Italia
Lo sport: è un modo di essere, di vivere!
Lo sport è nato e cresciuto con l’essere umano, già dalle sue prime sembianze quando, sotto forma di danza propiziatoria o di movimento, finalizzato alla caccia o alla sopravvivenza, ha conosciuto civiltà predisposte all’attività fisica per combattere in guera. In età preistorica, i nostri antenati dovevano essere scattanti e atletici per sopravvivenza, vivevano di caccia, e le danze rituali contribuivano a mantenere l’agilità del corpo. Dalle civiltà della Mesopotamia ai Cinesi e gli Egiziani, la diffusione dei giochi e l’origine di molteplici variabili sportive, giunte ai giorni d’oggi, erano espressioni di destrezza e di intenso addestramento. Fu in Grecia, assieme agli Etruschi e ai Romani, che lo sport assunse le caratteristiche spettacolari dello sport a cui oggi assistiamo con trasporto emotivo già bisbigliando “Il canto degli Italiani”. Storicamente finalizzato a far ottenere agli atleti, capacità e forze per le battaglie, nei giorni dedicati alle Olimpiadi, per l’intera durata dei giochi, i combattimenti erano sospesi, per consentire agli atleti di gareggiare nelle varie specialità, con il più alto spirito sportivo. E la storia ricorda il carattere religioso e il culto della bellezza e del corpo legati allo sport, il raggiungimento della perfezione fisica e del bello, assieme ai Ludi, erano dedicati all’immagine vivente della perfezione degli dèi. Dalla prima Olimpiade nel 776 a.C., passando al Medioevo e al Rinascimento, sino ai giorni d’oggi, lo sport ha mutato sembianze ed ideali, le armature a cavallo sono sparite fortunatamente assieme al carattere funzionale dello sport inteso come educazione militare dei giovani. Filosofi ed educatori, confermarono l’importanza dell’educazione fisica sportiva: secondo Platone “la ginnastica ha un ruolo decisivo per il benessere dell’uomo e l’educazione fisica ha pari dignità di tutte le altre materie di studio”.
Dal passato fino ai tempi moderni, attingiamo alla storia per ricordare lo sport che non parla solo di professionismo e «divismo» da parte degli atleti più celebri, la forza e la bellezza del corpo, assieme all’intelligenza e alla generosità d’animo degli sportivi, si associa “l’unione” della squadra, mettere in gioco e condividere esperienze e fatiche. Lo sport non è solo la pratica che rende la consapevolezza corporea di un atleta, le sue possibilità e i suoi limiti…lo sport è integrazione, inclusione, solidarietà, è una rete sociale di affidamento ai compagni di gruppo che condividono la stessa passione. Nella società moderna lo sport rappresenta la coesione di persone che, pur provenienti da Paesi con culture ed usanze diverse, il linguaggio sportivo riunisce pacificamente perché è universalmente conosciuto e parlato, senza distinzioni di lingua e ideali. Quanto emerso dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: alla stregua di un cerimoniale religioso dell’antica Grecia, nel palcoscenico unico di San Siro, oltre 90 paesi del mondo e 3500 atleti, hanno mostrato l’unione di squadra e di intenti, durante la sfilata più imponente e spettacolare nella storia dei Giochi, quasi a propiziare “la buona riuscita” dell’evento sportivo. Colonne sonore magnifiche hanno accompagnato le scenografie indimenticabili, presentando al mondo quanto, attraverso lo sport, la solidarietà e l’unicità dei popoli e delle nazioni, con le proprie bellezze, unisce volti e colori: l’unione dei “colori” della Terra che può realizzare la bianca luce della pace. E gli atleti hanno espresso non solo le proprie emozioni e il desiderio di poter essere ricordati fra i vincitori ma hanno dato sfoggio alla bellezza sportiva.
L’abbigliamento dedicato agli sport ha sempre assunto il fascino e l’eleganza che già negli anni ’20 Coco Chanel aveva anticipato: l’abbigliamento atletico era già pensato per facilitare il movimento nei luoghi dove lo sport si fonde con l’ambiente e le particolarità del posto, come nel caso di Milano-Cortina. Non solo i grandi brand Nike e Adidas hanno dato vita all’athleisure, Chanel, Fendi, Prada, Gucci, i marchi “Made in Italy” dell’alta moda, realizzano i capi sportivi del comfort e dello stile contemporaneo. Tuttavia Giorgio Armani ha disegnato la storia dello sport italiano, con il suo tratto distintivo di sobrietà ed eleganza che ha accompagnato la moda nel tempo, visto nella sfilata della cerimonia delle Olimpiadi. Come sosteneva il grande stilista:” Lo sport è una straordinaria forma di rappresentazione e comunicazione della contemporaneità, come la moda”, e Giorgio Armani ha creato e vissuto il mondo dello sport, rappresentando l’italianità, l’eleganza e raffinatezza dal calcio al basket al guardaroba Ferrari fino alle divise olimpiche. Di Armani «Dello sport amo l’impegno, il confronto con i propri limiti, il non arrendersi mai: è un modo di essere e di vivere».
