I ridicoli che s’indignano per uno stipendio a 5 Stelle

13 Agosto 2016

Tra gli evergreen dell’invidia sociale, lo stipendio (troppo) alto è uno dei più gettonati. A stipendio alto corrispondono generalmente due tipi di reazione: la prima è quella di delegittimare, sempre e comunque, chi ne beneficia, considerandolo un incapace. La seconda, se il curriculum dell’interessato è di un certo peso e quindi poco attaccabile, è di buttarla sul pauperista, sul momento economicamente travagliato, sul fatto che sono in tanti che “non ce la fanno a tirare a fine mese”.

L’ultimo caso è la vicenda del nuovo capo gabinetto della Raggi, Carla Raineri, magistrato di lungo corso, anni 61, già scelta dal prefetto Tronca come capo del settore anti-corruzione. Le è stata assegnata la ragguardevole cifra di 193mila euro, un bellissimo stipendio, più alto, in certi casi molto più alto, dei suoi predecessori al Comune di Roma. Da quando la notizia è di dominio pubblico, è tutto un florilegio di indignazione che sale dai social, ma anche – e molto – dalla politica. La quale politica ne farebbe una questione di coerenza rispetto alla stella polare che ha portato i 5 Stelle prima in Parlamento e poi a governare città fondamentali come Roma e Torino. Come, dicono i detrattori, avete sempre predicato il contenimento dei costi, ne fate il mantra delle vostre giornate, è la vostra preghiera preferita da opporre a tutti gli sprechi, e poi appena governate proprio voi sbracate in questo modo indegno, facendovi subito casta?

C’è subito da dire che il congegno drammaturgico, applicato anche a questa vicenda, è lo stesso da secoli, in questo la politica non si rinnova mai. Uno stipendio ragguardevole applicato alla macchina statale, e quindi totalmente a carico dei cittadini, non è mai concepibile. Semmai, questa è l’epoca in cui menare vanto di una conquista rovesciata, al ribasso, mostrando al mondo che si possono attrarre personalità di livello “costringendole” a lavorare “a titolo gratuito”.

È stato il caso, tra gli altri, di Andrea Guerra, già ad di Luxottica, che per un anno ha coordinato alcuni dossier molto delicati e poi, per divertirsi e guadagnare, ha scelto Eataly di Farinetti. È il caso di Piacentini, vicepresidente di Amazon, che Renzi ha portato a zero euro a Palazzo Chigi come commissario al digitale. La molla che spinge un professionista affermato a buttarsi nel mischione dei consulenti politici è semplicemente una: il Potere. Naturalmente nell’altissimo “interesse del Paese”.

Il ricatto che il Potere esercita su certi soggetti ha una sua perversa fascinazione: si sta finalmente nelle stanze che contano e questo vale più di qualsiasi guadagno economico. Il tutto ha naturalmente un tempo, generalmente è un annetto, passato il quale il professionista si rende conto di non contare sostanzialmente una mazza – è come un corpo estraneo triturato dai burocrati – e torna al suo vecchio mestiere dove è giustamente considerato dio.

Una buona metà di questi ridicoli signori che si sono indignati per l’alto stipendo di Carla Raineri, il nuovo capo di gabinetto di Virginia Raggi, sono esponenti politici. Il che lascia molto sorpresi, fatta la tara alla demagogia di giornata. Una buonissima percentuale di questi politici, se domani per un avversità del destino dovesse chiudersi improvvisamente la legislatura, nazionale o regionale e non avesse conferma di una ricandidatura, non saprebbe a che santo votarsi. La loro immissione nel libero mercato delle professioni produrrebbe un enorme innalzamento della soglia di disoccupazione. Nessuno darebbe loro un lavoro, nessuno ne avvertirebbe il valore, nessuno in buona sostanza saprebbe che farsene. Vagherebbero come disadattati a cielo aperto, pietendo la presidenza di un ente parco. Ma per l’ intanto, coperti da un sostanzioso assegno che ne copre le necessità, fanno le pulci agli stipendi degli altri. Senza peraltro entrare nel merito, senza che qualcuno dica: allora, dottoressa Raineri, le spiego e lo spiego anche ai cittadini, perché lei non può guadagnare 193mila euro all’anno.

