Ethos e Civiltà

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16 maggio 2020

C’è chi si lamenta e dice che in Italia stiamo tornando nella barbarie, dopo l’epidemia. Dopo oltre due mesi di confinamento, osservando ciò che è successo, si può dire che gli italiani, come popolo, si sono comportati abbastanza correttamente, dimostrando senso di responsabilità e coesione a dispetto dei soliti demagoghi che strumentalizzano qualsiasi minchiata pro domo sua. Inaspettatamente.

A differenza dell’anarchia degli americani, in gran parte inconsapevoli di qualsiasi cosa che vada al di là dell’hamburger o della partita di baseball, i quali in Michigan hanno protestato con armi e forconi nell’Operation Gridlock, mentre il pagliaccio dal ciuffo biondo approvava, o dei tedeschi che si sentivano depredati della loro libertà di ubriacarsi in piazza a Berlino, o degli inglesi che guidati da un pazzo irresponsabile che poi il virus se lo è beccato come decine di migliaia di suoi elettori, così come i brasiliani che ballano o samba da morte sull’orlo del Corcovado, gli italiani (sempre intesi come cittadini) hanno rispettato nella stragrande maggioranza le regole governative. Un evento quasi unico nella Storia. Certo, come spesso succede, qualche imbecille originale ha dovuto dimostrare che era più furbo degli altri, rompendo le righe senza rendersi conto di ciò che faceva, soprattutto in zone rossissime. Accadeva soprattutto tra i più giovani, che magari vivono una pandemia come se fosse un videogioco, abituati a prendere tutto così, ormai. O come quegli sciroccati della grigliata di Pasquetta in cima a un palazzo di Palermo pure senza parapetti, senza parole.

Gli italiani sono stati sbeffeggiati anche da un’informazione al limite dell’assurdo con schizofreniche dichiarazioni di esperti, di medici, di opinionisti, di uomini e donne senza qualità che anziché far chiarezza gettavano in uno sgomento maggiore chi cercava magari un viatico. Sono stati molto sbeffeggiati dalla politica in generale, perché i numeri, i contagi, i morti, sono stati usati e strumentalizzati al fine di identificare i veri salvatori del popolo, che si preoccupavano della salute dei danè piuttosto che di quella fisica, senza la quale i danè restano un’utopia, una politica dedita ormai all’urlo e alle piazze (inutilizzabili in periodi pandemici) e ai palcoscenici televisivi come regola e diritto.

Di sicuro, e questa è la cosa più grave, gli italiani sono stati sbeffeggiati e danneggiati (fino alla morte) da amministrazioni locali in generale assai carenti, soprattutto in quelle regioni che si autoproclamavano virtuose; ma si sa che poi chi si loda s’imbroda. E infatti l’efficientissima Lombardia è tutta imbrodata, con un numero di contagiati e di morti al di sopra di tutte le regioni d’Italia e d’Europa e con ecatombi evitabili dovute all’irresponsabilità dei burocrati regionali, che usano la tecnica della polvere sotto il tappeto. Ma già, Giorgetti da Rimini rispondeva a Speranza (il quale di lì a poco sarebbe diventato il nuovo ministro della Sanità, ma allora nessuno lo sapeva), solamente la scorsa estate nella ridente, spensierata e celeste (e ributtante) cornice cattolica di Comunione e liberazione, che i medici di base erano inutili: figurati, chi ci va più? Che domande ridicole, quelle di Speranza. ’Sti comunisti, che gente inadeguata e antidiluviana, oggi tutto si fa di corsa, chi ha bisogno del medico generico vada in pronto soccorso, anche per un’emicrania. Si può mai pensare che i soldi dei cittadini vadano sprecati per i medici di base? I soldi dei cittadini devono andare per le cure specialistiche nelle cliniche private che abbiamo allestito in abbondanza, altro che prevenzione.