Gli atleti sono portatori di valori positivi, di patriottismo e sono fonte dell’orgoglio nazionale che ci contraddistingue nel mondo. Fino al 22 febbraio assisteremo ai Giochi che coinvolgeranno diverse località italiane con la passione degli sport del ghiaccio da Milano a Cortina che ospitano i grandi bracieri in cui arde la fiamma olimpica, dello sport e della speranza di pace, visibile agli occhi di tutto il mondo. I bracieri sono il tocco di genio a ricordo della natura matematica e del genio poliedrico di Leonardo Da Vinci, dei suoi Nodi: nella magia di un solido è racchiusa l’armonia, il genio, la scienza, la poesia, il sole della fiamma olimpica e della vita intesa come energia della scansione del tempo. E saranno i giochi olimpici e i valori dello sport a raccontare ciò che è noto a tutti, il suo ruolo determinante nella formazione e nello sviluppo delle giovani generazioni, per far comprendere la forza dell’unione, imparare ad accettare le eventuali sconfitte e persistere nei propri obiettivi di vita. Il simbolismo delle Olimpiadi conferma quanto sia profondo e significativo il linguaggio dello sport: l’allenamento fisico favorisce il benessere del corpo e della mente in ogni occasione, favorisce il dialogo tra persone in un sistema planetario che è sempre un fuoco di emozioni. L’attività sportiva, proprio come indicano i 5 cerchi olimpionici intrecciati, unisce i popoli in una fratellanza universale che purtroppo non è sempre condivisa negli intenti positivi e nei valori.
In questa palestra di vita e di emozioni delle Olimpiadi bisogna auspicare che le generazioni di ogni età e di ogni nazione sappiano fare tesoro, attraverso le giuste esperienze di vita, dei valori della lealtà e dell’amicizia che spesso sono dimenticati nella società contemporanea: viviamo in un contesto moderno caratterizzato da un eccesso di frenesia lavorativa, consumismo, egocentrismo estremo ed è forte la spinta alla gratificazione personale, e purtroppo, per i più piccoli e gli adolescenti, l’uso eccessivo dei dispositivi elettronici e dei media, ha trasformato negativamente le interazioni sociali. Lo sport ha un forte potere evocativo, oltre all’impegno fisico, la condivisione e la resilienza che riesce a sviluppare, “parla ai giovani in un linguaggio che capiscono” come sosteneva Nelson Mandela. Forse non è un caso che il braciere di Milano sia collocato in un luogo fortemente simbolico della città, l’Arco della Pace, la fiamma che brucia e la grande presenza umana di ogni nazionalità è unità nella speranza di vedere sciolti i nodi di ogni tipo di discriminazione ma soprattutto di vedere realizzata la pace. Sebbene pronunciato circa 20 anni fa, in uno dei discorsi più potenti nella storia dello sport, Mandela sosteneva con grande potere carismatico “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo, di suscitare emozioni, di unire le persone come poche altre cose al mondo. Lo sport può creare speranza, dove prima c’era solo disperazione.” Dunque agli atleti l’augurio di essere uniti e motivati per raggiungere i propri obiettivi, ai governi di farsi ispirare dall’unione dello sport e da questa pratica diffusa in tutto il mondo per realizzare l’unione dei popoli e la fiamma della speranza che, come quella di Olimpia mai si spegne, perché la pace è la luce che sfida l’oscurità della guerra. I giochi olimpici che sono incontro e non una “sfida del più forte”, saranno sempre il simbolo dello spirito collettivo e collaborativo dello sport, del coraggio e della resilienza alla vita, il fuoco può cadere e rialzarsi, come gli uomini che lo custodiscono, perchè in ciascuno convive fragilità e forza assieme, per riuscire a realizzare sè stessi, con coraggio e determinazione, per tagliare traguardi sfidanti anche se difficoltosi cercando di incarnare i valori più significativi della vita: “Citius, Altius, Fortius – Communiter”…“Più veloce, più in alto, più forte – insieme”.





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