Il problema della classe dirigente politica è tutto qui. Con questi meccanismi, che tendono a privilegiare i professionisti della burocrazia, è davvero difficile che un medico autorevole, un bravo avvocato, uno stimato professore universitario, e tanti altri, possano immaginare di ipotecare una parte consistente della loro vita per finire a schiacciare dei bottoni in Parlamento, senza essere considerati per l’esperienza che hanno e per le potenzialità che possono esprimere. Ecco perché la politica sarà di chi fa (o ha fatto) sempre e solo quello. Il nostro Renzi, certamente un ragazzo sveglio, ha forse un mestiere? No. Si è cibato di politica sin da boy-scout.

Il fatto che i 5 Stelle debbano pagare profumatamente dei professionisti è solo il giorno zero del buon senso comune. Soprattutto perché la corresponsione di un compenso, di un equo compenso o di un super compenso, comporta delle enormi responsabilità. Per cui, se la signora Raineri non si dimostrerà all’altezza della sua fama e dei soldi che guadagna, sarà obbligo del Movimento metterla alla porta e senza troppe cerimonie. Come si fa nelle aziende serie con i manager privati, dove se non altro quattro regolette sul merito valgono ancora.

TAG: Carla Raineri, m5s, Roma, VIRGINIA RAGGI
CAT: Roma

7 Commenti

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  1. filippo-cusumano 4 anni fa

    In passato i 5 stelle, per motivi di ” marketing ” politico hanno enfatizzato a dismisura magagne anche solo presunte della parte avversaria.
    Penso, per fare solo un paio di esempi, ai casi De Luca ed Errani : le assoluzioni dei due hanno dimostrato che era stato ampiamente prematuro e strumentale, oltre che immotivato nella sostanza, il loro linciaggio.

    Insomma che voglio dire?
    Che adesso ai 5 stelle è riservato lo stesso accanimento che loro hanno riservato a chi li ha preceduti.
    Hanno buone ragioni per giustificare quello stipendio come le aveva il Pd a difendere De Luca ed Errani, ma gli avversari, per ricambiarli della stessa moneta, le ignorano e li attaccano.
    Cosa pensavano, di avere il monopolio degli insulti e delle strumentalizzazioni?
    Insomma, è la solita storia, quella di cui parlava Nenni moltissimi anni fa : se fai il puro e duro, prima o poi troverai uno più puro di te che ti epura…

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  2. evoque 4 anni fa

    Dunque, signor Fusco, secondo lei uno stipendio di 193 mila euro l’anno (lordi o netti?) sono giustificati per l’importante incarico della signora magistrato. Osservo che il capo dello stato guadagna circa 240 mila euro l’anno (lordi). A me non sembra per nulla proporzianato tutto ciò. A meno che non si voglia ritenere che fare il capo di gabinetto del sindaco di una città sia quasi equivalente alla carica di capo dello stato. Quanto ai politici che, se dovessero perdere la seggiola parlamentare non saprebbero trovarsi un altro impiego (stante le loro incapacità), beh, vorrei farle notare che forse non volendo lei ha fatto il ritratto dei parlamentari Cinquestelle: 40enni che non avevano un’occupazione prima del bengodi politico, avvocati 50enni che guadagnavano 7 mila euro l’anno (prima della pacchia) quasi 30enni, aspiranti presidenti del consiglio dei ministri della repubblica italiana, a reddito zero. E nonostante l’evidente inoccupazione non riuscivano a dare un solo esame all’università. Per non parlare delle ridicole riduzioni dello stiopendio parlamentare e dei per nulla ridicoli rimborsi a botte di 10 mila euro e più (malamente giustificati, oltretutto), con questa precisazione: gli stipendi dimezzati sono tassati, i rimborsi spese no. Il M5s è sostanzialmente marketing.

