Questioni di genere

Sport e parità di genere: in Italia una bambina su cinque abbandona l’attività sportiva

In occasione dell’Giornata Internazionale della Donna, Terre des Hommes lancia un corso di formazione per allenatori e allenatrici per promuovere l’uguaglianza nello sport. I dati evidenziano un forte divario di genere nella pratica sportiva tra giovani e nei ruoli dirigenziali

7 Marzo 2026

In Italia la partecipazione allo sport tra i giovani continua a mostrare una marcata differenza di genere. Tra gli 11 e i 14 anni, il 56,8 per cento delle ragazze pratica un’attività sportiva, mentre tra i coetanei maschi la percentuale sale al 65,9 per cento. Il divario aumenta ulteriormente nella fascia 15-17 anni, quando le ragazze che praticano sport scendono al 42,6 per cento, a fronte del 58,4 per cento dei ragazzi.

Anche il fenomeno dell’abbandono sportivo colpisce maggiormente le bambine: il 21,6 per cento interrompe la pratica sportiva, contro il 15,1 per cento dei maschi. Dopo i 18 anni la distanza resta significativa, con il 31,9 per cento delle ragazze che continua a praticare sport rispetto al 47,4 per cento dei ragazzi.

Le disuguaglianze emergono anche nei ruoli di responsabilità all’interno delle organizzazioni sportive. Le donne rappresentano infatti solo il 19,8 per cento degli allenatori, il 15,4 per cento dei dirigenti di società, il 12,4 per cento dei dirigenti di federazione e il 18,2 per cento degli ufficiali di gara.

Il corso per allenatori e allenatrici promosso da Terre des Hommes

Per favorire un ambiente sportivo più inclusivo e sicuro per ragazze e donne, l’organizzazione umanitaria Terre des Hommes ha annunciato, in occasione dell’8 marzo, l’avvio di un corso di formazione rivolto ad allenatori e allenatrici delle società sportive.

L’iniziativa si inserisce nel progetto Sport4Rights, realizzato insieme a Fondazione EOS e Specchio Magico con il sostegno del Ministero per lo Sport. Il percorso formativo mira a sensibilizzare operatori e operatrici del settore sull’importanza di garantire pari opportunità nello sport, prevenendo discriminazioni e promuovendo una cultura inclusiva.

“È fondamentale che le ragazze abbiano le stesse opportunità di partecipazione, di crescita e di successo nello sport dei coetanei maschi – dichiara Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes – così come è fondamentale che gli allenatori e le allenatrici possano essere supportati con una formazione adeguata per comprendere e promuovere questi principi. In un momento come l’8 marzo, rinnoviamo il nostro impegno verso un futuro dove lo sport sia davvero per tutti e tutte, senza barriere. Lo sport è uno dei contesti sociali più importanti dove poter educare i giovani ai valori dell’inclusione, rispetto e parità”.

Le iniziative per promuovere la parità nello sport

Il progetto Sport4Rights si inserisce in un più ampio impegno di Terre des Hommes per promuovere la parità di genere nello sport attraverso attività di formazione e sensibilizzazione.

Tra le iniziative principali figura il toolkit “Parità in Campo”, realizzato in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, pensato come strumento educativo per contrastare le discriminazioni di genere nello sport. Il materiale sarà distribuito il 7 marzo a oltre 800 bambini e bambine durante la Brescia Art Marathon, insieme a un momento di formazione rivolto a insegnanti, allenatori ed educatori.

L’organizzazione porta avanti anche una collaborazione con il brand Avon per promuovere nelle scuole la cultura dell’inclusione e dei diritti delle ragazze nello sport. Tra le altre attività figura la campagna #iogiocoallapari, realizzata in occasione della Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze dell’11 ottobre, che coinvolge federazioni sportive per incentivare la partecipazione femminile.

Un altro progetto è No Ragazze No Rugby, sviluppato con la Federazione Italiana Rugby, che ha coinvolto oltre 5.000 persone in tutta Italia con l’obiettivo di promuovere la partecipazione delle ragazze al rugby e superare stereotipi e pregiudizi. A Librino, quartiere di Catania, lo sport è inoltre utilizzato come strumento di inclusione sociale grazie al sostegno alle ragazze della squadra Vulcano Rugby, con attività che puntano a favorire partecipazione, integrazione e crescita personale attraverso lo sport.

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