Giornalismo
Milano chiama la Folgore. Nordio apre nuove carceri. E l’opposizione insorge.
Come ogni settimana ecco i fatti principali dei giorni passati
Decine di vetrine infrante, negozi devastati e saccheggiati, il giorno dopo il weekend di guerriglia urbana, Milano lavora per tornare alla normalità. Nei due pomeriggi di violenza nelle vie del centro, tra il Duomo, via Torino, via Dante e corso Garibaldi, gruppi di giovani e giovanissimi, circa 2.000, molti in nero e alcuni incappucciati, si sono di radunati per mettere a ferro e fuoco la città. Almeno 14 agenti sono rimasti feriti. Per i saccheggi ci sono stati oltre 200 fermi, circa 160 persone sono state accompagnate in questura, 32 persone sono state arrestate per gli scontri (13 stranieri, 23 minori), mentre sono in tutto 11 le richieste di custodia cautelare in carcere formulate dalla procura di Milano.
Anche Parigi invasa dalla violenza, mentre il presidente Macron si rivolgeva solennemente ai francesi, esprimendo in tv «la rabbia e la collera» per le devastazioni del sabato e promettendo che non ricapiterà, intorno alle 20 in place de la République i casseur hanno di nuovo dato fuoco alle barricate, hanno ancora ammucchiato in mezzo alla strada le biciclette elettriche con le batterie che poi esplodevano tra le fiamme, e continuato a saccheggiare quel poco che restava nei negozi già svuotati il giorno prima.
500 militari in più a Milano. Da subito. Ad affiancare la polizia “in attività di presidio e sicurezza”. L’incremento della missione “Strade sicure” è il piatto forte, del provvedimento che il Consiglio dei ministri si appresta ad approvare dopo i disordini del weekend. Ci ha lavorato il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego, milanese e possibile candidato sindaco per il centrodestra, in coordinamento con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il decreto prevede anche la probabile estensione del fermo preventivo anche ai minorenni, si valutano arresti in flagranza differita più facili e il divieto di aggregazione.
(Huffpost)
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante, che da giorni blocca le principali arterie stradali del Mezzogiorno, ha ridotto agli sgoccioli il trasporto di ortaggi e di molti altri prodotti. Gli scaffali sono deserti, i prezzi iniziano a schizzare alle stelle e tonnellate di merci – anche deperibili – sono ferme nei magazzini e nei camion. Dalla Campania alla Sicilia, dalla Calabria alla Puglia, fino a Basilicata, Molise e Abruzzo: è quasi tutto paralizzato. I danni per la grande distribuzione e la paura per i farmaci Secondo le stime di Confcommercio, in Sicilia cinque giorni di fermo avrebbero provocato danni per 40-50 milioni di euro alla grande distribuzione e alla filiera del fresco. Ma a pagare il prezzo più alto sarebbero le stesse aziende agricole e alimentari, per le quali reperire le materie prime è sempre più difficoltoso.
(Tgcom24)
Il Presidente Mattarella dice “sì” al fermo preventivo per decreto, “no” ai poteri di polizia all’esercito. Dopo le violenze di Milano, il decreto sicurezza media tra la linea dura di Salvini e Crosetto e i paletti del Quirinale: nuove fattispecie di reato e fermo preventivo, ma niente poteri di polizia all’esercito. Per il Ministro Crosetto è “un’occasione sprecata”. Nasce il reato di partecipazione violenta, si prevede il fermo preventivo per i minori, e se il figlio devasta, paga la famiglia.
(IlFoglio)
Trump Trump preme su Zelensky per cedere i territori occupati alla Russia. Nella capitale norvegese in corso un nuovo tentativo diplomatico per fermare la guerra. L’obiettivo è trovare una posizione comune tra Kiev, Washington e gli alleati europei prima di avviare un nuovo confronto con il Cremlino. Al tavolo dei colloqui partecipano anche il primo ministro norvegese e il presidente finlandese. E, secondo fonti americane, anche i rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito e Polonia, oltre a Unione europea e Nato.
(Domani)
Arriva il decreto per gli autotrasportatori. 60 milioni per gli agricoltori 10 per i pescatori. La maggior parte delle risorse del provvedimento, che in tutto vale 175 milioni, va ai conducenti dei tir. Nello specifico 105,2 milioni rimpingueranno il credito d’imposta per gli acquisti del gasolio avvenuti tra marzo e agosto. Il bonus vale fino al 70% della maggiore spesa sostenuta. I fondi già stanziati (434 milioni) verranno sbloccati, mentre le nuove risorse – 45,2 milioni aggiuntivi – saranno disponibili da subito. Altri 60 milioni finanzieranno la stessa misura per il periodo compreso tra il primo settembre e il 5 ottobre. Prevista anche la possibilità di spostare in avanti il pagamento dei canoni di leasing (fino a fine marzo)
Il Presidente della Repubblica Mattarella ha emanato il decreto legge sulle disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile. Il Ministro Salvini annuncia che 500 paracadutisti della brigata Folgore saranno schierati nelle piazze e nelle stazioni del capoluogo lombardo. Si tratta di militari estremamente qualificati che avranno a disposizione i veicoli blindati Lince, e i droni per gli interventi rapidi. I militari opereranno in affiancamento alle forze dell’ordine ordinarie.
(LaVerità)
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio è convinto che “vi siano momenti in cui, purtroppo, è necessario spedire dietro le sbarre i minori violenti” ed è pronto ad agire: “Proprio ieri – annuncia – abbiamo fatto una riunione per cercare di risolvere questo problema” stanziando “i pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri giovanili” ed “eventualmente” trovando “accordi” in modo da destinare ai minori “settori di carceri e di istituti penitenziari” per maggiorenni. Il “sistema carcerario minorile è in sofferenza” e i posti – è la preoccupazione del Guardasigilli – scarseggiano. In effetti le conseguenze degli otto decreti sicurezza si sono sentiti anche lì: l’associazione Antigone stima che la popolazione negli Ipm (istituti penali per minorenni) sia aumentata del 44%, dalle 381 persone del 2022 alle attuali 550.
All’indomani del decreto che inasprisce le pene contro i minori Sergio Mattarella, che pure sul momento ha condannato la violenza delle manifestazioni, oggi lancia un appello a non sottovalutare il malessere dei giovani e anzi a farsene carico come società e come istituzioni. Il tema della emigrazione, è “un grave peso per il nostro paese” a cui va posto rimedio rendendo loro attrattivo tornare perchè “molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi adeguatamente realizzare”. La convinzione di Mattarella è che “la società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione.
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