“Favori in cambio di aria fresca”, così cade il poliziotto che bussò a Craxi

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20 Settembre 2016

Fu lui da capo della Digos a suonare il campanello di casa Craxi nel 1993 per consegnargli il divieto di espatrio su ordine di Antonio Di Pietro. ‘Benedetto’ da Mani Pulite ebbe la sua stella al merito, la carica di assessore alla sicurezza nella giunta Albertini, e poi una carriera scorrevole da buon funzionario dello Stato.

Ora è notte profonda per l’ex questore di Bergamo Fortunato ‘Dino’ Finolli. Il gip gli ha risparmiato l’arresto ma le carte dell’inchiesta sul crac della società Maxwork spa  che ha portato ieri all’arresto dell’imprenditore Giovanni Cottone lo massacrano.

Secondo la Procura della ‘città dei mille’, l’ex questore, che già a causa dei primi sviluppi di questa indagine aveva dovuto lasciare l’incarico,  avrebbe ricevuto da Cottone doni e promesse in cambio del suo impegno a risolvergli piccole grane burocratiche e a girargli qualche ‘soffiata’ sulle indagini che lo riguardavano.

Viaggi e due bracciali d’oro per un totale di oltre 5000 euro di valore,  per lui e per la moglie. L’i-phone 6 per la figlia. Soggiorni sul mare ligure di Arenzano. E perfino un “impianto di condizionamento composto da split e unità esterna per gli uffici della questura”. Aria fresca ’pagata’ dall’allora questore con l’impegno a far ottenere a Cottone “il porto d’armi per uso a difesa personale”, la cittadinanza alla sua fidanzata brasiliana e “l’aggiornamento di alcune segnalazioni arrivate in baca dati”. Peculato, corruzione e istigazione alla corruzione. Tutti reati per i quali una volta Finolli suonava alle porte altrui.

Manuela D’alessandro

TAG: Fortunato Finolli, Giovanni Cottone, Mani Pulite
CAT: Milano

Un commento

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  1. michele-caputo 4 anni fa

    “Tutti reati per i quali una volta Finolli suonava alle porte altrui.”… Con questo cosa si vorrebbe intendere? Riabilitare illustri personaggi, passati e presenti, in nome della ‘necessità di adeguarsi al sistema”? Estendere i criteri di impunità con un cooptazione in Senato? Oppure vogliamo perseguire anche l’ormai bollito ex-questore, esattamente come la legge impone? L’unica cosa che dimostra è che, se anche un questore di belle speranze ed alti ideali, capitola, perché lo stesso non dovrebbe riguardare i tanti esponenti del M5S ? E’ evidente che, l’appetito vien mangiando…

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