Energia

Octopus, stop alla pubblicità sul risparmio del 96%: per lo Iap è ingannevole

Il Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha dichiarato fuorvianti i claim sul taglio delle bollette e sull’«energia pulita a prezzi accessibili». L’azienda dovrà rimuovere o modificare i messaggi su stampa, web e social

22 Settembre 2026

È ingannevole, e deve cessare, la campagna di Octopus Energy sul risparmio del 96% rispetto ai precedenti operatori e sul dispacciamento di energia pulita. Lo ha stabilito il Giurì dello Iap con la pronuncia 26/2026 del 14 settembre, adottata sul ricorso di Enel Energia Italia contro Octopus Energy Italia. I messaggi contestati, riferisce AdnKronos, erano diffusi su stampa, internet e social media.

Il sondaggio non attendibile

Nel mirino sono finite soprattutto due promesse. Secondo lo Iap, frasi come «il 96% dei nostri clienti spende meno» e «puoi risparmiare, il 96% dei nostri clienti lo conferma» attribuiscono all’offerta qualità oggettive che Octopus «non ha minimamente provato». Il dato, infatti, deriva da un sondaggio interno condotto su una parte dei clienti, privo di un metodo statistico e oggettivo. Per il Giurì il risparmio «costituisce un dato matematico» e quindi «va dimostrato in base ai fatti».

Il claim ingannevole

Stessa valutazione per il claim «energia pulita a prezzi accessibili». Lo Iap lo considera «in contrasto radicale» con il divieto di ingannevolezza previsto dall’articolo 2 del Codice di Autodisciplina. La norma vieta ogni dichiarazione o rappresentazione capace di indurre in errore i consumatori, anche per omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, in particolare su caratteristiche del prodotto, effetti, prezzo e condizioni di vendita.

Cosa dovrà fare Octopus

Il dispositivo della pronuncia è netto: le comunicazioni sui vanti di risparmio del 96% e sul dispacciamento di energia pulita violano l’articolo 2 e devono cessare, almeno sui canali aderenti al sistema autodisciplinare. Octopus, per adeguarsi, dovrà rimuovere o riformulare i messaggi contestati.

La tutela dei consumatori

Lo Iap fissa i criteri di una comunicazione commerciale «onesta, veritiera e corretta», a tutela dei consumatori e della leale concorrenza. Nel caso di Octopus, il Giurì ha ritenuto ingannevole la «generica rivendicazione di vantaggi di prezzo o ambientali»: indicazioni che, proprio perché incidono sulla scelta del fornitore, devono essere dimostrabili e non soltanto suggestive.

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