Basta cazzate sul cancro: non è un’opportunità ma solo sofferenza

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25 Settembre 2018

“Ecco qui Ragazzi, in questo libro vi spiego come sono riuscita a trasformare quello che tutti considerano una sfiga, il #cancro, in un dono, un’occasione, una opportunità.” N. Toffa dalla sua pagina FB.

Sono un uomo fortunato, fortunatissimo direi. Sono un sopravvissuto al cancro. E’ stata dura, molto dura, ma per chi non ce la fa è ancora più dura.
Le cure, le ansie, l’inquietudine, la sofferenza sono i compagni dei malati di cancro.
Ho passato molto tempo in ospedale, ero in una camera sterile perché per curare il mieloma mi sono sottoposto a tre trapianti di midollo osseo, due con le mie cellule e uno con quelle di un donatore non consanguineo.
In quei lunghi giorni, settimane, mesi ho interrotto la mia vita, ero immunodepresso e così, per alcuni periodi, non ho potuto né vedere (in ospedale i bambini non possono entrare) né tanto meno toccare e abbracciare mio figlio che era nato da sole poche settimane.
La procedura è stata lunga, faticosa ma è stata risolutiva.
So perfettamente che ognuno è un caso a sé, oltre che per la malattia e le terapie anche per il modo in cui la mente di ognuno affronta questo ospite schifoso.
Quindi, non so veramente se posso dare dei consigli su come affrontare un percorso così difficile, però so (presente indicativo) una cosa: Non ho mai pensato, nemmeno per un istante che il cancro fosse un dono, un’opportunità, un qualcosa che mi potesse rendere migliore, in definitiva un’esperienza da consigliare. Come invece sostiene Nadia Toffa de Le Iene e per questo riesce a far parlare di se e del suo libro.
Nadia ha avuto fortuna, molta fortuna come tutti quelli che il cancro possono raccontare di averlo curato e superato. Non ho detto affrontato, perchè il verbo affrontare presuppone la sconfitta.
Dire che il cancro è un’opportunità è una cazzata colossale, immensa, che provoca danni allo spirito di chi non ce la sta facendo (di cancro si muore ancora e muoiono ancora in tanti) e crea illusioni. Non è vero che se ce l’ha fatta lei ce la possono fare tutti, è una bugia, è crack spacciato a poco prezzo. Il concetto che passa è uno che non ce la fa è un pirla, visto che è così facile.
A cavalcare questo andazzo è anche il corrierone che ha dedicato addirittura una rubrica all’argomento che, ormai sdoganato, sta diventando mainstream

Il cancro interferisce con la vita di chi lo ha vissuto e la cambia in meglio perché avvicinarsi alla morte e poi tornare a respirare è meglio di morire. Per questo la gratitudine è il primo sentimento di ogni paziente che è riuscito a stare meglio, e io sono grato a chi mi ha curato, assistito, supportato, amato.

Il cancro cambia certamente la vita e certamente insegna qualcosa che ha a che fare con il rispetto dell’altro e di se stessi. Certamente spazza le incrostazioni mentali e ci libera. Ma questo lo può dire solo chi lo ha superato. Cioè, fino a prova contraria, solo una percentuale. Seppur la ricerca ha fatto passi avanti ciclopici, sono ancora molti a morire. E chi ha superato la soglia e può raccontare la sua esperienza queste cose le sa molto bene. Dire che è un dono non rispetta i sentimenti di chi sta lottando e di chi, nella sala d’aspetto dell’ambulatorio, si accorge che alcuni volti non si vedono più perché “il dono” li ha condannati.

Il mio compagno di stanza non ce l’ha fatta, Francesca Del Rosso (Wondy) non ce l’ha fatta (mi ero scambiato con lei qualche mail, aveva letto un mio testo sulla malattia e mi aveva dato un suo parere) e suo marito Alessandro ha scritto un pensiero lungo e toccante sulla sua vicenda. Letizia Leviti (la giornalista di Sky che lasciò un messaggio registrato ai suoi colleghi) non ce l’ha fatta. Non ce l’ha fatta Corrado Sannucci, che scrisse un libro intitolato “A parte il cancro tutto bene”, in cui ha raccontato le sue cure per il mieloma.

Il cancro ti rimane appiccicato nel cervello per sempre, anche se sei stai bene.
Proprio in questi giorni mi è capitato di ritornare nel mio reparto per andare a trovare una persona. Ho provato una sensazione strana, di serenità e paura insieme, certamente non ho pensato che avevo ricevuto un dono.
Frequento gli ospedali da molti anni perché dopo il cancro ci sono i controlli, gli esami, le visite e posso garantire che non ho mai visto nessuno, e ripeto nessuno, venire all’Istituto dei Tumori, a chiedere come si fa farsi venire il cancro per godere della meravigliosa sensazione che si prova dopo che lo si è curato.

Questo è il mio blog http://utmotribute.blogspot.com/

TAG: cancro, cazzata, dono, Nadia Toffa
CAT: Medicina

2 Commenti

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  1. alding 6 anni fa

    Rispetto profondamente ciò che dici, caro Marco: tu l’esperienza del cancro l’hai vissuta così e saresti falso a dire cose diverse. Ma vorrei che tu rispettassi altrettanto l’esperienza che altri hanno vissuto nella medesima condizione o in condizioni simili conseguenti a gravi incidenti. Per molti, il faccia a faccia con una sofferenza così profonda – la propria – ha permesso e permette di scoprire un senso delle cose che è una novità ed una illuminazione del vivere che altrimenti non sarebbe accaduta. E’ paradossale augurarsi un cancro, è vero, ma forse talvolta peggio del cancro è una vita vuota di significato, piena solo di incazzature, di invidie, di rifiuto di gioie e tenerezze. Non credi?

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  2. andrea-lenzi 6 anni fa

    intanto è necessario chiarire che puoi parlare solamente per te, vista la soggettività della cosa;
    ciò premesso, basta saltare da un balcone ogni volta che senti la vita vuota ed il gioco sarà fatto, senza dover attendere cancri… oppure diventare consapevoli e vivere una vita come la si desidera, o provarci ;-)

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