontato su queste pagine.

23 Gennaio 2026

Finisce oggi la 3 giorni sul lavoro etico (che vi abbiamo raccontato qui e qui) organizzata da TeamDifferent insieme a MAW e Howay.

ETHICAL HR 2026 non è stato solo un evento sul futuro delle risorse umane, ma un luogo in cui si sono incontrate le persone che credono nel potenziale educativo del lavoro, che hanno fame di storie e aziende virtuose e che adottano la “cura” per rapportarsi a clienti e collaboratori.

Tutto questo è stato possibile grazie a molte persone, ma in particolare, oltre a Lorenzo Tedeschi che ha gestito l’evento, a Federico Vione (CEO di MAW e non solo) che da tempo è impegnato in questo ambito (qui il suo speech per Ted X Padova), e a Mara Prandi, COO di MAW e CEO di Howay, che anche grazie alla sensibilità su questi temi è stata premiata come CEO dell’anno 2025 durante la cerimonia de “Le Fonti Awards”.

Grazie a loro, ai relatori e ai partner, sono stati 3 giorni di dialoghi, interviste, workshop, tavole rotonde e libri. Giorni in cui si è parlato di salute mentale, cultura etica, genitorialità, linguaggi, welfare e impatti ambientali.

Il racconto dell’ultimo appuntamento di quest’anno

La mattinata si è aperta con uno workshop gestito da Alessandro Lotto e intitolato “Aiutaci a realizzare una Bussola dell’Ethical Management“. Una sessione collaborativa per la definizione di valori, principi e comportamenti fondanti dell’Ethical Management.

L’attività si è svolta attraverso YourChange® Canvas, il modello di gamification e intelligenza collettiva concepito proprio da Lotto, e i risultati saranno diffusi sui canali di comunicazione di Ethical HR.

Successivamente è stata la volta dello speech di Caterina Boschetti (*foto di copertina), Marketing Director MAW in Men At Code. Il titolo dell’intervento era:L’inganno delle aziende perfette: l’etica del marketing nella comunicazione interna ed esterna e il grande mismatch tra promesse e realtà”.

Eccone un riassunto, mentre un estratto è visibile qui:

Oggi parlerò di un tema che sento urgente: il mismatch tra ciò che i candidati si aspettano e ciò che le imprese offrono davvero.

È la risposta alla frase: “Ma non me l’ avevano descritto così.”

E non riguarda solo il ruolo. Riguarda l’ambiente lavorativo, la cultura, i valori, lo stile di leadership la crescita possibile e la relazione con i colleghi.
Come Responsabile Marketing di MAW, sento la responsabilità di affrontare questo tema su due fronti inseparabili: marketing etico e risorse umane.
Perché le Risorse Umane costruiscono ambienti in cui i professionisti possono brillare, crescere, dimostrare valore, e il Marketing ha il compito di trasmettere tutto questo a ogni livello interno e comunicarlo all’esterno.
L’obiettivo è rendere coerente l’aspettativa dell’attrazione con la realtà del trattenimento perché i numeri ci dicono che non possiamo più rimandare: oggi quattro professionisti su dieci cercano attivamente di cambiare lavoro entro un anno dall’inizio di un nuovo impiego.
Questo non è solo turnover, non è solo il costo economico di cambiare una risorsa in azienda, non è solo crollo della reputazione, ma una frattura di fiducia. Ed è lì che dobbiamo intervenire tutti noi insieme, garantendo agli altri un racconto etico, trasparente e che sia reale specchio di ciò che siamo davvero.
Perché dietro quel “non me lo avevano detta così” c’è un professionista che si spegne e siamo noi responsabili di costruire contesti in cui possa invece brillare con coerenza, trasparenza e rispetto.
Sono intervenute poi la Professoressa Flavia Cristofolini (Howay)  (La mente estesa: AI nelle decisioni ad alto impatto) e Marisa Parmigiani, Presidente Sustainability Makers (The Sustainability Dream: rendere SOSTENIBILE il lavoro, per l’organizzazione e per le persone. Cosa gli HR possono imparare dai Sustainability Manager)

In chiusura sono intervenuti il Cav. Michele Alessi, Presidente Fondazione Buon Lavoro, Daniela Gensabella, Vice Presidente Associazione Nazionale Sociologi Lombardia e Alberto Salsi, Presidente ARGIS (Associazione di Ricerca per la Governance dell’Impresa Sociale).

Michele Alessi, terza generazione di un’azienda storica che adesso è alla sua quarta generazione, nel 2015 è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ecco un estratto del suo intervento:

Non mi rassegno allo stereotipo di un’impresa che sia contro la società e che per far bene impresa occorra, nei momenti di difficoltà, tagliare sui costi dei collaboratori. Così si va a scapito della componente umana, creando un contrasto inutile. Il bene delle imprese deve essere il bene dei lavoratori attraverso scelte etiche e funzionanti.
Per Alberto Salsi il tema del passaggio generazionale in Italia è un’emergenza.
Questo avviene per due motivi: ci sono più imprese che figli, e c’è una progressiva disaffezione dei figli verso le imprese di famiglia.
Le nuove generazioni fanno esperienze formative diverse e hanno spesso altre aspirazioni. Molti imprenditori sottovalutano e rimandano questo processo, che però rischia di disincentivare gli investitori portando ad una perdita di know how e di valore.
Proprio sul passaggio generazionale è interessante il punto di vista del Cav. Alessi, secondo cui se i figli non hanno interesse nell’impresa si può passare loro la proprietà ma non necessariamente la gestione. Proprietà, Governo e Direzione sono infatti tre concetti diversi. Durante il passaggio di mano i collaboratori sono un ancora di salvezza, perché si portano appresso una cultura aziendale interiorizzata che è fondamentale per la nuova gestione.
Chiudo con l’intervento illuminante di Daniela Gensabella:
Il benessere individuale ha un impatto significativo sul benessere organizzativo.
Negli annunci di lavoro leggo troppo spesso che è richiesta una buona gestione dello stress, ma questa non è una skill perché il lavoro non deve stressare. Può esserci una giornata pesante, che va recuperata con il riposo, ma lo stress è una patologia che porta alle dimissioni.
Un dipendente va via per un insieme di mancanze e non solo per il fattore economico.
Abbiamo condotto una ricerca, che verrà pubblicata a Marzo, dalla quale vengono fuori dati allarmanti sullo stress da lavoro correlato.
Insomma c’è ancora tanto da fare, ma eventi come questi aiutano tutti ad avere una maggiore consapevolezza sul tema.
Grazie a tutti e all’anno prossimo!

Le foto dell’ultima mattinata di ETHICAL HR 2026

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