Ecco, soprattutto incuranti quegli irresponsabili, delle persone deboli, bisognose di affetto e aiuto che sono gli anziani. Ma non gli anziani in generale, che sempre dipendono dai più giovani o da strutture adatte quando i più giovani non ci sono. Bensì gli anziani che si sentivano ancora più protetti perché accolti in dimore che avrebbero dovuto alleviare le fatiche dell’età e degli ultimi anni di vita. Invece no. Falcidiati da un virus indifferente (per natura) e da una burocrazia ancora più indifferente (per viltà) quando non criminale, mentre i medici delle strutture pubbliche, danneggiatissime da una politica che si vantava dell’ “eccellenza” nel privato – pure dalla Luna vengono per curarsi in Lombardia, quelli del sud che si lamentano sempre – facevano i salti mortali per curare gli infetti. E, insieme ai pochissimi medici di base, facevano quello che potevano, magari infettandosi a loro volta e morendo, e infettando altre persone, che a loro volta ne infettavano altre ancora, mentre nelle stanze del potere continuavano a pavoneggiarsi, guarda come sono bravo, più di te, no, lo sono io più di te, la colpa è di quelli che non capiscono che il lavoro e l’industria devono andare avanti, se poi non ci sono le misure di sicurezza chi se ne accorge, eccetera. Forse perché era carnevale, chissà.

Gli italiani di Lombardia, i cittadini, hanno dimostrato un alto grado di civiltà in questa quarantena. All’iniziare del morire dei loro cari nelle case di riposo avrebbero dovuto prendere il fucile e andare a regolare i conti con chi di dovere ma non lo hanno fatto. Forse proprio per civiltà, mi piace pensarla così. Probabilmente, chissà, molti di quei cittadini che hanno perso genitori, fratelli, sorelle, zii, zie, cugini, nonni, avevano votato per coloro che ne hanno decretato la morte colle loro politiche sanitarie regionali superbe, insensate e mirate a favorire i soliti amiciucci. Chissà come mai il Celestissimo forzista era finito in gattabuia proprio per queste ragioni; le indagini – che speriamo invadano i tribunali – che riguarderanno le mancanze di chi, come, dove e quando, dovranno andare a fondo, ma a fondo fino a scarificarli, i responsabili. Perché non può non esserci giustizia per persone pagate con soldi pubblici che dovrebbero occuparsi di cose così delicate come la sanità in una pandemia e combinano un pasticcio dopo l’altro; e perseverano, non riescono proprio a pensare diversamente, fa parte del loro DNA, vedi la faccenda degli esami sierologici privati e dei tamponi. Mentre i Capitani hanno ripreso a urlare le loro minchiate da bar sport chissà se quei cittadini lombardi obbedienti si ricorderanno, memori dei loro cari scomparsi, di evitare di votarli ancora e per tutta la vita. In paesi meno civili li avrebbero fatti a pezzi onde evitare di sentirli blaterare una volta di troppo le loro impossibili scuse.

Forse, se questa può considerarsi civiltà, potrebbe arrivare un raggio di speranza che illumini un ripensamento generale per liberarsi per sempre di questa gentaglia verdognola e azzurra puteolente e meschina, che cerca di rivoltare la frittata dichiarandosi vittima di un “sentimento antilombardo”, un sentimento di odio che invece si è sviluppato ed è dilagato nel paese come un’epidemia proprio da lì, da questo complesso di superiorità autoconferito, noi siamo i migliori, i meridionali sono inferiori, come ha pure titolato quell’altro sciroccato sul suo giornale, buono forse per il fondo della lettiera del gatto. Ecco le vere zecche. Perché colui che voleva tagliare tutti i medici di base è una zecca così come sono zecche tutti gli urlanti che gli sono vicini e che usano la rabbia della gente contro la gente stessa, facendogliela ingoiare travestita da equità.

Ci vollero centinaia di migliaia di morti e le città più importanti distrutte perché gli italiani si rendessero conto che il Ventennio era stato un fallimento e quindi cambiare direzione visto che la gloria della Patria era andata a farsi fottere. I morti diretti nella sola Lombardia, in cinque anni di guerra, furono circa duemila. I morti diretti e ufficiali in questa prima fase epidemica, nella sola Lombardia, sono almeno sei volte di più. Basterà ai lombardi, e agli italiani in generale, per capire che questo Ventennio debordante di urli e schiamazzi leghisti e forzisti, di modelli di “lavoro”, di “successo” e di tutta una serie di falsità a scapito della comunità – e gli stessi italiani si sono lasciati ipnotizzare da un’oligarchia oscena – ha contribuito pesantemente a causare questa catastrofe? Questa sarà la dimostrazione di un’effettiva e ulteriore civiltà. Ma dovrà essere metabolizzata.

TAG: coronavirus, Covid19, italia, lombardia, pandemia, Quarantena
CAT: costumi sociali, Partiti e politici

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