Lo Yoga politico di Pisapia

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23 Luglio 2017

Nell’ Odissea di sinistra il Monolite non ha trovato spazio, né nel 2001 né dopo, figuriamoci oggi: fantascienza. Di più, non c’è nessun bisogno che ci sia a prezzo di ipocrisie e ulcere perforanti. Piuttosto c’è bisogno di rivangare spunti e temi ancora vitalissimi e potenzialmente rigogliosi (pensate all’ambientalismo verde, o all’ambizione internazionalista del socialismo sindacale, a un terzomondismo rinnovato o al cristianesimo sociale) ma tutti pazzescamente travolti da un politicismo vintage che vede i simboli, i bandieroni, le mitiche Unioni (e i mitici cognomi) e non vede le cose. Dopo che l’ambizione maggioritaria del Pd è naufragata nel mare tempestoso della società che non è liquida per sentito dire, lo è davvero, ora servono le bussole. Quelle vere. Non basta il pugno chiuso, non basta una camicia bianca nuova o un nuovo libro di ricordi. Serve una fenomenologia del contemporaneo. Seria. La foresta di simboli, avventurosa e oscura, lasciamola ai racconti per i nipotini. Oscura è inutile. Fra i simboli, per dirla in breve, quello dell’Unità del fronte è il più vecchio e il più vuoto. Meglio distendersi sui chiodi. Nel suo Nirvana Giuliano Pisapia sta cercando di dare senso a una psicanalisi collettiva che molti travisano, traditi dalla fretta. Meditare l’ unità organica, l’unità di intenti, di scelte di fondo, di obiettivi di governo: Yoga politico, questo serve. E, dunque, ha fatto benissimo a scrollarsi di dosso, assumendo la posizione dell’Airone, il peso del ruolo da leader unitario in funzione anti-Renzi perché non è quello che può né quello che deve fare. Bene anche l’abbraccio alla Boschi (non si fa neanche fatica), bene le pacche sulle spalle a Bersani, il bagno di Gong con D’Alema e il saluto del sole a Prodi: l’Amore è la risposta. Vero, Renzi è più Yoghi che Yogi: l’irrefrenabile toscano dopo la pubblicazione di “AVANTI” più che una leadership meriterebbe una portineria, ma non è Renzi in quanto Renzi il Babau che spaventa i mancini: la psiche fugge una verità più profonda, per quanto banale, e cioè che è la Storia di questo Paese a nutrire un blocco politico di Centrosinistra (che non è Sinistra), corposo, dignitoso e – sì! – di ascendenza democristiana. Come il “blocco socialista” o il Radicale, il Centrosinistra (che non è Sinistra) non è eludibile, non è cancellabile, puoi scegliere di non volerlo accanto a te ma ti ci devi confrontare politicamente perché è una realtà politica, non è Matteo Renzi. Una lettura più furba dice che quest’esplosione di distinguo alla fine è tutta tattica pre-elettorale, marciare divisi per colpire uniti. Sarà, ma intanto l’archetipo della Sinistra D.O.C. torna a produrre sull’elettorato potenziale  effetti ipnotici che regrediscono fino all’odio che si provò per Andreotti un’ora dopo la fine del Compromesso storico. Odiare Renzi ha lo stesso effetto placebo. Ma è ipnosi. La filosofia che regge lo Yoga, invece, dice che la vera conoscenza è Reminiscenza: siamo quello che eravamo e saremo quello che siamo. Cioè? Cioè va tutto bene, keep calm, relax, take a deep breath and Namasté. Le radici più lunghe – dice il saggio – sono quelle che trovano più acqua. Sono anche quelle che hanno un forte vantaggio sui neo-nazionalismi infantili, ma bisogna capiscano dove vogliono arrivare. A un Progresso degno di essere vissuto, dico io. E non mi sembra poco, e mi sembra sia un compito di Governo che un compito di Rivoluzione. Antagonismo anche, il mondo è messo male, ma occorre voler lavorare con duttilità e rinnovata intelligenza, per fare pensiero, per essere forza di pensiero con la testa alta e guardando l’orizzonte. In ordine sparso non è un problema, l’Unità è uno spaventapasseri: in campo aperto il Progressismo campa, sotto la panca crepa. Il collante? Certo serve un collante che non sia colloso da una parte sola. E appunto. Mi sembra dunque che il ruolo politico di Giuliano Pisapia, e anche il suo personale carattere, l’uomo, sia colpevolmente equivocato da chi lo vorrebbe diverso, più deciso: e invece è proprio per come è che è prezioso. Un Maestro insospettabile, come Yoda per Luke Sky Walker in Guerre stellari 2 (“Il ritorno dello Jedi”): che la forza sia con lui. Sui titoli di coda una meditazione arancione: “Chi coltiva diversi orti, raccoglie frutti succosi”. La macedonia, poi, è un’arte gentile. Hare Krishna.

