Relazioni
Il viaggio di Artemis II è la missione della comunità umana alla scoperta di quel che non si vede
Grazie agli astronauti di Artemis II abbiamo visto qualcosa di mai conosciuto prima, la faccia buia della luna. Una missione che ci ricorda cosa significa l’essere umani, e quel che possiamo fare, insieme.
Il grande viaggio di Artemis II verso la circumnavigazione intorno alla luna mi ha sollecitato idee ed associazioni che spesso riverso nel lavoro analitico in gruppo.
Sempre più il mio stare nel gruppo assume la caratteristica di “sentire” ciò che accade nelle associazioni mentali comuni dove l’osservazione di particolari della nostra “vita minima”, (come ci comportiamo e reagiamo all’ansia utilizzando gli oggetti di cui ci serviamo, come cerchiamo e offriamo alleanza ed emozioni per conquistare spazi rassicuranti o per rieditare dentro di noi memorie di condivisioni materne, paterne, fraterne ed amicali) si mescolano ad associazioni più “esterne” ( legate ai contributi culturali raccolti nel corso del tempo, o alle esperienze e alle notizie che ci raggiungono continuamente).
Recentemente, in un gruppo, stiamo affrontando il tema “dell’avere un moto” nella vita, cioè della capacità di offrirci uno spazio mentale in cui riconoscere innanzi tutto i nostri desideri, e poi trovare la curiosità e l’energia per metterli in atto e soddisfarli, evitando la grande tentazione di accontentarci dell’inerzia che a volte ci fa credere di poterci abbandonare a un mondo senza significato, senza forze, (la grande tentazione depressiva) nella quale solo la ripetizione di gesti abituali, lavorare senza motivo e senza bisogno, nutrirsi senza fame, fingere di amare senza motivo, solo per rassicurarsi.
Artemis II e la sua capsula Orion sono grandi simboli di conflitti e possibilità che albergano dentro di noi.
Se ci pensiamo, i quattro astronauti sono un piccolo gruppo collaborativo nel quale la necessità della cooperazione comune fa dipendere la sopravvivenza di ognuno, i quattro a loro volta sono espressione di un gruppo colossale di tecnici e scienziati che hanno pensato e lavorato ai fini della spedizione, la capsula stessa potrebbe assumere il significato archetipico della nave Argo che trasportò Giasone e i suoi compagni verso la Colchide alla ricerca del vello d’oro per reclamare il trono usurpato da Pelia.
Il viaggio di Argo si svolge fra mille pericoli, fra i quali ancora più gravi sono quelli del ritorno in patria (la terra per i nostri astronauti).
La missione dei nostri moderni Argonauti è stata quella di compiere una circonvoluzione della luna, osservando finalmente la faccia buia del satellite, mai guardata direttamente da occhio umano.
Questo viaggio servirà in un prossimo futuro come prototipo di missioni spaziali in cui gli umani stabiliranno basi permanenti sulla luna e inizieranno a stabilire la capacità dei terrestri di viaggiare e permanere nello spazio.
Ma la faccia nascosta della luna non assomiglia anche al nostro volto nascosto inconscio? Non ci potrebbe far pensare a tutto ciò che si nasconde alla nostra stessa visuale, ma al tempo stesso ci condiziona, ci orienta, ci definisce?
Questo viaggio, compiuto in gruppo, sottolineo compiuto in gruppo, perché in realtà non esiste davvero a mio parere “il viaggio dell’uomo solo alla ricerca del proprio destino”, possiede anche l’ambivalenza fra la meraviglia della scoperta compiuta a nome della gioia di tutti i terrestri e lo scopo nascosto della conquista militare del satellite terrestre, compiuta dallo stesso paese che in terra si sta macchiando di crimini guerreschi sempre più gravi.
È possibile che non si possa far prevalere lo scopo costruttivo e meraviglioso della cooperazione e della gioia comune della scoperta e del destino costruttivo del genere umano?
Il “moto” al quale dobbiamo associare il nostro compito di individui e gruppi dovrà necessariamente chiudere sempre più lo spazio distruttivo che alberga dentro di noi, uno spazio sterile e immoto, senza desideri e pieno di crateri desertici e freddi, dove la luce del sole e della speranza non raggiunge mai la possibilità della nascita e della crescita della vita e delle alleanze.
(immagine di copertina licenza Creative Commons, NASA)
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