Partiti e politici
Vannacci lascia la Lega, tra poche ore l’annuncio ufficiale
Roberto Vannacci lascia la Lega di Salvini, la sua carriera politica prosegue in autonomia, col suo Futuro Nazionale. Lo racconta sul Corriere Marco Cremonesi, tra i cronisti che meglio conoscono la Lega Nord e che hanno visto Matteo Salvini muovere i primi passi di politico, ormai nel secolo scorso, quando a Milano si definiva “comunista padano”. La notizia era nell’aria da un po’: troppi e continui gli strappi comunicativi e politici del Generale, che producevano montanti mal di pancia e lamentele nei leghisti delle origini, quelli del Nord: un peso super massimo come Luca Zaia, il governatore della più importante e popolosa regione italiana, la Lombardia, come Attilio Fontana.
Cremonesi racconta che tra Salvini e Vannacci la discussione sia stata accesa, ma anche di come è parso chiaro dall’inizio che non ci fosse spazio per una conciliazione. In un messaggio WA il Generale ha scritto al suo segretario: «Ti voglio bene, ma la mia strada è un’altra». La premessa affettuosa, in effetti, è d’obbligo. È stato innegabilmente Salvini a permettere a Vannacci di percorrere in autonomia la sua nuova strada. Come? Ma candidandolo alle Europee due anni fa, naturalmente, offrendogli la piattaforma di un partito organizzato sul territorio e abituato a fare le campagne elettorali. Certo, Vannacci dimostrò di avere una forza sua, e prese mezzo milione di voti. Non bastarono a garantire alla Lega di Salvini il secondo posto tra i partiti della coalizione, ma servirono a un risultato comunque positivo, per la Lega, e a puntellare la leadership di Salvini sempre discussa e mai realmente messa in crisi dal suo partito.
Ora avviene quello che qualcuno prevedeva dall’inizio, che diversi leghisti del Nord auspicavano, sia per liberarsi di un generale che spende parole benevole per la X Mas, sia per ritornare a rosolare Salvini. La questione politica che adesso si pone, nella Lega e nel Centrodestra, è nuova e antica allo stesso tempo. Meloni e Salvini hanno paura che Vannacci, col suo Futuro Nazionale, diventi una spina nel fianco e, racimolando qualche punto percentuale, indebolisca una coalizione che è sì maggioranza relativa nel paese, ma che con questa legge elettorale può temere davvero l’attacco del Campo Largo. Una ragione in più per studiare una nuova legge elettorale, capace di valorizzare l’unità del centrodestra. Tenendo conto che a destra se n’è andato un pezzettino, quello di Vannacci. Quanto piccolo, quanto grande, quanto decisivo, al momento nessuno lo sa.
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