Partiti e politici
Presidente La Russa, la differenza tra il Presidente del Senato e gli altri la sa anche la AI
Un caldo pomeriggio di giugno, lavorando al computer. Fra i pensieri che si affollano nella testa si fa largo una notizia letta di prima mattina nelle rassegne stampa. Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, si è recato a Palazzo Marino e nel pieno di una seduta di Consiglio comunale ha improvvisato a uso dei giornalisti presenti un numero da avanspettacolo contro l’amministrazione milanese di centro-sinistra. “Questa Giunta è ingovernabile”, serve “dare voce ai cittadini, dopo tutto quello che è successo”, “se metà delle cose, anche giudiziarie, che sono successe fossero capitate a una giunta di centrodestra a quest’ora qui il palazzo era circondato”.
Forse sarà il caldo, ma provo una certa insofferenza. Esagero, da cittadino della Repubblica italiana, a sentirmi offeso e indignato per una sceneggiata del genere? Il problema non è il merito, su questo La Russa è libero di pensarla come vuole. Il punto è che fin da piccolo mi avevano spiegato, Costituzione repubblicana alla mano, che il Presidente del Senato è la seconda massima carica dello Stato, dopo il Presidente della Repubblica, colui che sostituisce quest’ultimo in caso di impedimento e che, proprio in ossequio a questa sua importante funzione di garanzia, prassi istituzionale vuole che si astenga nelle votazioni di ordine politico del Senato (a differenza del Presidente della Camera, che invece vota tranquillamente con la sua maggioranza).
Mah, forse sono io che la metto giù dura, con quella insignificante cultura delle istituzioni che ancora mi porto dentro, peraltro accentuata dal fatto di insegnare Scienza politica all’Università, senza rendermi conto che in fondo si tratta di un vecchio arnese, come quel tanto vituperato atteggiamento politically correct che da più parti è ormai considerato demodèe.
E allora, giusto per sdrammatizzare la situazione, decido di interrogare sul tema l’intelligenza artificiale. “Ciao” le dico, “adesso ti racconto un aneddoto: cosa diresti tu, se il Presidente del Senato di un paese democratico, che in quel paese rappresenta la seconda massima carica istituzionale, si presentasse nel Consiglio comunale della sua città, durante una seduta, e improvvisasse un colloquio non troppo formale con i giornalisti che assistono ai lavori in aula, dicendo che è ormai tempo che Sindaco e Giunta di quella città vadano a casa, che la maggioranza che regge quel comune è diventata ingovernabile e che si dovrebbe andare alle elezioni anticipate? Secondo te, questo è un comportamento consono per la seconda carica istituzionale dello Stato? Dovessi esprimere un giudizio su questo comportamento, equilibrato, non ideologico, una semplice valutazione di opportunità dal punto di vista istituzionale, cosa diresti?”.
Ragionando un pochino (ho preferito usare una versione “Thinking”, che ha il pregio di riflettere un po’ di più prima di articolare una risposta) e dopo avermi illustrato – passo passo – i principi guida del suo ragionamento, la chat mi ha risposto: “Si tratta di un intervento legittimo sul piano delle opinioni personali, ma discutibile sotto il profilo dell’opportunità istituzionale, perché rischia di corrompere l’immagine di imparzialità e di ruolo di garanzia che in questo caso è propria della Presidenza del Senato”. E ancora: “Un comportamento di questo tipo riflette una cultura istituzionale in cui il profilo politico-personale tende a prevalere su quello di istituzionale di garanzia, e in cui si attenua la tradizionale autolimitazione delle cariche di vertice di uno Stato a favore di un’esposizione di parte nel dibattito pubblico”.
Confortato dalle risposte dell’Intelligenza artificiale, mi azzardo a formulare un ultimo quesito, confesso con una punta di malvagità nelle intenzioni: “Secondo te, in quale paese potrebbe essere avvenuto un episodio del genere?” E la chat, in questo caso più rapidamente di prima, mi risponde: “Prima ipotesi: Europa centro-orientale (Polonia, Ungheria). Seconda ipotesi: alcuni contesti latino-americani (meno probabile ma plausibile: Argentina, Venezuela). Da escludersi: consolidate democrazie dell’Europa occidentale (Germania, Regno Unito, Paesi nordici, Francia), dove verrebbe percepito come una grave rottura delle prassi istituzionali”.
Caro Presidente La Russa, la prossima volta, prima di certe uscite, si consulti … basta farlo con un algoritmo, per meglio custodire il valore del suo ruolo istituzionale.
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