Lavoro
Ethical HR 2026: Ripartire dal senso. La Visione di Vione e Prandi sul Lavoro che rigenera
Si è tenuta lo scorso mese a Milano, presso gli spazi del WAO Romolo C30, l’edizione 2026 di Ethical HR. Dal 21 al 23 gennaio, l’evento ha riunito manager e filosofi per ridisegnare i confini del lavoro in un’epoca di trasformazioni radicali. Il messaggio centrale è stato netto: la performance non è più l’unico metro del successo. In un contesto dove il burnout colpisce oltre il 20% dei lavoratori italiani e il 65% dei dipendenti mette il benessere psicologico davanti alla retribuzione (dati Osservatorio HR Innovation Practice 2024), è necessario un cambio di paradigma radicale.
Il Lavoro come palestra e l’orgoglio di appartenenza: Federico Vione
Per Federico Vione, CEO di MAW e W Group, il lavoro deve essere inteso come una “palestra di crescita umana e professionale”. Questa visione si allinea con il concetto di “Growth Mindset” (mentalità di crescita) sviluppato dalla psicologa di Stanford Carol Dweck. Secondo la Dweck, il talento non è un tratto fisso, ma un muscolo che si sviluppa attraverso la curiosità e, soprattutto, l’errore.
Tuttavia, Vione spinge la riflessione oltre la tecnica: la crescita è reale solo se l’individuo prova amore e gratitudine (oltre che un profondo orgoglio) per ciò che fa. L’organizzazione ha il dovere di creare un ambiente in cui le persone possano credere profondamente nel proprio contributo. Questo richiamo all’orgoglio professionale trova eco negli studi di Viktor Frankl sulla “ricerca di significato”: quando un lavoratore percepisce il proprio compito come utile e coerente con i propri valori, il lavoro smette di essere alienazione e diventa identità.
Vione sostiene che un’organizzazione etica sia quella che non solo permette di sbagliare, ma trasforma l’errore in un asset educativo. Se, come riporta uno studio di Gallup, solo il 23% dei lavoratori nel mondo si sente realmente “coinvolto” (engaged), la ricetta di Vione punta a colmare questo gap attraverso:
- Sicurezza psicologica: Citando Amy Edmondson (autrice di The Fearless Organization), Vione sottolinea che l’innovazione nasce solo dove le persone non temono il giudizio.
- Motivazione Intrinseca: Lavorare per qualcosa in cui si crede aumenta la resilienza e la soddisfazione, trasformando l’ufficio in un luogo dove “si è” e non solo dove “si esegue”.
L’Azienda come comunità educante: Mara Prandi e il capitale sociale
Se il singolo cresce nella palestra di Vione, l’intera organizzazione si evolve secondo la visione di Mara Prandi, CEO di Howay e COO di MAW, che definisce l’impresa una “comunità educante”. Qui il riferimento è alla sociologia di James Coleman e ai suoi studi sul capitale sociale: l’azienda non è un’isola, ma un tessuto di relazioni che produce fiducia e norme condivise.
Per Prandi, l’azienda educa attraverso la coerenza delle proprie scelte strategiche. Non è solo un mezzo per generare ricavi e utili (che ovviamente restano necessari), ma un soggetto sociale con una responsabilità pedagogica.
Questo approccio risponde a un’urgenza statistica: secondo il Work Trend Index di Microsoft, il 53% dei lavoratori oggi prioritizza la propria salute e il benessere rispetto al lavoro più di quanto facesse prima della pandemia.
Ispirandosi ai principi dell’Economia Civile di Stefano Zamagni, Prandi propone un’impresa che definisce valori chiari: non come slogan per i social media, ma come bussola operativa per il lavoro e le decisioni delle persone.
L’azienda, dunque, smette di essere solo un datore di lavoro per diventare un’istituzione che si impegna perché ogni dipendente porti a casa non solo uno stipendio, ma un accrescimento della propria dignità.
L’Ufficio come Spazio di Rigenerazione
Dall’incontro tra la visione di Vione e quella di Prandi emerge il vero lascito di Ethical HR 2026: l’ufficio del futuro non è un luogo di produzione massiva, ma uno spazio di rigenerazione. Le organizzazioni che vinceranno la sfida dei talenti saranno quelle capaci di integrare la vulnerabilità umana, trasformando la fatica del quotidiano in un percorso di fioritura collettiva, fondato sull’orgoglio e sulla competenza.
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