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Carlo Messina, a.d. Intesa Sanpaolo, che annuncia un utile record nei primi nove mesi del 2025

Finanza

Intesa Sanpaolo approva il Piano di Impresa 2026-2029 e punta a oltre 11,5 miliardi di utile

di redazione

Il gruppo guidato da Carlo Messina approva il Piano di Impresa 2026-2029: utile oltre 11,5 miliardi, 50 miliardi agli azionisti, focus su commissioni, digitale e sostenibilità

2 Febbraio 2026

Il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato il nuovo Piano di Impresa 2026-2029, che definisce la strategia del gruppo bancario per il prossimo quadriennio puntando su crescita dei ricavi da commissioni, digitalizzazione, riduzione strutturale dei costi e rafforzamento dell’impatto sociale. Il gruppo ha chiuso il 2025 con un utile netto di 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6% rispetto agli 8,7 miliardi del 2024 e annuncia agli azionisti 50 miliardi di dividendi nel 2026-2029.

Il nuovo Piano prevede una crescita dell’utile netto fino a oltre 11,5 miliardi di euro nel 2029, rispetto ai 9,3 miliardi del 2025, con un ROE atteso al 22 per cento e un ROTE al 27 per cento. Sul fronte della remunerazione degli azionisti, Intesa Sanpaolo stima distribuzioni complessive per circa 50 miliardi di euro nel periodo 2025-2029, con un payout ratio al 95 per cento per ciascun anno del quadriennio 2026-2029, di cui il 75 per cento attraverso dividendi in contanti e il 20 per cento tramite buyback.

Il gruppo conferma un’elevata patrimonializzazione, con un obiettivo di Common Equity Tier 1 ratio superiore al 12,5 per cento in ciascun anno del Piano, e un costo del rischio contenuto tra 25 e 30 centesimi di punto, grazie al mantenimento dello status di banca a “zero NPL” e a un’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti totali inferiore all’1 per cento.

Sul piano operativo, Intesa Sanpaolo prevede una riduzione strutturale dei costi, favorita dagli investimenti tecnologici già effettuati. I costi operativi sono stimati in calo a 11,3 miliardi di euro nel 2029, con un miglioramento del cost/income ratio al 36,8 per cento rispetto al 42,2 per cento del 2025. Nel quadriennio sono previsti investimenti per 5,1 miliardi di euro, di cui 4,6 miliardi destinati a tecnologia e crescita.

La crescita dei ricavi sarà trainata principalmente dalle commissioni, con proventi operativi netti attesi a 30,7 miliardi di euro nel 2029 (+3 per cento CAGR). Le commissioni nette saliranno a 11,6 miliardi, mentre il risultato dell’attività assicurativa è stimato in crescita a 2 miliardi. L’incidenza complessiva di commissioni e assicurazioni sui proventi operativi netti raggiungerà il 44 per cento.

Un ruolo centrale è attribuito al Wealth Management, alla consulenza finanziaria e alla protezione assicurativa, con un rafforzamento della rete di consulenti e l’espansione delle attività dedicate alla clientela Private e Affluent. In questo contesto si inserisce il lancio di isywealth Europe, progetto che punta all’espansione internazionale in Francia, Germania e Spagna, attraverso un modello che integra canali digitali e consulenti finanziari.

Il Piano include inoltre un’accelerazione del ricambio generazionale: entro il 2029 sono previste circa 12.400 uscite e 6.300 nuove assunzioni di giovani, senza impatti sui ricavi grazie alla semplificazione dei processi abilitata da tecnologia e intelligenza artificiale. Sono previsti programmi di riqualificazione per circa 10.000 persone e percorsi di formazione annuale per circa 20.000 dipendenti.

Intesa Sanpaolo conferma anche l’impegno sul fronte sociale e ambientale. Nel periodo 2026-2029 è previsto un contributo di circa un miliardo di euro per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze, mentre il 30 per cento del nuovo credito a medio-lungo termine sarà destinato a operazioni di sustainable lending. Restano confermati gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 nell’ambito del percorso net-zero al 2050.

Nel complesso, il gruppo stima una creazione di valore per circa 500 miliardi di euro per tutti gli stakeholder nel quadriennio, tra dividendi agli azionisti, nuovo credito all’economia reale, spese per il personale, acquisti da fornitori, imposte versate e finanziamenti a finalità sociali e ambientali.

intesa sanpaolo
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