Il rincaro matto delle materie prime dopo la ripartenza

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1 Novembre 2021

Nell’ultimo anno i rincari dei costi di produzione sono aumentati di oltre il 2% secondo l’ultimo report di Centromarca

 

Con l’avvio della ripresa economica a seguito delle restrizioni dovute alla Pandemia, vi è stato un contestuale aumento dei costi di produzione, superiore al 2%, rispetto a quello dello scorso anno. A generarlo, un rincaro dei prezzi di tutte le materie prime più importanti: dalle agricole, ad alcuni metalli, passando per il packaging, al settore dell’energia e dei trasporti. Pur avendo registrato un positivo incremento della richiesta, oltre ogni più rosea aspettativa, le variazioni delle quotazioni internazionali di numerose commodities, hanno influito inevitabilmente sulla possibilità di acquisto da parte delle imprese, che sono state costrette a ridimensionare gli stock. Secondo quanto riferisce Francesco Mutti, Presidente dell’Osservatorio di Centromarca ed Amministratore Delegato del Gruppo Mutti, la nostra economia si troverebbe ad attraversare un trend molto positivo, rispetto ai crolli generali e preoccupanti del 2020. Il tutto incentivato dalle scelte del Governo Centrale e dal coraggio e la resistenza dei singoli imprenditori. Ma è pur vero che l’effetto domino propagatosi prima a livello estero e poi recepito, per forza di cose, anche in Italia, ha investito i costi di produzione e il prezzo delle singole materie prime. Il ritorno alla stabilità, secondo Mutti, rispetto a quanto illustrato dai dati forniti dall’Osservatorio di Centromarca, sarà differente rispetto al recente passato, quando risultava molto più semplice lasciarsi alle spalle  fisiologici periodi di recessione. Quello che diviene fondamentale in una fase tanto delicata per la tenuta dell’economia italiana, è la direzione intrapresa e perseguita dal Governo Draghi, gestendo e affinando una visione lungimirante per il futuro a medio e lungo termine. Dove un contributo essenziale è costituito dal comparto della istruzione e della sanità, due punti nevralgici dell’assetto portante del nostro Paese, troppe volte martoriati da anni di scelte sbagliate ed egoiste.

TAG: #consumi. #materieprime, economia, Grandi imprese
CAT: Imprenditori, Materie prime

Un commento

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  1. andrea-lenzi 7 mesi fa

    Per essere precisi, le scelte nella sanità e salute pubblica sono state fatte per favorire il Vaticano, quindi impoverendo il pubblico a favore del privato, con alcune aggravanti nella scuola pubblica, dove 1,2 miliardi di stipendi annuali sono pagati agli “insegnanti” di religione (che sono pura pubblicità alla superstizione cattolica). Senza fare rispettare la laicità, e cioè tenendo la religione fuori da scuole ed ospedali, mai nulla potrà cambiare

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