Claudio Mauri
Claudio Mauri è scrittore, saggista e docente di Scrittura creativa alla Società Umanitaria di Milano. Laureato in Lettere moderne, ha insegnato nelle scuole superiori. Dagli anni Ottanta ha svolto un'intensa attività pubblicistica, collaborando alle pagine culturali di quotidiani, in particolare *Il Giornale* e *Il Giorno*, e di numerose riviste. Attualmente collabora con testate online, intervenendo su temi politici, culturali e sociali da una prospettiva indipendente, spesso critica verso le interpretazioni dominanti e le semplificazioni del dibattito pubblico. Ha esordito con *Montanelli l'eretico* (Sugarco, 1982), nato anche da interviste a Indro Montanelli, seguito da *Il cittadino Scalfari* (Sugarco, 1983). Finalista al Premio letterario Arturo Loria nel 1997, ha sviluppato una produzione che spazia dalla saggistica alla narrativa, dalla poesia al teatro. Tra le sue opere figurano i romanzi storici *La catena invisibile* (Mursia, 2005), sugli intrecci tra fascismo, esoterismo e servizi segreti, e *Imperi di polvere* (Solfanelli, 2019), sulla guerra fredda culturale; la raccolta poetica *Milano su una nuvola* (2013) e le opere teatrali *Il male viene dal cielo* e *Il naufragio della notte*. Le sue ricerche sul fascismo esoterico hanno suscitato interesse anche nella storiografia statunitense, trovando riscontro negli studi dello storico Richard B. Spence. Brani dei suoi romanzi sono stati pubblicati in antologie destinate alle scuole superiori. Nel 2026 ha pubblicato *Il Potere Alieno – Il mondo nelle mani dell'IA*, romanzo satirico e apocalittico sulle derive del potere tecnologico, la crisi delle ideologie e il rapporto tra l'uomo e gli algoritmi, e *La storia che stai diventando. Scrivere per conoscersi e orientarsi*, un percorso di scrittura creativa rivolto soprattutto agli studenti, che intreccia narrazione, conoscenza di sé, consapevolezza e formazione del pensiero critico. La sua attività di insegnamento e di ricerca sulla scrittura muove da una convinzione: **il futuro del linguaggio è strettamente legato al futuro della democrazia**. L'impoverimento delle parole rischia di impoverire anche la capacità di comprendere la realtà, formulare giudizi autonomi e immaginare alternative. Da questa riflessione nasce la sua proposta educativa, che attribuisce alla scrittura un ruolo fondamentale nella formazione della consapevolezza individuale e civile. Nei suoi interventi politico-culturali privilegia il confronto delle idee, la critica delle semplificazioni ideologiche e l'indipendenza del giudizio, nella convinzione che la cultura non debba servire a confermare le nostre certezze, ma a metterle continuamente alla prova.