Finanza
BFF in pillole: a volte ritornano (gli sciacalli)
Tra riclassificazioni miliardarie e crolli in Borsa, il caso BFF riaccende i timori su speculazione e tutela dei risparmiatori
Dopo aver assistito al tentativo di assalto (fallito) sui crediti di Banca Progetto, vedremo le stesse mani all’opera su BFF Banca? Il comunicato stampa che annunciava il commissariamento di BFF anticipava importanti riclassificazioni: da 800 milioni di euro a 1,3 miliardi di euro. Cifre enormi rispetto alle dimensioni della banca, da far tremare le vene ai polsi, perché normalmente sono cifre in grado di mandare a gambe all’aria una banca delle dimensioni di BFF. E quindi il titolo crolla.
Il comunicato stampa però ricordava in modo criptico: “Tali esposizioni in past due sono relative a crediti verso il settore pubblico, con una trascurabile loss given default”. Cosa significa? Che rispetto all’esposizione creditizia al momento del default, si recupera praticamente quasi tutto. E quindi? Quindi in base alla CRR non dovrebbero occorrere accantonamenti specifici significativi. Quindi MF spiega l’ovvio rispetto alla riclassificazione del 2024: “Da qui è emerso il paradosso che più ha colpito gli osservatori: a fronte di 1,4 miliardi di crediti classificati come past due, gli accantonamenti si sono fermati a soli 0,7 milioni. La spiegazione risiede nella natura dei debitori: la pubblica amministrazione può accumulare ritardi nei pagamenti ma non presenta un rischio reale di insolvenza.”. E dopo questa spiegazione di MF, evidentemente dovuta, il titolo di BFF rimbalza macroscopicamente. Del resto credo che una buona parte di questi crediti svalutati nel 2024 siano già stati recuperati da BFF.
Allora i crediti di BFF sono decisamente meglio di quelli di Banca Progetto. Tendenzialmente in BFF se un credito viene riclassificato, si recupera tutto. E mentre su Banca Progetto bisognava sperare che MCC non contestasse l’escussione della garanzia, in modo da poter recuperare 80 per cento garantito, su BFF i crediti sono normalmente garantiti dalla natura del debitore. Certo qualche problema potrà anche capitare (ad esempio cessione di crediti inesistenti), ma finché l’incidenza è modesta, problemi reali non ci sono. Ed in caso di problemi nel factoring, resta sempre la retrocessione al cedente. In più, mentre i crediti di Banca Progetto erano sofferenze vere (nessun rendimento), i crediti di BFF hanno un bel rendimento attaccato, perché si applica il tasso previsto dal D.lgs. 231/2002 (tasso base +8 per cento).
Se questi crediti sono così buoni, NPL per finta, garantiti al 100 per cento e per giunta con un bel rendimento, ci si può aspettare che i soliti noti visti all’opera su Banca Progetto si facciano vivi anche in questo caso. Bisogna rifarsi del mancato affare su Banca Progetto, con gli interessi (è proprio il caso di dirlo). Magari la Vigilanza costringerà BFF a svalutare questi crediti o a stornare gli interessi di mora, a differenza di quanto avvenuto nel 2024, e se i fondi speculativi saranno proprio fortunati, costringerà anche la banca a vendere questi crediti svalutati, a sconto rispetto al valore nominale. Allora sì che i fondi speculativi potranno fare un bel affare, migliore di quello che si auspicava su Banca Progetto.
Peccato che BFF è una banca quotata, con tanti risparmiatori privati che sperano di recuperare i loro risparmi, falcidiati da manipolazione informativa, speculazione e comunicati stampa che generano terrore. Su Banca Progetto le banche si erano rifiutate di procedere con un salvataggio reso più oneroso da una cessione di crediti non necessaria. Su BFF, chi salverà i poveri risparmiatori dalla falcidia necessaria ad arricchire indebitamente i fondi speculativi?
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