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Lionel Messi con la maglia dell' Argentina

Italia

Il Mondiale di calcio?! Non è il nostro comunque…

di Anna Paola Lacatena

Il Mondiale di calcio all’italiana: divano, TV a pagamento, chiacchiere e scommesse

18 Giugno 2026

Mondiale di calcio?! Non è il nostro comunque…
di Anna Paola Lacatena

  1. Tra kolossalismo, sfarzo e spettacolarità, degni della più aurea tradizione hollywoodiana, governati dalla creatività del veneziano Marco Balich, è partita la Coppa del Mondo FIFA 2026.
    The show has started!
    Il Mondiale di calcio, appena inaugurato, potrebbe essere davvero il più grande della storia, non fosse altro che per la partecipazione di ben 48 nazionali in rappresentanza di tutti i continenti, 104 partite da giocare, tre Paesi ospitanti (Stati Uniti, Messico e Canada), 16 città sede di gare, per una durata complessiva di 39 giorni.
    L’Italia non ci sarà.
    Sigh!
    Dopo l’edizione del 1970 – lì sì che c’eravamo! – e quella del 1986, lo Stadio Azteca di Città del Messico diventerà il primo ad ospitare match di tre diverse edizioni.
    La finale si giocherà al MetLife Stadium nel New Jersey, impianto noto più per eventi musicali che per competizioni sportive e, proprio per questo, tra il primo e il secondo tempo della finale del 19 luglio, è già prevista una scaletta all’insegna dell’intrattenimento di respiro planetario (Madonna, Shakira, Chris Martin, i BTS, ecc.).
    Poco importa che il World Weather Attribution abbia già messo in guardia, e da tempo, a proposito della reale possibilità che circa un quarto delle partite potrebbe disputarsi in condizioni di caldo potenzialmente pericoloso per giocatori e tifosi.
    Poco importa che il tutto si consumerà all’insegna di un delirante apparato di sicurezza, che intere delegazioni di Paesi non considerati amici saranno accompagnate alla porta degli Stati Uniti e ospitati da Paesi considerati dal territorio a stelle e strisce vere e proprie dépendance.
    Poco importa che interi staff o singole persone (vedi arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan) resteranno senza visto di ingresso.
    Poco importa che da altre parti del mondo si combattano guerre e si continua a dare corso a genocidi.
    Forza muscolare e discutibile coraggio: the show must go on!
    Non c’è da chiedersi il perché.
    Lampante e prevedibile è il business.
    Rimasti nei depositi magliette, cappellini e bandiere tricolore, l’Italia non ci sarà e nemmeno l’ente radiotelevisivo pubblico nazionale.
    Delle 104 partite previste, infatti, solo 35 saranno trasmesse in chiaro su Rai 1, in rigoroso orario serale (europeo).
    DAZN le avrà tutte e con in più un pacchetto quotidiano (16 ore!) di parole, commenti, chiacchiere e distrazioni varie che, non mancheranno – considerato il vuoto lasciato dalla squadra – neppure sui tre canali televisivi pubblici generalisti.
    Alle già trite lamentazioni in merito al fatto che i nostri giovani, con meno di 15 anni, non hanno mai visto la Nazionale italiana giocare nella fase finale di un Campionato Mondiale di calcio, risalendo l’ultima partecipazione all’edizione del 2014 in Brasile, si uniranno quelle di altre fasce d’età, ma soprattutto di reddito.
    Sigh!
    Se lo studio “What’s the Score?” di Hub Entertainment Research (2025), ha reso noto che il 69% circa degli appassionati guarda solitamente le partite di calcio sui servizi di streaming, per contro, però, si è assistito negli ultimi mesi ad una contrazione dei consumi.
    Dall’ormai ultraventennale YouTube ai più giovani ma già ben posizionati Over-the-top (OTT) quali Netflix, Amazon Prime Video, Disney+, Sky (e la sua versione digitale NOW) e DAZN, il numero di nuovi abbonati, in Italia come in tutto il mondo, non corrisponde più alle rosee aspettative alimentate, tra il 2020 e il 2021, dalla pandemia da Covid-19, tanto che, sempre più, le offerte vanno riunendosi in bundle.
    Se la promessa iniziale era ricchezza dell’offerta e assoluta mancanza di pubblicità durante la programmazione, ad oggi, la prima è diventata eccesso ingovernabile di contenuti per uno spettatore sempre più smarrito, alla seconda è bastata la concorrenza sempre più agguerrita per abdicare a formati mid-roll e banner dinamici integrativi.
    Stagnazione degli abbonati pay e saturazione del mercato, costi sui contenuti, concorrenza, visione on-demand – soprattutto da parte dei giovanissimi – uso di dispositivi “taroccati” (vedi “pezzotto”), o di codici illegali di accesso, sono solo alcune delle nuove sfide per le piattaforme SVoD (Subscription Video on Demand).
    In più, lo streaming gratuito tramite canali ad-supported (FAST) è in forte espansione, con utenti che usano soprattutto gli smartphone per guardare brevi contenuti (highlights) – non va dimenticato che la soglia di attenzione per attività digitali e social media varia dagli 8 ai 40 secondi.
    Nonostante le difficoltà, la Coppa del Mondo FIFA 2026, tra posti di lavoro, investimenti pubblici, diritti tv e premi faraonici, ha mosso e muoverà un flusso di denaro di oltre 80 miliardi di dollari.
    Vincerà il gioco?
    Vincerà lo sport?
    Certamente vinceranno i bilanci della FIFA, dei Paesi ospitanti, degli investitori, delle piattaforme televisive a pagamento, dei giocatori che sapranno sfruttare la vetrina mondiale per siglare nuovi contratti con vecchie e nuove squadre.
    Vinceranno i portali di scommesse fisiche e online, legali e illegali.
    La Coppa del Mondo andrà ad una delle squadre già quotate dai bookmakers?
    Solitamente Francia, Spagna, Argentina, Inghilterra, Portogallo, Germania, Italia.
    Ah no! noi non partecipiamo!
    Sigh!

    Vincerà l’idea che, sui campi di calcio come su quelli di guerra, a prevalere su tutto sia il denaro?Nel dubbio, io tifo per il Curaçao.Il nuovo accordo con DAZN permetterà ai clienti TIM di guardare tutte le partite dei mondiali

#società calcio
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