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America

Idiota o stratega?

di Oscar Nicodemo

La percezione di Trump, a questo punto, non può dipendere dalla prospettiva politica dell’osservatore.

8 Aprile 2026
L’approccio politico di Donald Trump, spesso descritto come caotico, populista o “idiota” (nel senso di una semplificazione estrema e provocatoria), potrebbe anche essere analizzato come una strategia deliberata di potere. Si tratterebbe, nel caso, di una tattica mirata a smantellare le convenzioni politiche tradizionali, “demitizzando” l’immagine dell’America come ordinata superpotenza liberale, per sostituirla con una visione basata sul “trumpismo”, caratterizzata da un personalismo sfrenato e tanta imprevedibilità. 
I punti chiave della strategia sarebbero:
  • La “Teoria del Matto” (Madman Theory): Trump utilizza l’imprevedibilità come arma diplomatica e politica. Strapazzando la prassi e le consuetudini che distinguono un distinto esercizio del potere e agendo in modo inaspettato, costringe avversari e alleati a cedere per timore delle conseguenze: una tattica trasferita dal mondo degli affari alla politica.
  • Minimizzazione dell’establishment: Attraverso un linguaggio incolto, grezzo, e l’uso diretto dei social media, Trump si rivolge direttamente alla sua base, bypassando i media tradizionali e le istituzioni, delegittimando i vertici dell’apparato che regge la comunicazione e la politica di ogni nazione.
  • Strategia del “Tutto o Niente”: Trump opera con una mentalità polarizzante, dividendo il mondo in sostenitori e nemici, disposto a rischiare la stabilità delle istituzioni per spezzare il vecchio ordine.
  • Make America Great Again (MAGA): Questo motto non è solo uno slogan, ma la sintesi di una visione che ridisegna il ruolo dell’America nel mondo, spesso privilegiando l’isolazionismo, disinteressandosi delle alleanze tradizionali e ponendo il nazionalismo al centro della politica estera.
  • Rappresentazione della ” Débâcle Americana”: Fin dal suo primo insediamento, Trump ha descritto un’America in declino per giustificare il provvedimento di misure drastiche e presentarsi come l’unico salvatore. Un metodo, questo, che crea una realtà alternativa per i suoi sostenitori. 

Tuttavia, questa strategia presta facilmente il fianco a forti critiche e fa pensare a tanti di noi come la persistente “idiozia”  o il caos deliberato di Trump stiano diminuendo drasticamente la posizione dell’America negli affari mondiali, creando instabilità invece di una vera grandeur egemonica. Pur non possedendo una formazione accademica tradizionale, Trump si fa interprete di una presunta abilità commerciale che applica alla politica, come nel caso dell’imposizione dei dazi commerciali, considerata da alcuni una mossa strategica per la negoziazione e non una semplice azione impulsiva. Vi è da rimarcare, però, che non mancano analisi volte a definire la sua politica estera come priva di basi solide, etichettandolo come un “idiota geopolitico” o un “utile idiota” per gli interessi di avversari come la Russia, a causa della sua opposizione al multilateralismo e alle dichiarazioni offensive rivolte nei confronti delle alleanze storiche.

Per quanto mi riguarda, resto del parere che la percezione di Trump, a questo punto, non possa più dipendere dalla prospettiva politica dell’osservatore: vedere nei suoi atti un caos dannoso, oppure una programmata distruzione delle regole internazionali preesistenti per crearne di nuove favorevoli al Paese che governa, vuol dire fermarsi alla superficie dell’analisi tecnica. Donald Trump nel dibattito politico internazionale deve essere percepito come un elemento di forte disturbo e potenziale pericolo per l’ordine mondiale, le istituzioni democratiche e la stabilità geopolitica. Tante sue azioni e dichiarazioni evidenziano diverse aree di preoccupazione e sono un attacco diretto alle fondamenta democratiche, con un impatto profondo sui diritti delle popolazioni del mondo e la stabilità interna della stessa America.

#geopolitica america Donald Trump iran
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