L'arco di Ulisse
La sorprendente e stupefacente affermazione del “NO”
di Oscar Nicodemo
24 Marzo 2026
Comincio a pensare che la Costituzione sia anche miracolata e che la vittoria del “no” rappresenti la forma di tutela più significativa mai dimostrata nei suoi confronti. Credo anche, a pericolo scampato, che mai come in questo frangente storico occorra divulgarne l’importanza, la qualità etica, l’imprescindibilità. Ora è ben chiaro che la Costituzione venga percepita non solo come un testo giuridico, ma anche come un “patto di coesione” sociale e storica. Ed è parimenti accertato come la sua difesa nella tradizione popolare italiana esprima un concetto profondo, radicato nella Resistenza, che viene a simboleggiare il frutto diretto della lotta antifascista. Non si dimentichi che la Carta è stata ideata e discussa nei luoghi più sintomatici dell’impegno dei resistenti (montagne, carceri, campi di prigionia) e redatta per unire il Paese dopo la guerra.
L’esito del voto referendario, appunto, l’ha riconosciuta come l’elemento fondamentale della coesione nazionale, respingendo le modifiche percepite come lesive dell’equilibrio democratico. Una vittoria collettiva che si lega alla salvaguardia dei diritti fondamentali e della dignità sociale in un contesto storico e politico abbastanza problematico e complesso. E, infine, nessuno ritiene che la Costituzione sia un documento rigido, essendo stato concepito da persone davvero intelligenti, progressiste e mentalmente aperte. Ma si rende modificabile, evidentemente, solo con procedure attente, premurose e particolari, magari con il coinvolgimento di tutte le forze parlamentari, a garanzia della sua stabilità contro le maggioranze temporanee.
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