PMI sostenibile: una strada in salita, ma utile per uscire dalla crisi

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6 Aprile 2021

E’ sempre più di attualità il tema della sostenibilità ambientale.

Ma come faremo a nutrire in futuro, non solo a parole, le politiche di sostenibilità ambientale?

“Sviluppo sostenibile” è diventata un’espressione molto usata, in primo luogo nelle conferenze e nei congressi a tema. E’ un concetto ripetuto più per il suono che per il significato. È un concetto nobile, rassicurante, che fa star bene chi lo esprime e chi lo ascolta, da la sensazione di stare dalla parte giusta, dalla parte dei buoni, dei migliori.

Non basta. Non è sufficiente.

E’ necessario intraprendere una nuova stagione dei doveri, altrimenti non ci salveremo. I temi di economia circolare e le politiche di sostenibilità ambientale, si basano sulla responsabilità civica nei confronti del prossimo. Ci vuole attenzione ai diritti delle prossime generazioni.

Buone notizie arrivano dal modo delle imprese. Un imprenditore oggi deve sapere che gli aspetti etici, oltre a quelli economici, rappresentano un aspetto indispensabile del proprio business. Oggi si parla molto di cittadinanza di impresa, un insieme di azioni e reazioni che l’azienda stessa ha nella società e nel territorio in cui opera. Da una recente ricerca emerge che, per il 30% delle PMI italiane, la sostenibilità può accelerare l’uscita dalla crisi. Si tratta della ricerca “PMI Italiane e sostenibilità” condotta dal Forum per la Finanza Sostenibile. Dall’indagine che ha coinvolto 477 aziende distribuite su tutto il territorio nazionale, è emerso che le PMI attribuiscono una grande rilevanza ai temi di sostenibilità, soprattutto per la gestione dell’attuale crisi economica causata dalla pandemia di COVID-19. Un’azienda su tre ritiene che integrare la sostenibilità, tra i criteri che guidano le scelte strategiche, contribuirà a uscire più rapidamente dalla crisi economica scatenata dalla pandemia di COVID-19; il dato raggiunge il 39% tra le aziende con almeno 50 dipendenti. Nel nuovo contesto socioeconomico condizionato dalla pandemia, il 37% prevede infatti un aumento dell’attenzione sulle tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG).

L’ 80% delle aziende intervistate afferma che la sostenibilità sarà un elemento importante nelle prossime scelte strategiche e di investimento. I maggiori benefici di questa scelta avranno ricadute sulle strategie di marketing e di prodotto, oltre al miglioramento della reputazione e dell’attrattività dell’azienda stessa.

L’imprenditore dovrebbe cambiare approccio e vedere la sostenibilità non come un costo o una moda, ma come una sfida per rimanere competitivi nell’economia moderna, a vantaggio della comunità e del territorio, che ogni piccola e media impresa rappresenta e occupa. Si deve fare di più per aumentare la consapevolezza dei cittadini, infatti pochi sanno che siamo leader europei nell’economia circolare, anche grazie alla nostra storica tradizione di paese trasformatore.

La ricerca dimostra inoltre “come le PMI abbiano compreso da tempo che lo sviluppo sostenibile è sinonimo di crescita e successo. Tuttavia sono frenate dai costi, dalle difficoltà burocratiche e dalla scarsa informazione. Bisogna agire quindi sulla semplificazione amministrativa, sulla leva fiscale e sugli incentivi. È inoltre essenziale che il mondo creditizio e quello finanziario sostengano gli investimenti delle imprese sul sentiero della crescita sostenibile”.

Nella mia attività quotidiana di imprenditore percepisco una maggiore sensibilità da parte dei miei colleghi verso questi temi. Per esempio tre anni fa Confida, Corepla e Unionplast hanno dato il via a un progetto di economia circolare nel mondo del vending: Rivending un ciclo virtuoso di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica (PS) e bottiglie in PET per distributori automatici. Un programma “zerorifiuti” perché la plastica utilizzata viene interamente riciclata e reintrodotta nel ciclo produttivo di nuovi prodotti. Un passo importante nel mondo del Vending, duramente colpito dalle restrizioni sulla plastica monouso che entreranno in vigore. Un progetto che mette chiaramente in luce come la vera soluzione sia il riciclo e l’educazione dei cittadini a non disperder i rifiuti nell’ambiente.

Gli stakeholder e il mettersi alla pari con i competitor giocano un ruolo importante in questa trasformazione verso la sostenibilità che le imprese stanno vivendo, non è solo sensibilità, ma anche dover allineare la propria offerta e restare competitiva sul mercato. Forse anche se in forte ritardo siamo sulla strada giusta.

 

Foto di copertina by Brett Jordan on Unsplash

TAG: ambiente, CSR, Economia circolare, innovazione, pmi, riciclo, sostenbilità, sostenibilità ambientale
CAT: economia circolare, PMI

Un commento

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  1. lina-arena 4 mesi fa

    la sostenibilità è priva di significato se non viene accompagnata da un indice matematico dei comportamenti da evitare o da mettere in atto. Un esempio è dato dal verde sostenibile. In questo caso bisogna esprimere in numeri quante persone possono risiedere entro un’area e quanti edifici possono essere realizzati a tal fine su un determinato territorio. Il verde dev’essere in funzione del numero dei residenti.Non basta piantare alberi alla rinfusa bisogna anche salvaguardare il territorio dalle costruzioni. I Piani regolatori e gli standard urbanistici devono essere obbligatori e non derogabili. In Italia, nella maggior parte dei comuni i piani regolatori sono inesistenti.L’abusivismo è la regola.

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