Finanza
Per Generali semestre record. E intanto l’a.d. Donnet prepara la linea di difesa contro le ricadute di Intesa-MPS
Il gruppo chiude il primo semestre 2026 con utili a 2,5 miliardi. L’a.d. Donnet sul risiko bancario in corso: «Le implicazioni per il nostro business e per il contesto competitivo devono essere valutate con la massima attenzione da parte di tutte le autorità italiane ed europee».
Generali archivia un primo semestre 2026 in forte crescita e conferma gli obiettivi del piano strategico “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”. Il gruppo assicurativo ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un risultato operativo record di 4,5 miliardi di euro, in aumento dell’11,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, sostenuto dal contributo positivo di tutti i principali segmenti di attività.
Anche l’utile continua a crescere. L’utile netto normalizzato raggiunge 2,543 miliardi di euro, in aumento del 13,7%, mentre il risultato netto si attesta a 2,538 miliardi, con una crescita del 17,9%. Un andamento che, secondo l’amministratore delegato Philippe Donnet, conferma la traiettoria del gruppo verso gli obiettivi del piano industriale. «I risultati ottenuti nel primo semestre di quest’anno ci faranno raggiungere il target del 2027», ha dichiarato il manager durante la conference call.
Sul fronte commerciale, i premi lordi salgono a 53,4 miliardi di euro, con un incremento del 5,8%. La crescita è trainata sia dal ramo Danni, che aumenta del 6,3%, sia dal Vita, in progresso del 5,5%. Particolarmente significativo il risultato della raccolta netta Vita, che supera gli 8,3 miliardi di euro, il livello più elevato mai registrato dal gruppo in un primo semestre grazie al contributo positivo di tutte le linee di business.
Prosegue anche il rafforzamento degli indicatori patrimoniali e gestionali. Il Contractual Service Margin sale a 35,8 miliardi di euro rispetto ai 34,6 miliardi di fine 2025, mentre gli Asset Under Management raggiungono 944 miliardi di euro, in crescita del 4,9%. Il patrimonio netto di gruppo si mantiene sostanzialmente stabile a 32,1 miliardi di euro (+0,1%), dopo aver assorbito il pagamento del dividendo relativo all’esercizio 2025 e il buyback collegato al piano di incentivazione di lungo termine.
Resta elevata anche la solidità patrimoniale. Il Solvency Ratio si attesta al 216%, in lieve calo rispetto al 219% di fine 2025, ma il dato incorpora già l’impatto del nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro e la conclusione del periodo di grandfathering.
Donnet: «Le autorità valutino con attenzione» le operazioni che impattano sul business assicurativo
Nel corso della conference call, Donnet ha affrontato anche il tema del contesto competitivo e delle operazioni che interessano il settore assicurativo, su cui si prevede un forte impatto a seguito dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su MPS. Una quota del 13% circa di Generali è storicamente controllata da Mediobanca, finita oggi nel gruppo MPS. In caso di successo dell’operazione, Intesa Sanpaolo, che tramite le controllate è il secondo operatore assicurativo in Italia e che in questa partita opera in accordo con Unipol, si troverebbe ad essere l’azionista più in vista di Trieste, aprendo evidenti questioni problemi di concentrazione di mercato e di concorrenza in generale. A tal riguardo, sono poi circolate ipotesi circa la vendita di parti del Gruppo Generali proprio a Unipol. Pure speculazioni, per il momento, finora non confermate. Anzi, l’a.d. di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha più volte ribadito di non volere interferire con la strategia della compagnia triestina. Su questo punto, Donnet ha però lanciato un messaggio che pur nell’asetticità del linguaggio lascia intravvedere quali saranno le contromosse di Trieste. «Al fine di tutelare l’indipendenza e l’integrità del gruppo – ha detto Donnet – tutte le implicazioni per il nostro business e per il contesto competitivo in cui operiamo devono essere valutate con la massima attenzione e cura anche da parte di tutte le autorità competenti italiane ed europee».
Buy Back da 500 milioni
Contestualmente alla presentazione dei risultati, Generali ha annunciato l’avvio del nuovo buyback autorizzato dall’assemblea degli azionisti dello scorso 23 aprile. Il programma prevede il riacquisto di azioni proprie per un controvalore massimo di 500 milioni di euro, entro un limite del 2% del capitale sociale. Le operazioni inizieranno il 10 agosto e si concluderanno entro dicembre 2026. Le azioni acquistate saranno successivamente annullate. Il programma ha l’obiettivo di offrire agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto ai dividendi, utilizzando parte della liquidità disponibile del gruppo.
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