Elon Musk non sarà più Presidente di Tesla

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30 settembre 2018

“Voglio privatizzare Tesla. Ho tutto quello che serve per farlo, gli investitori a breve termine ed i gufi mi hanno stufato, me ne vado con gli Arabi”

Diciamoci la verità: Twitter è vecchio e lo usano prendendosi sul serio quasi solo i politici ed i giornalisti, ad anche avendo perso il limite dei centosessanta caratteri pur di ampliare la base a chi non ha il dono della sintesi (e talvolta nemmeno quello del sapersi esprimere), è diventato una sorta di sistema di messaggistica privata tra queste due categorie, mentre intorno rumore di fondo, insulti e pochezza la fanno da padrone.

Ci sono poi persone ed istituzioni che prendono molto seriamente qualsiasi cinguettata di un personaggio in vista, tale da non attendere nemmeno le dichiarazioni ufficiali per avviare una indagine (Pensate a cosa potrebbe succedere in Italia se fossimo così inflessibili, solamente leggendo certi account di imprenditori molto in vista….)

Questo è quanto accade ogni qualvolta Elon digita sulla tastiera del suo smartphone o del mac un suo pensiero, poiché non amando particolarmente i giornalisti si concede a poche interviste e spesso solo rilasciate ad amici, influencer, youtuber mentre raramente (e con risultati discutibili) con amici giornalisti, dunque messaggi ufficiali e decisioni li rimanda alla piattaforma di Jack Dorsey.

Sono ben conosciuti dunque i tweet con i quali l’ancora attuale Presidente di Tesla annunciava la volontà di lasciarsi alle spalle la borsa e gli impegni ad essa connessi per buttarsi nelle braccia dei finanziamenti privati, togliendo la società dal mercato pubblico; bene da tutto questo – ma sopratutto dalla retromarcia fatta in corso d’opera dopo essersi consultato con il board ed i principali azionisti – ha portato la SEC ad avviare una indagine che già sapevamo avrebbe portato ad una sanzione ed alla richiesta di un suo passo indietro nella gestione societaria, tale che Musk non sarà più il Presidente di Tesla e dovrà sborsare 20milioni di tasca propria ed altrettanti saranno versati da Tesla nel borsino della SEC.

Ma la cosa che ci preoccupa di più è che tra gli accordi raggiunti, c’è quello di dover “seguire una precisa linea di condotta nel tweet”. Sappiamo bene che gli americani ci tengono molto ed a volte sono talmente bacchettoni da rendersi quasi ridicoli, allo stesso tempo è giustificabile il fatto che un Presidente, pardon, un CEO dovrebbe stare attento a quello che scrive poiché dirigendo una azienda che vive della propria quotazione in borsa ogni uscita potrebbe essere strumentalizzata… ma non si è mai visto che ad un rivoluzionario, sia esso tecnologico o politico, venga messo un bavaglio stringente sui tweet, mentre per altri dirigenti il valore è dato dalle sole dichiarazioni ufficiali!
A noi Elon piace così, reale e pieno di difetti almeno quanti pregi, e non bacchettone e lento come l’industria auto, ma fatevi una risata, twitter non è così serio come credete…

TAG: Borsa, Elon Musk, space x, tesla, twitter
CAT: Hardware e macchine, Imprenditori

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