Italia, spese militari in crescita. Quasi 15 milioni solo per i cappellani

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2 Febbraio 2018

Secondo il rapporto 2018 dell’Osservatorio Milex il budget per la Difesa è arrivato a 25 miliardi di euro, con un aumento del 4 per cento rispetto al 2017, pari al 1.4 del Pil. Tra i programmi di riarmo nazionale in corso, tutti elencati nello studio, i più ingenti sono le nuove navi da guerra della Marina, tra cui la nuova portaerei Thaon di Revel, i nuovi carri armati ed elicotteri da attacco dell’Esercito e i nuovi aerei da guerra Typhoon e F-35.

Far parte della Nato – spiega il documento – ci costa 192 milioni di euro, oltre alle spese per le missioni comuni dell’Alleanza. Ma non basta. Per la presenza delle truppe americane sul nostro territorio paghiamo circa 520 milioni l’anno. Un altro approfondimento riguarda poi i costi della “servitù nucleare”, legata alle spese di stoccaggio e sorveglianza delle testate atomiche tattiche americane B-61 nelle basi italiane: 23 milioni solo per l’aggiornamento delle apparecchiature e dei caveau contenti le venti B-61 all’interno degli undici hangar nucleari della base bresciana di Ghedi e alle spese di stazionamento del personale militare Usa addetto e di mantenimento in prontezza di aerei e piloti italiani dedicati al “nuclear strike”.

Un altro dato interessante, si fa per dire, è che spendiamo ben 15 milioni di euro tra stipendi e pensioni per 200 cappellani militari ancora a carico dello Stato. “Nonostante l’Italia sia una repubblica laica e aconfessionale dove non vige una religione ufficiale di Stato – si legge nel rapporto – i successivi concordati con il Vaticano prevedono un servizio di assistenza spirituale alle forze armate affidato a sacerdoti cattolici in qualità di cappellani militari. Il loro status, normato dalla legge italiana nel 1961 (governo Fanfani, Andreotti alla 79 Difesa), è quello di generali e ufficiali superiori con i relativi trattamenti economici a carico dello Stato Italiano”.

TAG: armi, Basi americane, italia, nato, spese militari, testate atomiche
CAT: Geopolitica, Governo

2 Commenti

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  1. mario-bosso 3 anni fa

    Ce lo chiede l’Europa? Oppure:” Ma lo volete capire o no che abbiamo (avete) vissuto al di sopra delle nostre possibilità e quindi adesso dobbiamo (dovete) fare dei sacrifici?!

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  2. r-russo 3 anni fa

    Se si volesse realmente rispettare la nostra Costituzione le spese militari andrebbero tagliate di almeno il 60%. Questo si potrebbe fare tranquillamente perché molti di questi costi non solo non sono affatto necessari ma anche completamente superflui, inutili. Con i 15 miliardi di euro risparmiati si potrebbe dare una boccata di ossigeno ai pensionati, adeguando le loro pensioni in maniera congrua e da consentire una vita più dignitosa di quella attuale. Investire in militarità è uno spreco, è necessaria, invece, una politica di sobrietà, iniziando dal taglio dei generali: sono troppi e godono di troppi privilegi, neppure l’esercito americano ha in organico tanti generali quanti ne abbiamo complessivamente in Italia, tra Forze Armate e Forze di Polizia. Anche le cosiddette “missioni di pace” all’estero andrebbero drasticamente ridotte (se non annullate) per evitare la sottrazione di risorse economiche ed umane.

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