Si scrive Statale si legge “dopo Expo”: domani a Milano il voto per il Rettore

26 giugno 2018

Ultimi giorni di campagna elettorale per i candidati alla carica di Rettore dell’Università Statale di Milano. Si vota mercoledì 27 e giovedì 28 e i duellanti appaiono più agguerriti che mai per conquistare l’ambito titolo di Magnifico. Giuseppe De Luca, espressione della continuità con il rettore uscente, quel Vago tanto corteggiato dalla politica non solo milanese e promotore del progetto di trasferimento delle facoltà scientifiche nel capus supertecnologico di Expo.  Autorevole economista, benvoluto negli ambienti che contano e stimato pro-rettore, De Luca è sostenuto da gran parte del corpo docente, che vede in lui la grande possibilità di rilancio anche internazionale di un’università che si avvicina a passi spediti al centenario nel 2024. Anche gli studenti pare si stiano orientando a favore di un progetto considerato più moderno e innovativo rispetto al competitor.

Sulla sponda opposta Elio Franzini, brillante filosofo, docente di estetica in Università statale dal 1984 molto amato tra gli studenti di sinistra. Con lui la grande maggioranza del personale tecnico amministrativo, guidato da una brillante operazione della CIGL dell’università che è riuscita a polarizzare i due terzi dei voti voti tecnici (che valgono però lo 0,15) a favore del candidato filosofo. Con il filosofo si è schierata anche la terza candidata Maria Pia Abbracchio, «l’outsider», espressione della resistenza della facoltà di farmacologia ad essere spostata a Expo.

Campagna senza esclusione di colpi che ha prodotto la non facile condizione di un ateneo spaccato perfettamente in due. Tra De Luca e Franzini al primo ballottaggio svolto settimana scorsa, ballavano meno di 10 voti di differenza. E nessuno dei due è stato in grado di superare il quorum. Diviso il sindacato, con la Cisl di Domenico Carlomagno, segretario nazionale Cisl Università, decisamente orientato a favore del progetto di De Luca e la CGIL di contro. Diviso anche il centrosinistra, con i maggiorenti del Partito a favore di De Luca e la fronda più radicale di Basilio Rizzo alla guida della fronda più radicale del personale tecnico. Diviso il Centrodestra, con l’Assessore alla cultura Stefano Bruno Galli, storicamente vicino a De Luca e una parte di CL schierata con Franzini.

Sullo sfondo la grande questione del trasferimento del polo scientifico della Statale a Rho Pero, nelle aree dell’Expo, dove tra meno di 2 anni sorgerà il più grande campus tecnologico d’Europa. Qui la partita si fa più complessa perché se Franzini, inizialmente si dichiarava radicalmente contrario al trasferimento voluto da Vago cavalcando l’onda del malcontento del personale tecnico “deportato” in periferia, oggi appare molto più cauto e disponibile a trattare, consapevole che l’operazione è inevitabile; De Luca, inizialmente associato a Vago nella rigidità del progetto Statale in Expo, oggi appare decisamente più distante e autonomo dal predecessore nella gestione delle relazioni e delle criticità espresse dal personale tecnico, dimostrando una capacità inclusiva inaspettata ai più.

La partita è aperta.

TAG: Areexpo, Elio Franzini, gianluca vago, Giuseppe De Luca
CAT: Milano

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