Agroalimentare, il covid non ferma l’export. Cresce la filiera della pasta

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23 Dicembre 2020

È stato firmato oggi dalla ministra dell’agricoltura Bellanova il decreto che estende fino al 30 giugno 2021 la possibilità di adottare misure di sostegno a favore delle imprese che operano nel settore della produzione primaria, trasformazione, commercializzazione di prodotti agricoli, e nei settori forestale, della pesca e dell’acquacoltura. A comunicarlo è il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) sottolineando che «lo stesso provvedimento prevede anche la possibilità di erogare aiuti per le imprese che hanno subito un calo di fatturato di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019».

Nel secondo trimestre dell’anno, la pandemia da Covid-19 ha però per fortuna solo rallentato la crescita dell’export dei distretti agro-alimentari italiani, che hanno realizzato nel periodo tra aprile e giugno un risultato tendenziale quasi invariato (+0,2 percento) rispetto allo stesso periodo del 2019.

Come si legge nel Monitor dei distretti agro-alimentari pubblicato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, resta comunque positivo il bilancio del primo semestre 2020 per i distretti (+4,8 percento) e per il settore agro-alimentare italiano nel suo complesso (+2,6 percento), nonostante l’andamento negativo dell’export italiano nel periodo (-15,3 percento). Un risultato che peraltro è in controtendenza anche rispetto ai distretti manifatturieri non agro-alimentari (-37,4 percento nel secondo trimestre) che nei primi sei mesi del 2020 hanno purtroppo realizzato quasi un quarto in meno dell’export realizzato nello stesso periodo dello scorso anno (-24 percento).

A patire particolarmente la pandemia è stata la filiera dei vini. Nel secondo trimestre l’export ha subito una brusca frenata (-13,3 percento tendenziale) penalizzata dalla chiusura delle attività ricettive e di ristorazione in molti paesi clienti. Soltanto le aziende più inserite nei canali della grande distribuzione e dell’e-commerce sono riuscite a limitare i cali di vendite. Tra i dieci distretti della filiera, si distinguono positivamente il distretto dei Vini e distillati di Trento, che con 5 milioni di export in più chiude il semestre con un risultato tendenziale del +2,8 percento, e i Vini e liquori della Sicilia occidentale, che incrementa le vendite di 6,5 milioni (+10,8 percento) e recupera un 2019 chiuso al di sotto delle attese (-3,2 percento). I dati resi disponibili dall’Osservatorio Qualivita e Ismea mostrano come, in termini di quantità, l’export dei vini italiani del primo semestre sia calato solo del -0,4% rispetto allo stesso periodo 2019, il che è sintomo di un generale calo dei prezzi medi.

Ma è il distretto della filiera dell’ittico a segnare una pesante contrazione pari al -21,8 percento. Del resto ha risentito e risente ancora oggi principalmente del blocco degli ordini provenienti dal canale Ho.re.ca.. Mentre chiude in leggero regresso la filiera del lattiero-caseario diminuendo dell’1,9 percento.

A crescere invece è stata la filiera della pasta e dolci (+11,8 percento nel trimestre primaverile) che, aggiunta alla forte accelerazione già registrata nel periodo gennaio-marzo, registra un bilancio semestrale che sfiora il +20 percento tendenziale. L’Alimentare di Parma ha registrato numeri da capogiro con un progresso del 42,4 percento, che uguaglia così, nei primi sei mesi del 2020, le vendite sui mercati esteri realizzate in tutto il 2019.

Seconda per contributo alla crescita nel semestre, la filiera dei distretti agricoli (+5 percento tendenziale); sulla stessa lunghezza d’onda la filiera delle conserve che segna una crescita dell’8,1 percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il contributo maggiore viene dall’Ortofrutta del Barese, con 24 milioni in più (+ 23 percento) e dalle Mele del Trentino, con 42 milioni di progresso (+17 percento), mentre l’Ortofrutta Romagnola, primo distretto della filiera per valori esportati, chiude il semestre in sostanziale parità. Sull’intero comparto pesano i risultati dei due distretti del Florovivaistico di Pistoia e del Ponente ligure, penalizzati dalle misure restrittive che durante il lockdown hanno praticamente azzerato l’attività di convegni, cerimonie ed eventi. Parliamo di un totale di oltre 50 milioni in meno.

Positivi i risultati nel semestre anche per le filiere di carne e salumi (+1,4 percento), olio (+8,8 percento) e riso (+16,4 percento).

Per quanto riguarda i paesi di destinazione delle esportazioni dei distretti agro-alimentari, nei primi sei mesi del 2020 c’è stata una crescita delle vendite verso tutti i principali partner commerciali, in primis Germania (+7,8 percento), Stati Uniti (+3,2 percento), Francia (+10,7 percento). In crescita anche le esportazioni verso il Regno Unito (+3,7 percento).

 

TAG: agroalimentare, Centro Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, COVID-19, Economia, export, intesa sanpaolo
CAT: agroalimentare

Un commento

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  1. paolo-fusi 7 mesi fa

    Grazie! Un articolo ben fatto e davvero molto informativo!

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