Noi, garantiti dallo Stato, #diamociuntaglio e doniamo il #10percentoperlaCIGD

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11 Aprile 2020

Un prelievo alla fonte, volontario e temporaneo pari al 10% dello stipendio di chi ha un impiego pubblico con la paga e il posto di lavoro garantiti e tutelati dalla mano sicura dello Stato, per destinare le risorse al co-finanziamento della cassa integrazione guadagni in deroga per i milioni di lavoratori e lavoratrici italiani che nelle prossime settimane subiranno una decurtazione dello stipendio o perderanno il lavoro.

Una proposta rivolta a tutte le persone con impiego pubblico che hanno uno stipendio adeguato alle proprie esigenze ordinarie, senza escludere a priori nessuna categoria.

Una proposta che non deprime, ma anzi, sostiene i consumi perché trasforma immediatamente le quote di risparmio di chi se lo può permettere in quote di consumo di chi non ha i soldi per arrivare alla fine del mese.

Una proposta ispirata alla condivisione in un momento di eccezionale gravità e che rischia di degenerare in tensione sociale, senza alcun cedimento alle istanze rivendicative, alle puntualizzazioni e ai distinguo.

Un vero e proprio scatto d’orgoglio della comunità di tutte le persone che lavorano per lo Stato. Perché noi, alla fin fine, siamo civil servant.

Firma la petizione

Guarda l’appello di Paolo Gubitta

Si potrebbe dire che c’è già l’art. 66 Decreto Legge Cura Italia del 17 marzo 2020 prevede già incentivi fiscali per chi fa erogazioni liberali a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza Coronavirus.

Non è così. La donazione liberale vincolata a uno scopo riguarda la coscienza di ogni persona e coinvolge i suoi valori e le sue priorità. Lo facciamo già in milioni di persone. È un déjà vu. Quello di cui stiamo parlando è un vero e proprio appello al senso civico nazionale, che può contribuire a risollevare il Paese, e che proviene dalla parte più garantita della popolazione italiana che lavora. Sarà anche il modo per cambiare l’idea vetusta di dipendente pubblico come persona pigra, burocrate e fondamentalmente fannullona.

Si potrebbe dire che invece di un atto volontario dal basso serve un taglio degli stipendi pubblici per legge.

Non è così, per una duplice ragione. Il taglio degli stipendi pubblici per legge è un ossimoro (come lo sono state le patrimoniali). È un’opzione che, nella malaugurata ipotesi che si dovesse realizzare, arriverà solo quando il Paese sarà già con un piede dentro la fossa. In più, rischia di essere un taglio generalizzato, che colpirà indistintamente tutti e peserà soprattutto sulle fasce con redditi più bassi. Sarebbe come accendere una candela dentro una polveriera: rischia di scoppiare la società intera.

Si potrebbe dire che sarebbe più saggio recuperare le risorse stanando chi evade le tasse.

Non è così. La lotta all’evasione fiscale è una strada impraticabile, un po’ perché storicamente non è mai stato fatto fino in fondo e un po’ perché non c’è tempo.

Si potrebbe dire che è un’iniziativa inutile perché poi non si sa bene dove andranno a finire le somme trattenute dagli stipendi.

Non è così. Le risorse andranno nelle tasche di chi avrà bisogno della cassa integrazione guadagni in deroga per arrivare alla fine del mese.

(L’appello è stato lanciato dal Professor Paolo Gubitta)

TAG: Cassa integrazione guadagni in deroga, corona virus, Dipendenti pubblici
CAT: P.A., Qualità della vita

2 Commenti

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  1. uldio-calatonaca 5 mesi fa

    Tranquilli che se la situazione non migliora e crolla ancor più ci pensa lo Stato a prendere soldi dove può (e speriamo a ben redistribuirli). Vedrete e vedremo tutti come saranno attribuite meno ore settimanali di lavoro, rimodulazione dei contratti di categoria e poi, a salire,un aumento dei prelievi fiscali in busta paga, riduzioni degli organici, eliminazione di interi rami di impiego fino ad arrivare a prelievi forzosi da stipendi, pensioni e conti correnti.Vedrà come gli statali saranno dimessi o prenderanno molti meno soldi. Gli statali -ovvero Medici Infermieri e Tecnici ospedalieri, Ricercatori, vigili del fuoco, poliziotti, autisti di Bus Metro Mondezzai,Maestre degli Asili, lavoratori dell’INPS (che ora gestiscono i soldi di tutti) Giudici, Guardie Carcerarie,Tecnici del controllo di alimenti acque inquinamento, Prefetture ecc. – hanno il bello dello stipendio pubblico il quale stipendio, proprio perché pubblico può essere ed è gestito dall’alto. Basta fare una telefonata in Grecia e chiedere se hanno ridotto pensioni stipendi modificato valore della moneta e alzata la tassazione.L’economia è una cosa seria,una delle più serie, e non è una cosa banale. Per ora (ripeto per ora) la catena di consumo ed il gettito fiscale è retto solo da chi ha soldi accreditati, si propone di far precipitare anche questi? Non credo.Comunque esiste un IBAN di protezione Civile e tante raccolta fondi di ospedali Covid e Caritas, chi vuole doni possibilmente senza clamore o pubblicità / P.S.Impieghi o professioni con salario ANCORA garantito (non solo gli statali che non stanno lavorando ma per esempio i bancari o telecomunicazioni, già adesso con l’assenza dal luogo di lavoro (con Lavoro Smart Agile o ferie obbligate), prendono soldi in meno: niente indennità di presenza, di turnistica, niente quote di produttività, buoni pasto eccetera, tutti fattori che abbassano le buste paga, date un’occhiata al prossimo stipendio per capire che stanno già dando una quota.

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  2. ugo-rosa 5 mesi fa

    I privilegiati sanno sempre come passare per benefattori dell’umanità quando non fanno altro che tentare disperatamente di mettere al riparo i loro privilegi.
    Dunque facciamo due conti.
    L’esimio professor Gubitta guadagna (mi attesto sullo stipendio di un professore ordinario) circa 4.000 euro al mese.
    Con la sua pensata ne verserebbe generosamente 400.
    Gliene rimarrebbero 3700.
    Un bidello ne guadagna 1200.
    Ne verserebbe 120.
    Gliene rimarrebbero un migliaio.
    Non si sa se ridere oppure piangere.
    Il “NOI” (questa perenne foglia di fico che i privilegiati tirano fuori ogni volta che c’è da pescare nel torbido) esiste solo nella testa dell’esimio professor Gubitta il quale, insieme ai suoi figli, molto generosamente non rinuncerebbero a un cazzo.
    Il bidello invece dovrebbe rinunciare a sopravvivere.
    Perciò la mia proposta sarebbe un’altra.
    In primis una bella patrimoniale per togliere il superfluo ai molti che ne godono.
    Poi chi guadagna (mettiamo) 4000 euro ne versa generosamente la metà.
    Tanto gliene rimangono in abbondanza per vivere.
    Il bidello, invece, non versa niente.
    Staremmo sempre 2000 a 1200 e il caro professore incasserebbe lo stesso 800 euro in più del bidello, che non sono bruscolini.
    Che ne dice l’esimio professor Gubitta che insegna (oggesù!) “Organizzazione aziendale”?

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