TAG: Boschi, campo progressista, campoprogressista, centrosinistra, giuliano pisapia, giulianopisapia, Matteo Renzi, Mdp, milano, partito democratico, Pd, Pisapia, politica, prodi, sinistra
CAT: Milano, Partiti e politici

8 Commenti

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  1. silvia-bianchi 3 anni fa

    il bello dei fan di Pisapia è che, come lui, riescono a tirare fuori fiumi di parole senza dire assolutamente nulla. Chapeau

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  2. marco-baudino 3 anni fa

    Esatto Silvia, ed essere legati ad un nullismo operativo rispetto a progetti di politica economica per diffondere una nuova economia alternativa e circolare; rispetto ad una politica estera che latita, soprattutto a livello europeo, visto al nullismo di idee per fronteggiare la migrazione che sta diventando interesse di pochi contro il bene di tutti. E neanche Pisapia ha idea di cosa proporre. Sono preoccupato, da questo “nullismo” generalizzato (o incapacità a dare una svolta…). Nessuno all’orizzonte… Non ci resta che rivolgerci alla meditazione orientale… Ooohhhhmmmmmm…

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  3. stefanogolfari 3 anni fa

    Sì, meditare il nulla nel grande fiume che porta ai Jalisse. Questo aiuta.

    Non c’è nulla di grande che si fa in fretta.

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  4. marco-baudino 3 anni fa

    Esatto caro Stefano. Il problema e’ individuare dove sta qualcosa di grande nel nullismo presentato… Lavorare su progetti concreti non solo enunciati in parole, ma rappresentati dai fatti, li sta la vera rivoluzione necessaria verso una nuova economia circolare e sostenibile. Fonti laiche (Jerry Rifkin) e religiose (Papa Francesco con Laudato Si) ci tracciano il percorso. Scommettiamo che io ci sto lavorando, tra una meditazione e l’altra?
    Ovviamente senza ascoltare i Jalisse. Lo lascio a lei, visto che a me neanche era venuto in mente. Cordialità

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  5. marco-baudino 3 anni fa

    Jerry= Jeremy…

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  6. evoque 3 anni fa

    Golfari, eri davvero ispirato mentre scrivevi il pezzo. Comunque, vedendo Pisapia sul palco in quel di Roma con D’Alema seduto in pole position, mi ero domandato che c’entrasse l’ex sindaco con il Massimo: un tipo invidioso, rancoroso, acido, portato più a distruggere che a costruire, a tramare nell’ombra . Adesso però conosco la risposta: NIENTE: sono di ieri l’altro le scaramucce e i vaffa (detti in modo elegante, però) di Pisapia all’indirizzo di quei mal tra in sema.

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  7. stefanogolfari 3 anni fa

    Namaste

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  8. stefanogolfari 3 anni fa

    Caro fratello Evoque, sento vibrare la tua energia interiore. Tuttavia ho una diversa centratura su D’Alema che, se non mi allinea tutti i Chakra, ho sempre stimato come maestro di ironia zen e di profonde analisi, anche in senso freudiano, in special modo in politica estera. Ritengo sia stato molto male utilizzato negli ultimi anni, certo a contrappasso di una vita precedente nella quale fu un serpente cobra ma la tensione verso il Nirvana deve spingerci a dimenticare le vanità umane per aprirci alla dimenticanza che è anticamera del vero amore. Amore che non distingue il regno dell’uomo da quello degli animali. Quindi incluso i cobra.

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