Letteratura
La passione missionaria di Don Giussani, il libro di Baldini e Castoldi
Recensione del libro ‘Don Giussani, la passione missionaria’ edito da Baldini e Castoldi
8 Ottobre 2026
Il Novecento è stato il secolo in cui la Chiesa cattolica ha vissuto la “primavera dei laici”. Nella seconda metà del secolo sono fioriti molti movimenti ecclesiali che nel giro di poco tempo hanno raggiunto una diffusione planetaria, a testimonianza della forza e della novità, a 2000 anni della venuta di Cristo, dell’annuncio cristiano. ‘Comunione e Liberazione’ è sicuramente una dei movimenti ecclesiali che maggiormente ha saputo interpretare tale annuncio, incarnandolo in una contemporaneità sempre più bisognosa di testimoni della fede. Il Concilio Vaticano II (1962-1965) ha legittimato e incoraggiato queste nuove forme aggregative, mentre i pontificati successivi — in particolare quello di Giovanni Paolo II — hanno visto in questi movimenti la forza trainante per la “nuova evangelizzazione” dinanzi alla secolarizzazione della società moderna. Il libro di Carmen Giussani, ‘Don Giussani, la passione missionaria‘, edito da Baldini e Castoldi, offre una ricostruzione dettagliata di uno degli aspetti fondamentali del messaggio del fondatore di CL: la missionarietà. Una missionarietà intesa come il traboccare naturale di un avvenimento e di un incontro con Cristo.
Per Don Luigi Giussani, la missione non era un’attività organizzata o un insieme di strategie da compiere, perché nel suo pensiero il Cristianesimo era innanzitutto un avvenimento, un fatto accaduto che si rende presente ancora oggi. La missione nasce quando una persona fa esperienza di Cristo come presenza reale, capace di rispondere alle attese più profonde del cuore umano. E’ questo il leitmotiv di tutte le testimonianze raccolta da Carmen Giussani nel suo libro. La fede come incontro da testimoniare nella vita di tutti i giorni, testimonianza che per molti aderenti al movimento di CL si è trasformata in chiamata a raggiungere terre lontane, per far sì che il movimento di potesse radicare in altri paesi in Europa e fuori dall’Europa, proliferando a beneficio di quella dimensione di ‘Chiesa in uscita’ tanto cara a Papa Francesco. Qualche anno prima era stato Papa Giovanni Paolo II a chiedere ai giovani di CL di “andare in tutto il mondo a portare la verità, la bellezza e la pace che si incontrano in Cristo Redentore”.
Era il 29 settembre 1984 quando Papa Giovanni Paolo II pronunciò quella frase che sarebbe risuonata nel cuore di Don Giussani come un comandamento nuovo. Un richiamo che torna costantemente nelle testimonianze raccolta da Carmen Giussani. Da quel giorno il movimento di CL si è scoperto come movimento missionario nel senso comune del termine, di persona inviata da un’autorità religiosa — in genere cristiana — per diffondere la propria fede e testimoniare il Vangelo in aree o presso popoli in cui non è ancora conosciuta. La caratteristica di CL è sempre stata quella di non mandare mai nessuno da solo in missione, servivano nuclei di testimonianza e di fraternità per affrontare la sfida dell’evangelizzazione. Dalle testimonianze raccolte nel libro emerge quanto Don Giussani tenesse al rapporto personale con ciascuno dei mandati. Con essi aveva sempre un rapporto di estrema confidenza, centrato sull’esperienza personale di ognuno, un rapporto in cui l’interesse verso il movimento veniva sempre dopo una attenta considerazione sulla condizione personale e familiare dei vari aderenti.
La figura di Don Giussani emerge dalle pagine del libro edito da Baldini e Castoldi come quella di un parroco e di un amico sempre pronto a sostenere e incoraggiare, a correggere e guidare. A chi ha avuto la possibilità di vivere un rapporto del genere, di conoscere la passione e il sacrificio dietro la talare, non sfuggirà questo aspetto di Don Giussani, il Gius. Perché la Chiesa si rinnova continuamente grazie ai suoi pastori, a cominciare dal Pontefice, fino all’ultimo parroco di provincia. E’ la condizione di ‘figli di Dio’ di tutti i cristiani che forma la Chiesa in questa architettura fatta di accompagnati e accompagnatori. Una struttura costantemente mutevole, ammesso che sia vero quanto diceva un Vescovo della Diocesi di Livorno: nella Chiesa non si sa mai chi accompagna e chi è accompagnato. Don Giussani, come emerge dalla pagine del libro di Carmen Giussani, ha interpretato al meglio il suo ruolo di accompagnatore lasciando alla Chiesa Cattolica in dote un movimento che continua a portare avanti il suo messaggio.
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