Buone Notizie

:
15 Novembre 2014

Volevo scrivere un pezzo speciale, per il mio esordio  su Stati Generali.

Un posto speciale, che all’inizio ti lascia spaesato, perché non vedi quelle (ottuse) categorie rassicuranti tipo Politica, Cronaca, Economia etc quasi a dire che il mondo non è un comodo alternarsi discreto di bianco e nero, ma un fastidioso susseguirsi continuo di sfumature di grigio.

Mentre io rimuginavo, tomo tomo, cacchio cacchio, questo strano animale mezzo blog e mezzo giornale (più un quarto di social, che notoriamente è la somma che fa il totale) ha scalato la vetta dei risultati di google in italiano, così la mia pigrizia nel mettere segnalibri non rimarrà delusa.

Ma che poterei dire di speciale? In un paese che invecchia e non cresce, dove la decantata rinascita-rottamazione politica ha partorito una specie di DC 2.0 e i sindacati urlano i piazza contro i fantasmi di un nemico che non c’è più (e non è chiaro se lo è mai stato -nemico -) e in nome del lavoro attirano in piazza chi il lavoro non ce l’ha ancora o non più per fare sonora ammuina, senza che sia chiaro ad alcuno come e dove si voglia andare a parare.

Ho deciso allora che il mio post speciale parlerà di buone notizie, visto che in genere, quando scrivo, in genere mi colloco a metà strada tra Laocoonte (o al grillo parlante se non avete fatto il classico) e Cassandra ho pensato di sperimentare una prospettiva positiva.

La prima buona notizia è che l’inesorabile decadenza del nostro paese e (ma anche quella del vecchio continente e di tutti i paesi sviluppati, fatte le dovute proporzioni) è un po’ meno rilevante per il cittadino medio, nella misura in cui al mondo idee, cose e persone circolano più rapidamente e senza ostacoli: quel cambiamento che politici, profeti e rivoluzionari hanno promesso in vano sta arrivando silenziosamente e il mondo diventa un posto sempre migliore, per una quantità maggiore di persone.

Certo, se ci fermiamo al nostro ombelico dove la vicina di casa è andata in pensione a 40 anni e lavora allegramente in nero, una quantità scandalosa di persone continua a estrarre risorse dai soliti fessi che saldano il conto il discorso è un po’ differente: no l’età dell’oro dello spendi e spandi (Effendi) non tornerà ed è il caso che ce ne facciamo una ragione. Tuttavia la possibilità di accedere gratuitamente alla conoscenza, di comunicare a costo irrisorio e, quindi, di partecipare dei progressi che in tutti i campi avvengono in un mondo sempre più piccolo, per non dire dell’opportunità sempre più agevole di votare con i piedi, col telecomando e col portafogli (prima che ovviamente con la scheda elettorale) rende il bilancio positivo.

Certo, i media italici sono ancora zeppi di servi sciocchi, talebani e ignoranti, spesso lautamente retribuiti e per di più a spese dei contribuenti (direttamente o indirettamente), tuttavia il pulpito unilaterale da cui fino a 10 o 15 anni fa distorcevano la percezione della realtà degli italiani oggi è contaminato dai blog indipendenti dove, matematici, economisti, giornalisti veri (si esistono anche se il sistema Italia non trova utile incentivarne la sopravvivenza) raccontano il mondo senza filtri e sbugiardano falsità, imprecisioni e mistificazioni. Sarà una magra consolazione, ma chi ha voglia e tempo (e segue i contatti giusti su FB e Twitter) può sapere e comprendere cose che in passato gli erano precluse:è dalla conoscenza e dalla comprensione che inizia il cambiamento.

La classe politica e dirigente del nostro paese (che è ancora tutta al suo posto al netto di qualche estetico spostamento in stile gioco delle sedie), non solo non ha creato le condizioni per una crescita accettabile dell’economia, ma in larga parte ha contribuito alle premesse per minare sensibilmente le possibilità future e, con buona pace dei tifosi della rottamazione giovanile, non si intravedono realistiche prospettive di cambiamento. Non sarà Renzi a dar lavoro ai nostri giovani figuriamoci la Camusso (che ormai rappresenta quasi solo pensionati o quasi pensionati o aspiranti tali), se lo cercheranno e troveranno e inventeranno da soli dove e come sarà possibile. Certo è la fine del Posto fisso (e dell’illusione che fosse uno schema sostenibile nel XXI secolo), ma anche di una parte del mercato dei voti e del furto intergenerazionale che è tra gli aspetti più scandalosi del declino italico. Fuga di cervelli? Necessità di arrangiarsi? Certo, ma coi voli low cost e le video chiamate gratis è meglio che con la valigia di cartone.
E le lingue? Le competenze tecniche e pratiche che il nostro sistema scolastico e universitario non è riuscito a fornire? Quelle si trovano gratis on line sui Mooc, si apprendono sul campo o in ogni caso si cercano e si trovano al bisogno, senza schemi precostituiti e ormai obsoleti.
Alla fine della fiera, la buona notizia è che oggi è più facile affrancarsi dalla sudditanza e dipendenza da oppiacei per masse quali i partiti, le fedi ideologiche e la fiducia cieca nello stato baby-sitter, certo c’è da prendersi qualche rischio e accettare delle responsabilità (ma non è questo che significa essere adulti?), e alla fine rimane una scelta individuale, ma la posta in palio e la concreta possibilità di decidere del proprio futuro.

Scusate se è poco.

Ps un grande in bocca al lupo a stati generali che in tutto questo ha un ruolo non da poco.

TAG: declino, futuro, intornazione, italia, stati generali
CAT: Media, Qualità della vita

Nessun commento

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

CARICAMENTO...