Pm, 8 mesi a Erri De Luca per il trionfo del pensiero unico sulla Tav

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21 Settembre 2015

Erri De Luca ha istigato a commettere sabotaggi ai danni del treno a alta velocità e per questo deve essere condannato a 8 mesi carcere. Il pm torinese Antonio Rinaudo, già protagonista della causa persa sulla finalità di terrorismo contestata alle manifestazioni NoTav, non si smentisce. Aggiunge di chiedere una pena non alta per il comportamento processuale dell’imputato che non si è sottratto alle domande. Bontà sua. Per sua eccellenza in toga sottrarsi alle domande è una specie di reato.

La volontà censoria dell’accusa è evidente. Sul Tav deve trionfare il pensiero unico. Perché la procura agisce, non solo in questo processo, a tutela di un’opera dannosa, violentatrice del territorio, devastante, ma allo stesso tempo capace di muovere un sacco di soldi per un grande affare in cui c’è la regìa delle banche che direttamente o indirettamente controllano i giornaloni. E quindi “chi tocca il Tav muore”. Non c’è spazio per altre idee.

Il sistema nel suo complesso anche al fine di riprodurre potere di quell’opera ritiene di avere necessità assoluta. La magistratura non solo si adegua ma è ben contenta di tutelarla. Basta ricordare che gli appalti del Tav appaiono gli unici onesti e trasparenti, mai scalfiti da un’inchiesta seria. Tutte le attenzioni investigative sono riservate a chi protesta, al punto che un compressore rotto nel cantiere di Chiomonte è diventato una sorta di rapimento Moro, stando al teorema Caselli, finora sconfessato da corte d’assise e per ben due volte dalla Cassazione.

Ora a farne le spese dovrebbe essere Erri De Luca, colpevole d’aver detto che il re è nudo. Tutti i partiti sono per il Tav. Insieme ai poteri forti spesso evocati a sproposito in questo “strano” paese, ma non è questo il caso. Anzi.

TAG: diffamazione, erri de luca, Notav
CAT: infrastrutture e grandi opere

Un commento

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  1. andrea.gilardoni 5 anni fa

    Non ho l’impressione che la TAV abbia distrutto il territorio. In certi casi ha migliorato i trasporti, evitando l’uso dell’auto o del treno, ben peggiori da diversi punti di vista. Ma non è questo il punto. Il problema è un altro: l’articolo sfrutta il solito luogo comune del poveraccio che si oppone ai poteri forti e al pensiero unico. Erri De Luca ha contribuito, con i cosiddetti No TAV, a creare un’atmosfera di tolleranza diffusa per l’illegalità, e non ha preso le distanze da attentati contro i treni. Non mi sembra un reato da poco, l’istigazione a delinquere, che lo si voglia chiamare terrorismo o meno.
    Inoltre, e questo è ancora più grave, nell’articolo, il pensiero unico e i poteri forti stanno dall’altra parte, dai NO TAV. Un atteggiamento molto diffuso, ultimamente, certo non libero pensiero.
    Un caro saluto da un ammiratore critico

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