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Banco Bpm

Finanza

Banco BPM propone a Mps l’aggregazione per creare il terzo polo

di redazione

La banca milanese propone un’integrazione alla pari con l’istituto senese, finalizzata alla creazione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia. Dall’operazione scaturirebbero 1,1 miliardi di sinergie e 6 miliardi utile all’anno

7 Giugno 2026

Il consiglio di amministrazione di Banco BPM ha deliberato all’unanimità l’invio di una proposta a Monte dei Paschi di Siena per avviare un confronto su una possibile aggregazione. L’operazione darebbe vita al secondo gruppo bancario italiano per dimensioni.

L’ipotesi di un merger of equals

Secondo quanto comunicato da Banco BPM, l’operazione sarebbe strutturata secondo il modello del cosiddetto “merger of equals”, una formula che consentirebbe di valorizzare il contributo di entrambe le realtà coinvolte, preservandone identità, competenze e radicamento territoriale.

«L’obiettivo – spiega la banca milanese – è quello di costruire un gruppo capace di competere, per dimensioni, eccellenza di prodotti e potenziali economie di scala, con i principali operatori bancari e finanziari nazionali ed europei, preservando al contempo i punti di forza e le specificità delle due realtà”. In quest’ottica, la governance sarebbe definita secondo criteri di equilibrio e rappresentatività, con particolare attenzione alla tutela dei marchi, delle sedi storiche e del legame con i territori di riferimento».

Le sinergie industriali attese

Banco BPM individua nell’operazione una serie di elementi strategici che potrebbero favorire la creazione di valore. Tra questi figura la complementarità geografica delle due banche, che consentirebbe una presenza capillare sull’intero territorio nazionale e un rafforzamento nelle aree considerate più rilevanti sotto il profilo economico. Il gruppo risultante diventerebbe il primo operatore per numero di filiali in Lombardia, Toscana e Veneto, consolidando inoltre la propria presenza in numerose regioni del Centro e del Sud Italia.

Un altro elemento centrale riguarda l’integrazione delle cosiddette fabbriche prodotto e delle attività specialistiche sviluppate dai due gruppi. Secondo Banco BPM, la combinazione delle competenze consentirebbe di valorizzare le rispettive specializzazioni industriali e di migliorare l’offerta complessiva di servizi finanziari. L’operazione si inserirebbe inoltre nel percorso di integrazione che coinvolge Mediobanca, favorendo uno sviluppo coordinato delle diverse piattaforme operative e produttive.

Oltre 1,1 miliardi di sinergie stimate

Le stime contenute nel progetto indicano un potenziale sinergico superiore a 1,1 miliardi di euro lordi annui. Nel comunicato la banca stima “un significativo potenziale sinergico a regime superiore a 1,1 miliardi di euro  al lordo delle imposte, di cui oltre 650 milioni di sinergie di costo e oltre 450 milioni di sinergie di ricavo, a loro volta generate per circa 250 milioni da maggiori ricavi sulle reti e circa 200 milioni dall’ottimizzazione delle fabbriche prodotto”.

Secondo Banco BPM, la maggiore dimensione consentirebbe inoltre di sostenere più efficacemente gli investimenti tecnologici necessari per affrontare le sfide della digitalizzazione e della crescente concorrenza nel settore finanziario.

Il ruolo della partecipazione in Generali

Tra gli aspetti evidenziati dal gruppo figura anche la partecipazione detenuta da MPS in Assicurazioni Generali. La presenza della compagnia assicurativa nel perimetro strategico dell’operazione potrebbe ampliare le opzioni industriali e finanziarie a disposizione del nuovo gruppo, offrendo ulteriori margini di sviluppo nell’interesse degli azionisti e degli stakeholder coinvolti.

I benefici finanziari attesi

Dal punto di vista patrimoniale, Banco BPM stima che il nuovo gruppo potrebbe presentare un CET1 ratio fully loaded pro-forma pari a circa il 15%, senza considerare eventuali ulteriori benefici derivanti dall’applicazione del cosiddetto Danish Compromise alla partecipazione in Generali, subordinatamente alle necessarie verifiche normative e regolamentari.

Le previsioni indicano inoltre una creazione di valore di almeno 5,5 miliardi di euro, ottenuta considerando le sinergie attese al netto dei costi di integrazione, stimati in circa 1,1 miliardi di euro lordi. A regime, il nuovo gruppo potrebbe generare un utile netto vicino ai 6 miliardi di euro e registrare una crescita degli utili per azione superiore al 10%, con una capacità distributiva potenzialmente più elevata rispetto a quella prevista dai piani industriali delle due banche considerate separatamente.

Capitalizzazione oltre i 50 miliardi e prossimo confronto con MPS

Sulla base delle quotazioni di mercato rilevate al 5 giugno 2026 e includendo il valore delle sinergie stimate, la capitalizzazione del nuovo gruppo potrebbe superare i 50 miliardi di euro, rafforzandone il posizionamento sui mercati finanziari e ampliando la platea degli investitori.

«Banco BPM – conclude la nota – auspica di poter avviare in tempi rapidi un confronto con MPS e il suo management, al fine di esplorare l’opportunità e, in presenza di un reciproco interesse, definire i principali elementi di una possibile aggregazione attraverso un percorso strutturato e collaborativo». 

Secondo l’istituto, un percorso condiviso e sviluppato secondo la logica del merger of equals consentirebbe di ridurre i rischi esecutivi, valorizzare le complementarità industriali e contribuire al rafforzamento complessivo del sistema bancario italiano. In questo dossier, Banco BPM è assistito da Citigroup  e Goldman Sachs in qualità di advisor finanziari e da Legance in qualità di advisor legale.

Banco BPM mps
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