Finanza
Banca Ifis, utili netti a 328 milioni con Illimity. «Il 2026 sarà l’anno dell’integrazione»
Dopo un 2025 definito “storico” con l’acquisizione di Illimity e l’ingresso nel risparmio gestito con il marchio Fürstenberg. Banca Ifis avvia la fase di integrazione industriale: focus sul derisking di Illimity e sinergie dal 2027
Nel 2025 Banca Ifis ha chiuso un esercizio definito dal vertice come una tappa cruciale nella trasformazione del gruppo, segnato dall’acquisizione di Illimity Bank e dall’avvio di un progetto industriale destinato a ridisegnare il posizionamento competitivo dell’istituto. L’utile netto consolidato preliminare si è attestato a 328 milioni di euro, mentre la banca ha confermato una solida posizione patrimoniale con un coefficiente CET1 proforma al 13,7% e la distribuzione di dividendi per 129 milioni di euro.
Il 2025 rappresenta quindi l’anno di svolta, mentre il 2026 sarà quello dell’integrazione e della ristrutturazione operativa. Il presidente di Banca Ifis Ernesto Fürstenberg Fassio ha sottolineato la portata strategica delle operazioni concluse: «Il 2025 ha segnato una tappa storica nel percorso di crescita della Banca: abbiamo concluso con successo l’Opas su Illimity Bank e avviato un progetto industriale solido, che unisce due realtà innovative per dar vita ad un Gruppo bancario di riferimento per le piccole e medie imprese italiane». Fürstenberg ha inoltre evidenziato come l’espansione del perimetro includa nuove aree di business: «A questa operazione trasformativa per il nostro gruppo bancario si è aggiunta l’acquisizione di Euclidea SIM che sarà il primo tassello attraverso il quale, con il marchio Fürstenberg, faremo il nostro ingresso per la prima volta nel mercato dei servizi di gestione del risparmio».
L’acquisizione di Illimity e l’ingresso nel risparmio gestito rappresentano quindi i due pilastri della nuova fase di crescita. Il presidente Fürstenberg ribadito la solidità della banca nel sostenere questa espansione: «Affrontiamo questa fase di crescita e sviluppo di Ifis con una redditività sostenibile, una solida posizione patrimoniale e un profilo di rischio contenuto, frutto della gestione prudente e della strategia perseguita con costanza in questi anni». L’obiettivo dichiarato è valorizzare gli asset e generare sinergie, mantenendo al contempo una cultura aziendale evoluta: «Siamo focalizzati per valorizzare al meglio gli asset del gruppo, generare le sinergie che abbiamo comunicato al mercato e proseguire nel costruire una cultura aziendale moderna e inclusiva».
Sul piano operativo, il 2025 ha segnato anche l’avvio dell’integrazione industriale, che entrerà nel vivo nel 2026. L’amministratore delegato Frederik Geertman ha spiegato che «il 2026 è l’anno dell’integrazione, incentrato sulla ristrutturazione e sul derisking di Illimity, con sinergie – in termini di costi amministrativi, IT, HR – che produrranno benefici principalmente nel 2027». Il piano prevede una serie di azioni gestionali tra cui il rifinanziamento delle obbligazioni e dei depositi, la revisione dei contratti IT, la migrazione dei sistemi informativi e l’integrazione delle funzioni commerciali e operative, oltre alla dismissione di asset non strategici.
L’a.d. ha evidenziato che la revisione del perimetro di Illimity è già stata avviata: «Nel secondo semestre del 2025 abbiamo completato l’analisi strategica dei vari business di Illimity, con l’individuazione di partecipazioni e attività non core». In questo contesto si inseriscono operazioni come la cessione di Hype e la revisione dell’architettura IT, che «evidenziano la capacità e velocità di execution del management, guidata da idee chiare su quel che è core e non core tra le attività del Gruppo Illimity».
Il percorso di ristrutturazione includerà anche la dismissione di alcune controllate e asset, con cessioni previste nel corso del 2026 in linea con le condizioni di mercato. Parallelamente, il derisking beneficerà della scadenza naturale del portafoglio crediti di Illimity, caratterizzato da una durata relativamente breve. Secondo Geertman, «le iniziative di ristrutturazione introdurranno una certa volatilità nei risultati trimestrali, ad esempio a seconda di quanto faremo certi disposal, ma in ultima analisi ridurranno il rischio del business e libereranno capitale per aree di crescita ad alta priorità».
La roadmap di integrazione, si legge nel comunicato diffuso dalla banca, «porterà a realizzare le sinergie di costo e ricavo annunciate e quantificabili nell’ordine di circa 75 milioni di euro l’anno, prima delle imposte». Queste saranno rese possibili dall’incremento della produttività per cliente attualmente in carico a Illimity Bank, che verrà arricchita con l’offerta ad alto valore aggiunto (factoring, leasing, rental) nella quale Banca Ifis è leader. Inoltre, Banca Ifis prevede che «la complementarità di alcuni settori di business (come, ad esempio, il Settore Npl) e l’integrazione delle strutture di governo e controllo consentiranno di sviluppare significative sinergie di costo, stimate in circa 50 milioni di euro annui, prima delle imposte». A seguito della conclusione della fase di consolidamento del controllo, Raffaele Zingone, condirettore generale e Chief Commercial Officer di Banca Ifis,, è stato nominato amministratore delegato di Illimity Bank con il mandato di proseguirne il rilancio commerciale.
La strategia industriale guarda dunque al medio periodo. «Il management – ha proseguito Geertman – è concentrato sul progetto di integrazione, sullo sviluppo commerciale della combined entity e sulla riduzione del costo del funding, con l’obiettivo di raggiungere significativi benefici in termini di sinergie di costo e ricavo già dall’esercizio 2027».
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Nella foto in alto, il presidente di Banca Ifis Ernesto Fürstenberg Fassio (a sx) con l’a.d. Frederik Geertman (a dx)
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