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  3. filippo-cusumano 4 anni fa

    Piccola precisazione : per governare vanno scelte persone competenti e qualificate e queste ovviamente devono essere pagate a prezzo di mercato:
    Peccato che questo, fino ad oggi, i 5 stelle non l’hanno mai detto, eh, anzi, al contrario. il loro karma fino ad oggi è stato che ognuno puo’ fare tutto e dopo un po’ è bene che lasci il posto a un altro.
    Adesso si convertono al principio opposto : c’è una situazione disastrata, prendiamo il migliore che c’è sulla piazza e paghiamolo il giusto.
    Ben arrivati nel mondo reale.

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    1. evoque 4 anni fa

      Per anni, Grillo aveva sostenuto che la politica poteva essere fatta a costo zero. Salvo poi chiedere l’obolo ai simpatizzanti per i suoi vari tour elettorali. Il M5s è composto da ipocriti e pure incompetenti. Una miscela esplosiva.

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  4. alfio.squillaci 4 anni fa

    Il problema di fondo era però il rifiuto da parte del M5s del politico als Beruf come diceva Weber, del politico di professione, anche se qui si tratta di un capo amministrativo (ma allora la comparazione con chi ha vissuto di politica non andava fatta). Ed è vero che i professionisti costano, ma anche i politici sono in sé dei professionisti. Nonostante il disprezzo dei grillini la politica è un’attività professionale basata sull’impiego della parola orale e scritta come quella dei penalisti, degli scrittori, degli avvocati, dei formatori, dei preti, e dunque ha da essere adeguatamente remunerata (copertura pensionistica compresa). C’è da dire che i grillini erano dei demagoghi prima quando facevano credere che la politica può essere fatta, senza adeguato tirocinio, dall’uomo della strada, anche dalla famosa cuoca di Lenin (il “cittadino”); e invece non è così, come si vede e come si vedrà (dopo quanti mesi al potere il M5s dirà che il reddito di cittadinanza NON è praticabile economicamente, come l’uno vale uno NON lo è politicamente?). Tutti i sogni svaniscono all’alba. E i grillini restano degli sprovveduti nel migliore dei casi e dei mestatori nel peggiore. E poi: l’idea del politico avventizio, l’idea che nega la politica come professione, che irride chi non ha altro mestiere, che contesta l’idea stessa che si possa vivere anche DI politica oltre che PER la politica è la forma più elegante di antipolitica, e forse la più subdola. Chi fa politica seriamente, fin dai movimenti giovanili, avviando la propria carriera dai consigli comunali per passare a quelli regionali e poi in Parlamento, NON può per ragioni evidenti seguire altre carriere. Poniamo il caso di chi ha fatto il giornalista per 15 anni (ipotetici tre mandati) negli anni decisivi della formazione (20-35 anni) cos’altro potrà fare nel caso venisse licenziato e mai più riassunto per crisi permanente dell’editoria? Analogamente, la politica fatta per passione e per mestiere è totalmente assorbente e non lascia spazio ad altro, specie quando negli anni della formazione tu passi le nottate nei consigli comunali a occuparti di canali scolmatori e i tuoi coetanei sono all’estero a dilettarsi con gli Erasmus. Infine: quali altri mestieri avevano Pietro Nenni, Palmiro Togliatti, Enrico Berlinguer, Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Mariano Rumor, Winston Churchill, Margareth Thatcher, Henri Mitterand, Helmut Khol, ecc. ecc? Erano politici di professione.

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    1. evoque 4 anni fa

      François Mitterrand. Sul resto, però, sono d’accordissimo…-‘)

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  5. maurizio 4 anni fa

    Penso che sia ora di fare proposte nel merito e smetterla di commentare solo contro.
    Sarebbe sufficiente legare gli stipendi ai risultati e conseguentemente ciascuno dei politici, degli amministratori pubblici, dei consulenti pubblici costerebbe e sarebbe tenuto per quello che vale.
    Abbiamo sindaci di grosse città che prendono 3.000€ al mese, con il monte di responsabilità che hanno, è veramente ridicolo, ed altri che senza responsabilità alcuna prendono decine di migliaia di euro.
    A me sta bene che la Raineri prenda 193.000 euro, basta che li valga per il lavoro che svolge. Se non li varrà dovrà andarsene e rendere conto.
    Per cui 5 Stelle, PD ed altri smettiamola con le farse e promuoviamo una legge che riscriva le regole nella pubblica amministrazione.

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