Milano
Come è cambiata? Una nuova Milano per nuovi milanesi
Una città multiforme, piena di contraddizioni ma anche di opportunità, con un ricambio ed una crescita mai viste nelle principali metropoli occidentali: una città viva. Prima o poi, bisognerà scriverci un pamphlet, che ci aiuti a capire meglio com’e fatta, questa nuova Milano
Se vi dicono che una volta nelle periferie si stava meglio rispetto ad oggi, che Quarto Oggiaro o la Barona erano luoghi di grande interazione sociale, dove tutti si sentivano tranquilli e felici, non dategli retta. Stanno inventandosi tutto. Non tanto perché sono dei bugiardi consapevoli, ma semplicemente perché non c’erano, e dipingono un mondo idilliaco come si immaginano fossero quelle zone trenta o quarant’anni fa. Racconti di una fantasia da “mulino bianco”.
Tutto questo accade perché la memoria storica di Milano è affidata solamente a poche persone o a qualche reperto archeologico, ricordi lasciati dagli abitanti di allora, da qualche scrittore, Biondillo o Testori, da qualche comico, Cochi o Renato, da qualche cantante, Gaber o Jannacci.
E questi reperti ci parlano di quartieri malfamati, con le mafie locali che la facevano da padroni, della paura che attanagliava quotidianamente gli abitanti delle periferie, a fronte di sparatorie ed esecuzioni da parte dei vari Vallanzasca, Cavallero e Turatello.
Ci raccontano dell’oscura Milano degli anni ’70, attraverso le parole di banditi, uomini delle forze dell’ordine e cronisti, tutti coloro che furono testimoni di una guerra tra criminali che stringevano alleanze e si tradivano, lasciandosi alle spalle strade grondanti di sangue.
Oggi sono pochissimi quelli che c’erano anche allora. Del milione e 400mila residenti odierni, soltanto poco più di 200mila abitava a Milano all’inizio del secolo: abbiamo assistito ad un ricambio demografico mai visto, al ritmo di 50mila persone all’anno di nuovi residenti. Alcuni ovviamente sono morti, molti se ne sono andati all’estero e nell’hinterland, sostituiti dai nuovi residenti, da studenti e lavoratori che arrivano dal resto del territorio italiano e soprattutto dall’estero.
Attualmente a Milano ci sono tanti giovani, la tendenza demografica ci dice che fra 10 anni la popolazione milanese sarà composta per quasi il 25% da giovani tra i 18 e i 35 anni, e da tanti stranieri. Già oggi la quota di residenti milanesi è formata da più del 21% da cittadini stranieri: 1 su 5 è nato all’estero e arriva soprattutto dall’Egitto, dalla Cina, dalle Filippine e dal Sudamerica. Nel 2000 erano soltanto il 7-8%, con un incremento dunque del 300 per cento nel giro di 25 anni. Sono i nuovi lavoratori, perlopiù precari, soprattutto nei servizi, dove gli italiani non ci pensano nemmeno ad accettare quelle condizioni di lavoro.
Milano è cambiata: dal 1993 al 2011 ha dominato il centro-destra, da Formentini ad Albertini fino a Letizia Moratti. Poi è il centro-sinistra che ha preso il sopravvento, con Pisapia e poi Beppe Sala. Il punto di svolta, nella primavera del 2011, con il ballottaggio Moratti-Pisapia: ma da allora, metà di quegli elettori non c’è più, sono cambiati 750mila dei votanti di allora. I milanesi non sono passati dalla destra alla sinistra, semplicemente sono cambiati, quelli di destra sono stati sostituiti da quelli che votano prevalentemente a sinistra.
Quando parlano di sicurezza, qualcuno racconta di un mondo idilliaco che non c’è mai stato: Milano è oggi più sicura, e più ricca, soprattutto perché l’evoluzione cittadina ha certamente espulso una parte della popolazione che non riusciva a mantenere il proprio livello di vita in una città che diventa mediamente più cara. Ma, allo stesso tempo, la presenza di tanti giovani e di tanti immigrati stranieri ci racconta che vivere qui è possibile, che percorsi più accessibili anche per chi non dispone di redditi elevati esistono, basta sapere dove trovarli.
Una città multiforme, piena di contraddizioni ma anche di opportunità, con un ricambio ed una crescita mai viste nelle principali metropoli occidentali: una città viva. Prima o poi, bisognerà scriverci un pamphlet, che ci aiuti a capire meglio com’e fatta, questa Milano piena di luci ed ombre.
Università degli Studi di Milano
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