matrimonio in chiesa

Partiti e politici

Restare fedeli, dopo il matrimonio: 5 stelle al top!

Pochi tra quelli che in passato si sono astenuti, a parte forse la scelta a favore di Vannacci, si dichiara vicino a qualche altra forza politica; al massimo, si mostra indeciso o perplesso. Schlein o Meloni, Conte o Salvini per loro sono scelte inutili, e inutilmente simili…

27 Luglio 2026

I risultati delle ultime elezioni ci raccontano di un astensionismo in costante crescita: dal quasi 40% delle politiche del 2022 si è passati ad oltre il 50% delle europee 2024, e ancora più su nelle consultazioni comunali dell’ultimo anno. Le stime degli orientamenti di voto delle legislative che si stanno avvicinando, nel 2027, indicano un’incertezza, una apatia e a volte un disgusto a pronunciarsi in favore di questa o quella forza politica.

E se per vincere le elezioni il dispositivo più ovvio è quello di attirare nuovi elettori, convincere gli astensionisti a tornare alle urne rimane l’elemento cruciale ma certo immensamente complicato. Molto significativamente, infatti, l’area che presenta la massima “fedeltà”, inutile sottolinearlo, è proprio quella dell’astensione.

Per avere una possibilità di vittoria non rimane allora che un unico strumento utile, quello di riuscire a non perdere elettori. Chi è messo meglio, oggi, nella capacità di mantenere fedeli i propri elettori? E quale partito scelgono i traditori, oltre la possibile astensione, sempre alle porte come possibile alternativa?

Come potevamo prevedere, la fedeltà maggiore si registra nei partiti che oggi rappresentano i due capisaldi delle rispettive coalizioni, Fratelli d’Italia da una parte e il Partito Democratico dall’altra. In realtà, i due effetti nascondono un processo certamente molto differente.

Per quanto riguarda il Pd, l’ultimo vero partito rimasto (nel bene o nel male), la fedeltà prescinde dai leader di turno, ed è la storica scelta di campo più evidente degli ultimi decenni; Fratelli d’Italia è al contrario una formazione relativamente giovane ed è piuttosto recente l’affiliazione di molti milioni di elettori, che hanno in passato praticato scelte diverse, privilegiando volta per volta il partito e/o il leader maggiormente rappresentativo del centro-destra italiano, da Berlusconi a Salvini fino a Meloni.

Per entrambi il tasso di fedeltà è molto vicino all’80%, con le alternative che si dirigono o verso la indecisione/astensione oppure verso altre partiti della propria area (AVS per i dem, soprattutto Vannacci per il partito della premier).

Ma la formazione politica con il tasso di fedeltà sorprendentemente più elevato è il Movimento 5 stelle, che ha un “parco” elettorale di stretta osservanza, che non si lascia tentare dalle sirene di altri partiti o dall’astensione: siamo molto vicini al 90% di repliche a favore della formazione di Giuseppe Conte.

Piuttosto in sofferenza tutte le altre forze politiche. A destra gli elettori di Forza Italia sono tentati dal voto verso Giorgia Meloni, mentre i leghisti stanno già transitando armi e bagagli verso Vannacci: il loro tasso di fedeltà si avvicina al 60%. A sinistra il partito di Bonelli e Fratoianni vede i suoi precedenti votanti molto dubbiosi tra il Pd, le altre formazioni minori di sinistra e l’indecisione.

Come si è visto, l’area che presenta la massima “fedeltà” è proprio quella dell’astensione, vicino al 95%. Pochi tra quelli che in passato si sono astenuti, a parte forse la scelta a favore di Vannacci e del suo Futuro Nazionale, si dichiara vicino a qualche altra forza politica; al massimo, si mostra indeciso o perplesso. Schlein o  Meloni, Conte o Salvini per loro sono scelte simili, incapaci comunque di trasformare le politiche nazionali, incapaci di cambiare il corso della nostra storia, di fronte a strutture economiche e finanziarie, di fronte a potenze internazionali così forti e intangibili.

Meglio starsene a casa, aspettando che qualcosa cambi, ma senza troppe speranze…

 

Università Statale di Milano

 

 

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.