Cara Chiara la cultura dovresti fartela da sola

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20 Agosto 2016

Cara Chiara,
ho letto la lettera pubblicata dal Fatto Quotidiano con la quale ti rivolgi al presidente della repubblica denunciando la presunta ingiustizia e incostituzionalità dei test in medicina. Il tuo argomento è che i questiti  siano “troppo difficili” per la preparazione standard fornita dalla scuola superiore e, in assenza di costosi corsi di preparazione ad hoc, uno studente, anche molto bravo come te, non può farcela da solo.

 

Mi hai ricordato quando 20 anni fa anche io, uscito dal liceo classico con il massimo dei voti ho affrontato i test in Economia alla Luiss e alla facoltà di scienze della comunicazione, superati entrambi. Anche allora c’erano corsi per prepararsi, ma io non li ho frequentati. Non mi permetto di fare paragoni perché si tratta di circostanze diverse. Vorrei solo osservare che, una buona parte delle risposte positive che ho dato a quei test non derivavano dalla preparazione standard ricevuta a scuola, ma dalla cultura che individualmente mi ero fatto da solo per interesse personale. Sottolineo questo passaggio “cultura che mi ero fatto da solo” e in un mondo dove non c’erano smartphone, dove internet era un astruso meccanismo da Nerd e, per comunicare con un PC, dovevi scrivere comandi su uno schermo nero con le lettere bianche.

Venendo alla tua lettera non mi permetto di darti giudizi o consigli, semplicemente provo ad evidenziare 2 incongruenze:
1) Non è vero che senza i costosi corsi privati non si riesce a superare le prove
2) Non è incostituzionale che l’accesso all’università sia regolato da prove selettive, anche molto difficili (quest’ultimo aspetto è una tua valutazione personale)

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Il punto 1) è il nodo di tutto, cara Chiaria è perfettamente possibile per tutti reperire materiale didattico e prepararsi da soli per i test di ammissione anche senza seguire corsi a pagamento. La quantità di testi disponibili gratuitamente su internet è virtualmente illimitata. La repubblica italiana, con l’insegnamento delle lingue straniere fin dalle elementari ti offre la possibilità di poter utilizzare anche il materiale non in lingua italiana. Esistono poi le librerie on line dove si possono acquistare a prezzo modico testi specifici e le biblioteche dove i libri si possono prendere in prestito: un ragazzo normale che ci pensi per tempo, ha tutti i mezzi per prepararsi ai test. Basta volerlo e pensarci un po’ prima.

Il punto 2) merita un’osservazione di merito e una di carattere più generale. Nel merito la repubblica italiana copre gran parte dei costi del sistema scolastico e universitario e dunque agisce nel pieno rispetto del dettato costituzionale. Se vincoli di ordine pratico impongono di limitare l’accesso a taluni corsi universitari solo ai più meritevoli, non vi è alcuna contraddizione con questo principio.
L’esistenza di corsi a pagamento non costituisce un’ingiustizia o una contraddizione rispetto ai valori di fondo del sistema più di quanto non lo sia l’esistenza di taxi o automobili a noleggio rispetto alla mobilità in generale. C’è tanta gente che si sposta con i mezzi pubblici, in bici o al limite a piedi e il fatto che arrivi o meno a destinazione è solo una questione di volontà.

Cara Chiara, nell’epoca d’oro in cui hai la fortuna di vivere la cultura non è preclusa a nessuno, grazie al materiale disponibile gratuitamente su internet, alla possibilità di viaggiare a basso costo e alle opportunità di contatto offerte dai social network. Mai nella storia dell’umanità l’accesso alla conoscenza è stato così semplice e diffuso tra la popolazione mondiale.

Non è la costituzione o il capo dello stato che può decidere o determinare quanto puoi o dovresti accedere (o anche contribuire perché no?) alla cultura.

Quello puoi farlo solo tu, in bocca al lupo
@massimofamularo

TAG: Cultura, politica
CAT: Medicina, scuola

Un commento

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  1. eeeeelm 4 anni fa

    Sono stato bocciato per 3 anni consecutivi in 5a liceo scientifico in una scuola di tutt’altro che grande spessore (tralasciamo i motivi delle bocciature diciamo più dovute ad una mia immaturità nel prendere impegni prima e ad un preside contrario a farmi promuovere poi) e finalmente diplomato con un misero 80/100 al quarto tentativo, ho passato tranquillamente i suddetti test (nel mio caso quello di iscrizione per le facolà di farmacia e chimica e tecnologie farmaceutiche) senza aprire libro arrivando 16° su oltre 1200 persone.
    Concordo pienamente con il tuo punto di vista. Io mi trovo costretto ad abbandonare l’università per motivi economici mentre continuano nel loro percorso persone che non comprendono l’importanza della cultura
    Insisterei piuttosto sul fatto che un’università pubblica dal momento in cui ti trovi in difficoltà con i pagamenti fa di tutto per buttarti fuori per non ritrovarsi con persone fuori corso, aggiungendo more e impedendo di dare esami e di accedere a borse di studio a chi già ha problemi economici, invece che ad una presunta volontà di far frequentare corsi a pagamento. Tengo a sottolineare che tutta la mia cultura personale, ed interesse per essa sono dovuti alla scuola elementare ed alla famiglia che mi ha insegnato il valore di essa, dalle scuole medie inferiori in poi ho trovato solo tanta mediocrità nell’insegnamento, tranne che da parte di meno della metà degli insegnanti che personalmente ho avuto.

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