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Intesa Sanpaolo ha lanciato una Ops su Mps

Finanza

Intesa Sanpaolo lancia un’Ops su Mps: offerta da 10,09 euro per azione e sinergie stimate per 2,9 miliardi

di redazione

Intesa Sanpaolo annuncia un’Ops totalitaria su Mps: corrispettivo in azioni e contanti, premio del 12,5% e obiettivo di creare un grande gruppo europeo.

8 Giugno 2026

Intesa Sanpaolo ha annunciato l’avvio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Ops) volontaria sulla totalità delle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena. L’operazione, comunicata ai sensi dell’articolo 102 del Testo unico della finanza, riguarda fino a 3,036 miliardi di azioni Mps e rappresenta una delle principali iniziative di consolidamento del settore bancario italiano degli ultimi anni.

Il corrispettivo previsto per ciascuna azione Mps è composto da 1,6 azioni ordinarie di nuova emissione di Intesa Sanpaolo e da una componente in denaro pari a un euro. Sulla base del prezzo di chiusura del titolo Intesa del 5 giugno 2026, pari a 5,682 euro, l’offerta esprime una valorizzazione di 10,091 euro per azione Mps. Il valore incorpora un premio del 12,5% rispetto alla chiusura del titolo Monte dei Paschi del 5 giugno e del 17,4% rispetto alla media ponderata degli ultimi tre mesi.

L’operazione si inserisce nel processo di consolidamento del sistema bancario europeo, che secondo Intesa richiede operatori di dimensioni maggiori per sostenere gli investimenti necessari all’evoluzione tecnologica e per mantenere adeguati livelli di competitività e redditività. La banca evidenzia inoltre la complementarità tra le attività dei due gruppi nei segmenti del wealth management, del corporate e investment banking, del retail banking e del credito al consumo.

Secondo le stime diffuse dall’offerente, l’aggregazione darebbe vita al secondo gruppo bancario quotato dell’Eurozona per capitalizzazione di mercato, con un valore indicativo di circa 126 miliardi di euro. Il nuovo perimetro potrebbe contare su circa 20 milioni di clienti in Italia e su attività finanziarie della clientela per circa 1.700 miliardi di euro, con una previsione di crescita a circa 2.000 miliardi entro il 2029.

Intesa stima sinergie complessive a regime pari a circa 2,9 miliardi di euro annui ante imposte, di cui 1,5 miliardi derivanti da efficienze di costo e 1,4 miliardi da maggiori ricavi. I costi di integrazione una tantum sono invece quantificati in circa 2,1 miliardi di euro ante imposte. Il gruppo prevede inoltre utili consolidati superiori a 16 miliardi di euro nel 2029 e il mantenimento di un coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 superiore al 14%.

Un elemento centrale dell’operazione riguarda la posizione di Mps in Mediobanca. La banca senese detiene infatti una partecipazione pari all’86,3% dell’istituto di Piazzetta Cuccia e ha già approvato il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca. Qualora l’offerta di Intesa si perfezionasse dopo il completamento di tale fusione, il perimetro dell’Ops verrebbe esteso anche alle nuove azioni Mps eventualmente emesse per il concambio.

Per gestire gli aspetti concorrenziali, Intesa ha inoltre sottoscritto un accordo con Unipol. L’intesa prevede la possibile cessione di un perimetro costituito da 635 filiali Mps e delle relative attività operative, subordinatamente al completamento dell’offerta e alle autorizzazioni richieste. Secondo la banca, la misura è finalizzata ad affrontare preventivamente le tematiche antitrust.

L’operazione entra ora nella fase autorizzativa. Intesa Sanpaolo dovrà presentare il documento di offerta alla Consob e ottenere i necessari via libera da parte delle autorità competenti, tra cui Bce, Banca d’Italia, Ivass e autorità antitrust nazionali ed europee. L’assemblea straordinaria degli azionisti della banca, convocata per il 10 settembre 2026, sarà chiamata ad approvare la delega all’aumento di capitale necessario per emettere le nuove azioni destinate al concambio.

L’efficacia dell’operazione resta subordinata all’ottenimento delle autorizzazioni previste e al raggiungimento di una partecipazione almeno pari al 66,67% del capitale di Mps. Le date definitive del periodo di adesione saranno comunicate successivamente con la pubblicazione del documento di offerta approvato dalla Consob. In caso di successo, Intesa Sanpaolo ha dichiarato l’intenzione di procedere al delisting di Mps e alla sua integrazione nel gruppo.

Secondo il cronoprogramma industriale illustrato dall’offerente, le principali sinergie economiche dovrebbero andare a regime entro il 2029. Nello stesso orizzonte temporale il gruppo stima di raggiungere utili consolidati superiori a 16 miliardi di euro, beneficiando delle sinergie di costo e di ricavo previste dall’aggregazione.

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