Silvio torna all’Isola per gli 80anni: “in questa casa da bimbo dormivo in sala”

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28 settembre 2016

Sette e trenta di un mercoledì sera qualunque. Giuseppe suona il citofono. Domenico, il coinquilino con il quale condivido l’appartamento di via Volturno all’Isola, a Milano, da ormai quattro anni, corre in camera esclamando: «C’è Berlusconi qua sotto».

Incredula mi affaccio dal balcone a verificare la notizia, che aveva tutta la parvenza di essere uno scherzo del buon Giuseppe. Due auto ingombranti e particolarmente lucide sono parcheggiate di fronte al portone del condominio, non è uno scherzo. Prendo le chiavi, l’iphone e non mi preoccupo del pigiama rosa a pois che indosso, e corro giù con Domenico per raggiungere l’amico, ma soprattutto il “vecchio” Silvio.

L’autista ci osserva nella nostra concitazione e sorride divertito. Mi giro a destra e vedo arrivare Agostino (anche lui condivide l’appartamento con me e molta vita), che conclude una conversazione al telefono dicendo all’interlocutore: «Luca ti chiamo dopo, ho Berlusconi sotto casa». Mi giro a destra, e da via Sebenico spunta Silvio Berlusconi, proprio lui, oggetto di tante discussioni politiche, di molti malumori e insofferenze, uomo che, a suo modo, mi ha aiutata a capire da che parte stare.

Gli stringiamo la mano, lui sorride, è emozionato nel vedere quattro trentenni (sembriamo più giovani) ad aspettarlo di fronte al portone che da ragazzino varcava quotidianamente. Facciamo una foto, un paio a dire il vero. Agostino, da fedele milanista, lo chiama Presidente e vorrebbe molto dirgli quanto gli manca quel Milan lì, ma si limita a ringraziarlo per gli anni d’oro. Silvio ci guarda, cerone sul viso e capelli finti come siamo abituati a vedergli addosso, vestito elegante, quasi come se il tempo non volesse e dovesse passare mai per lui, e invece è proprio passato.

Ho le chiavi al collo, indosso un pigiama rosa a pois e un paio di infradito arancioni, abito nel condominio in cui viveva sua nonna. «Sapete, una volta abitavo qua io» – afferma il Cavaliere – guardando commosso le finestre e indicandoci quelle che una volta erano le sue. «Noi viviamo al secondo piano» – dico timidamente, mentre lui racconta che da bambino dormiva in sala. Gli chiediamo se vuole salire, o suonare agli inquilini di quella che un tempo era casa sua, ma non se la sente. Vorrebbe sapere com’è oggi quell’appartamento, ma non ha voglia di suonare o arrecare disturbo. Domani compie 80 anni. Vorrei chiedergli molte cose, ma mentre lo guardo andare via con un passo piuttosto stanco e affaticato, mi limito a dire: «Auguri per il suo compleanno».

TAG: berlusconi, silvio berlusconi
CAT: Milano, Partiti e politici

7 Commenti

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  1. valerio-lange 3 anni fa
    Meraviglioso.
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  2. ed 3 anni fa
    Che teatrante! E perché rompe le palle a voi, ma non se la sente di disturbare quelli che davvero abitano nella casa che fu la sua? Che c'è venuto a fare se non post quello? P.S. Speriamo sia l'istinto. Tipo cimitero degli elefanti!
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    1. manuel 3 anni fa
      ma perché si deve essere così miseri?
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  3. ernestorigano 3 anni fa
    Piaccia o no, anche Berlusconi è un uomo. Mi rendo conto che non si è abituati a considerarlo come tale. Anche a lui sia consentito una tantum avere malinconia degli anni della sua giovinezza da semplice milanese. Al netto dei casini che ha combinato da Premier, quest'uomo che a 80 anni torna a vedere la prima casa in cui ha vissuto me lo rende più umano.
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  4. marcogiov 3 anni fa
    y con Fidel (Confalonieri) te decimos: "Hasta siempre comandante!".
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  5. walter-biagiotti 3 anni fa
    L'Italia si divide in 2, Chi lo ama e chi lo invidia
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  6. enrico-picchi 3 anni fa
    Beh, signori, e signore, un po' di sana umanità è quello che ci vuole, articolo bellissimo e situazione molto particolare. Anche il Cavaliere è umano, gli faccio i miei complimenti, io sono per i gesti veri, questo mi sembra un momento che fa' venire fuori a tutti il ricordo di quello che eravamo ed oggi non lo siamo più. Mai scordarsi chi eravamo, e da dove veniamo. Bravo Silvio. Brava Francesca per l'articolo. E' sempre bello ricordare le persone ed i momenti a noi più cari. Anche se, in questi casi, insieme alla gioia si accompagnano sensazioni di malinconia, tristezza e nostalgia.
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