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Saldi invernali 2026 al via: domani in Valle d’Aosta, da sabato 3 gennaio nel resto d’Italia

Partono i saldi invernali 2026: domani in Valle d’Aosta, sabato 3 gennaio nel resto d’Italia. Spesa prevista 4,9 miliardi, tra attese e timori

1 Gennaio 2026

Scatta la stagione dei saldi invernali 2026. A dare il via ufficiale agli sconti sarà domani, venerdì 2 gennaio, la Valle d’Aosta, mentre sabato 3 gennaio partiranno le vendite di fine stagione nella quasi totalità delle Regioni italiane. Un appuntamento tradizionale e centrale per il commercio al dettaglio, in particolare per il comparto moda, che secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio coinvolgerà circa 16 milioni di famiglie, con una spesa media di 137 euro a persona e un giro d’affari complessivo stimato in 4,9 miliardi di euro.

Nel dettaglio territoriale, i saldi inizieranno il 3 gennaio in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, con durate che variano generalmente tra sei e otto settimane. In Valle d’Aosta gli sconti saranno attivi dal 2 gennaio al 31 marzo. In Friuli Venezia Giulia e Sicilia la conclusione è fissata a fine marzo, mentre in Lombardia termineranno il 3 marzo e in Liguria il 16 febbraio. Situazione differenziata nelle Province autonome: a Trento i commercianti possono determinare liberamente i periodi di saldo, mentre in Alto Adige l’avvio è previsto l’8 gennaio nella maggior parte dei comuni e dal 7 marzo al 4 aprile nelle località turistiche.

Secondo Confcommercio, l’appuntamento dei saldi rappresenta un momento chiave per sostenere i consumi. “C’è grande attesa per i saldi invernali – afferma il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni – perché sono un’occasione importante per il rilancio degli acquisti di moda e per il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie. I saldi generano benefici diffusi: permettono ai consumatori di acquistare prodotti di qualità e durevoli a prezzi convenienti e, allo stesso tempo, contribuiscono a rivitalizzare i centri urbani, rendendoli più vivaci e attrattivi”.

Felloni sottolinea anche il ruolo turistico degli sconti di fine stagione, che favoriscono l’arrivo di visitatori italiani e stranieri alla ricerca di un’esperienza d’acquisto autentica. “Nei saldi – aggiunge – grazie al servizio e alla consulenza dei commercianti, gli acquisti risultano più consapevoli e sostenibili, orientati alla qualità e lontani dalla logica dell’usa e getta, in un contesto di trasparenza e fiducia garantito da una data di avvio certa e da una durata definita”.

Più cauta, invece, la previsione del Codacons, che non si attende un’impennata delle vendite. Secondo l’associazione dei consumatori, i saldi 2026 rischiano di tradursi in una delusione per i commercianti a causa della ridotta capacità di spesa delle famiglie, già appesantite dalle spese sostenute tra Natale, Vigilia e Capodanno e dagli aumenti registrati nel corso del 2025 su beni alimentari, energia e trasporti. Il Codacons stima un giro d’affari che potrebbe non superare i 4,5 miliardi di euro, in calo rispetto ai livelli pre-Covid. A pesare sulle vendite anche l’effetto Black Friday, che avrebbe spinto molti consumatori ad anticipare gli acquisti, e la concorrenza dell’e-commerce, capace di proporre promozioni durante tutto l’anno.

In vista dell’avvio degli sconti, Federazione Moda Italia e Confcommercio richiamano i consumatori a un acquisto informato e consapevole, ricordando alcuni principi fondamentali previsti dal Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005). Il cambio dei capi non è obbligatorio ed è generalmente rimesso alla discrezionalità del negoziante, salvo il caso di prodotti difettosi o non conformi, per i quali scatta l’obbligo di riparazione o sostituzione e, se ciò non è possibile, la riduzione del prezzo o il rimborso (artt. 129 e ss. e art. 135-bis). Per gli acquisti online, il diritto di recesso è sempre garantito entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto, fatta eccezione per gli articoli personalizzati o su misura.

La prova dei capi non è obbligatoria ed è a discrezione dell’esercente, mentre i pagamenti elettronici devono essere accettati e favoriti. I prodotti messi in saldo devono avere carattere stagionale o di moda e l’indicazione del prezzo deve essere chiara e trasparente, con l’esposizione del prezzo normale, dello sconto applicato e del prezzo finale. In base all’art. 17-bis del Codice del Consumo, introdotto con il recepimento della direttiva europea “Omnibus”, il prezzo di riferimento deve corrispondere al più basso praticato nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi.

Anche per il 2026 Confcommercio segnala le iniziative promosse da Federazione Moda Italia su tutto il territorio nazionale, come “Saldi Chiari e Sicuri”, “Saldi Trasparenti” e “Saldi Tranquilli”, con l’obiettivo di rafforzare la fiducia dei consumatori e tutelare la correttezza delle vendite in un periodo cruciale per l’economia del commercio.

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