Salvini in Sardegna cerca il posto al sole

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23 novembre 2018

Dal Federalismo bossiano alla conquista delle Isole ( per ora la Sardegna)

Atteso tour elettorale del VicePremier Matteo Salvini in Sardegna. Atteso sì, ma inatteso per le circostanze politiche che lo connotano. Flash-back. Il grimaldello di Salvini in Sardegna è il Partito Sardo d’Azione, una delle tradizionali forze politiche isolane, da sempre nelle compagini di sinistra, fondato da Bellieni e Lussu, nel 1920, dichiaratamente autonomista e non separatista, con la tesi di Bellieni di un’Italia “riordinata su basi federali con la conquista delle autonomie regionali”.

Dal 2017 Christian Solinas, deputato regionale e segretario del Partito (segretario definito Nazionale di un Partito che non ha sezioni o iscritti al di là del mare) stringe con Matteo Salvini un patto di ferro che lo porterà il 4 marzo di quest’anno a varcare Palazzo Madama, avendo la lista congiunta riportato circa 90 mila voti alle elezioni. La Lega esprime un deputato nazionale, Guido De Martini ed appunto Solinas come senatore.

Nel tour elettorale di questi giorni, tutti aspettavano che Salvini si pronunciasse sul nome del candidato Governatore che tutti indicano in Solinas. Ma il nome non viene fatto “…perchè saranno i sardi a decretarlo” cosi dice il capo della Lega.

Non ci sono dubbi che il PSd’Az ha riacquistato lo smalto dei tempi passati di Mario Melis, che fu deputato e poi Presidente di Regione. L’accordo con la Lega, basato sul principio delle comuni istanze federaliste, applica il difficile equilibrio tra un partito indipendentista e una Lega che di federalista ha adesso poco più che il ricordo. La politica di Salvini appare rivolta a 180 gradi a tutto il paese, indistintamente. Di Salvini si potrà dire tutto e il suo contrario, potrà piacere o meno, potrà essere condiviso o meno ma una cosa è certa, sa intercettare il sentimento della “ggente” e il suo mal di pancia. Esattamente come fece Bossi negli anni settanta-ottanta quando capì il malcontento del “popolo dell’IVA” e la naturale ritrosia del nord nei confronti dei meridionali, i “terrun”. Era strisciante a Milano e dintorni, condito da frasi ineleganti come “i magnasavun” attribuito ai meridionali, fatta salva la grande risorsa dei lombardi di capire la valenza individuale. Un ricordo personale mi spinge indietro alla Giunta Aniasi fino al 1976. Iso diceva sempre: “ nella mia giunta non c’è neanche un milanese a partire da me che sono nato sì a Palmanova ma sono calabrese. Eppure tutti amiamo e lavoriamo per una Milano più grande”.

Allora come spieghiamo che dopo i tanti “ Forza Vesuvio e Forza Etna” i leghisti hanno un successo clamoroso proprio nelle terre lontane?

Ai sardisti puri che contestavano quella scelta di Solinas, va detto che politicamente e tatticamente la scelta era obbligata. Nessuno meglio della Lega poteva aiutare i sardisti a scrivere DDL sulla lingua sarda, sulla continuità territoriale e sulla zona franca. Queste le premesse ma ancora pochi i risultati sul piano legislativo.

A Olbia Salvini si è lanciato in una difesa ad oltranza della sanità sarda, sulla necessità di aprire nuove strutture pubbliche e quindi  rilanciare l’iniziativa del Sistema Sanitario Regionale. Tutto vero ma ha omesso di dire che nelle Regioni amministrate dalla Lega ( Lombardia e Veneto) il sistema non ha mai abiurato il Metodo Formigoni basato sul rilancio dell’offerta sanitaria privata, convenzionata o non, che affianca e spesso sostituisce quella pubblica. Non ha detto che le strutture sanitarie lombarde sono il pilastro del welfare assicurativo, non ha detto che la maggior parte delle strutture private si basano sul Pilastro Assicurativo mentre il SSN langue e le strutture tendono a un progressivo decadimento. Allora, dobbiamo credere al Salvini lombardo o a quello sardo?

Né Salvini, sicuramente per mancanza di tempo, ha fatto cenno ai rapporti controversi tra Qatar e Regione Sardegna. Vuoi per la presenza dominante della Dinastia Al Thani in Costa Smeralda, vuoi per la difficile realizzazione del binomio Qatar-Regione nel decollo della megastruttura Mater Olbia, maxi ospedale nato dalla mente di Don Verzè e poi scivolato nelle proprietà qatarine. Né tanto meno sulla questione delle munizioni prodotte a Domusnovas e inviate in Arabia Saudita (https://www.glistatigenerali.com/commercio-internazionale_terrorismo/pacifismo-allamatriciana-armi-che-volano-bombe-che-viaggiano-per-mare/ ) Questioni spinose e di certa natura politica, per l’occasione accuratamente scivolate nella dimenticanza preelettorale.

Insomma la Lega Salviniana si prepara ad un successo certo nelle Amministrative, anche se non ha ancora sciolto il nome del Candidato: lasceranno Solinas, comunque seguito a stretta misura da Eugenio Zoffili, nato a Erba,ed ivi eletto deputato, poi plenipotenziario della Lega in Sardegna o metteranno direttamente un loro uomo? Comunque vada, la Lega sembra tenere politicamente in ostaggio il piccolo partito sardo d’azione, è servito e servirà a prendere una messe di voti e dimostrare che la Lega è un partito nazionale, legato al sud del quale protegge aneliti autonomisti e progetti. Una lezione che supera di un largo …Miglio ( sì lui Gianfranco) anche Umberto Bossi.

Nelle prossime Europee, il Collegio in cui è inscritta la Sardegna, il Quinto, prevede anche la Sicilia. Come deciderà il centro-destra i suoi candidati? Prevarranno quelli di Salvini, certo di un successo (…non vivo di sondaggi ma uno, deposto nel mio telefonino , dice di un successo al di sopra di ogni aspettativa, così si è espresso a Olbia) o Nello Musumeci dovrà stralottare per imporre i suoi, visto che in Sicilia i M5S hanno sbaragliato…anche se il 2019 sarà per loro l’anno della resa dei conti?

TAG: elezioni europee 2019, Partito Sardo d'Azione, Salvini e la Lega, Sanità in Sardegna
CAT: Enti locali, Partiti e politici

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