Rompersi una (viola da) gamba!

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7 Gennaio 2018

Myrna Herzog è una rinomata musicista, specialista di viola da gamba e di violoncello barocco.

Il mondo dei non specialisti ha però fatto la sua conoscenza solo recentemente, quando – con un post che in poche ore ha fatto il giro del mondo – ha pubblicato la foto del proprio strumento, un’antica viola da gamba del 17mo secolo, distrutta dopo un lungo volo aereo.

L’hashtag non lascia adito a interpretazioni: #AlitaliaHatesMusicians.

E le foto, effettivamente, sono piuttosto impressionanti, con la custodia sfondata e il prezioso strumento a pezzi.

 

Come sempre accade con le notizie quando viaggiano nei social network, a una prima, acritica e istintiva ondata di solidarietà con la musicista e di sdegno per l’accaduto (con l’attenuante che trattandosi della povera Alitalia, insulto più insulto meno…) sono seguite le prime, timide, domande dubbiose e il caso – che è ovviamente ancora tutto da chiarire – ha assunto una veste assai più ambigua.

La domanda che molti si sono fatti è infatti di quelle che, come avrebbe detto Antonio Lubrano ai bei tempi, “sorge spontanea”: ma se voi aveste un preziosissimo strumento del 17mo secolo, tra l’altro inserito in una normale custodia e non in un più robusto flight case, lo avreste mai affidato ai bagagli in stiva?

Chiunque abbia un minimo di esperienza di viaggi in aereo sa bene infatti – non suoni questa come una giustificazione, ben inteso – la quasi totale mancanza di attenzione con cui qualsiasi valigia viene presa, lanciata, trasportata, lasciata cadere o impigliare, schiacciata, trascinata, svilita e offesa (quando qualcuno non si prende magari anche la briga di aprirla, tagliarla o squarciarla per cercarci qualcosa) dal personale aeroportuale di mezzo mondo.

Indipendentemente dalla compagnia con cui si vola – tanto il personale è di ditte esterne dell’aeroporto.

Con Alitalia funziona più o meno come con tutte le compagnie: se si ha uno strumento di determinate dimensioni (tipo violoncello, quindi siamo lì), si può comprare un biglietto in più, “sedere” comodamente lo strumento accanto a sé e viaggiare sicuri. Lo fanno in tantissimi, è un po’ la prassi di moltissimi violoncellisti con cui mi è capitato di lavorare.  Nel caso in questione pare – secondo la versione fornita dalla compagnia aerea, che la musicista non avesse voluto comprare l’extra seat – e che quindi si fosse presa il rischio della situazione, sebbene blandita dalla rassicurazioni verbali di qualche addetta (certamente in buona fede, ma che non sempre serve).

E allora la domanda suona ancora più beffarda: ma se voi aveste un preziosissimo strumento del 17mo secolo lo avreste mai affidato ai bagagli in stiva?

La risposta di chiunque con un po’ di buon senso è no e stupisce che una persona esperta come la Herzog lo abbia fatto, anche se il classico “momento di sventatezza” può capitare a tutti, magari se stai perdendo l’aereo, sei di fretta, che ne so…

La vicenda farà così il suo corso: Alitalia risarcirà quello che dovrà risarcire per il danneggiamento (che dal nastro presente in qualche foto sembra quasi provocato da un violento controllo antiterrorismo, ma che potrebbe essere benissimo anche quello di una ruota del carello che trasporta i bagagli che monta sopra a una custodia caduta, eh…), la bella viola da gamba della signora Herzog non si rimetterà a posto e presto l’episodio sarà ricordato per quello che è stato, un – per quanto sgradevole – episodio.

Speriamo almeno che a qualcuno venga voglia di andare ad ascoltare qualche composizione per viola da gamba, così, se non altro per non continuare a credere che il suo suono sia quello di legno che si rompe!

E se nei paesi anglosassoni per augurare ai musicisti “in bocca al lupo” si usa l’espressione break a leg! (rompiti una gamba!), forse da domani qualcuno di perfido augurerà alla sfortunata musicista di rompersi una “viola” da gamba!

 

 

TAG: aeroporto, alitalia, danneggiamento, Myrna Herzog, viola da gamba
CAT: Musica, Musica classica

Un commento

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  1. max-ferraris 3 anni fa

    Mi permetto di sottolineare un fatto (da verificare ovviamente). Sembra che il danno non sia stato provocato da Alitalia ma dagli addetti ai bagagli dell’aeroporto di partenza, Tel Aviv. Le malelingue dicono che la signora ha origini israeliane e ha preferito prendersela con Alitalia invece che coi connazionali. Io la penso come Andreotti: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si piglia.

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