Partiti e politici

Generazione Sospesa: riflessioni, politica e musica per raccontarla

C’è una generazione in affanno, una generazione sospesa composta da 12 milioni di giovani italiani intrappolati tra precariato, affitti impossibili e un futuro che non arriva mai. Di questo si è parlato venerdì 12 giugno a Santeria Toscana 31.

15 Giugno 2026

Il 12 giugno Generazione Sospesa, la campagna lanciata da Adesso! (movimento per far ripartire l’ascensore sociale) e Factanza (media company per le nuove generazioni), ha portato a Milano le sue 4 proposte per sbloccare il futuro degli under 35 migliorando da subito la loro condizione economica e lavorativa. I protagonisti dell’evento sono stati Stefano Bonaccini, i creator Giordano Gasperini, Stefano Maiolica (unterroneamilano), Valentina Pano e la musica di Willie Peyote.

I problemi di una città e di un’intera generazione

Affittare un appartamento a Milano costa in media il 76% dello stipendio netto di un lavoratore dipendente. Secondo Cassa Depositi e Prestiti è il valore più alto tra tutte le città metropolitane italiane – più del doppio rispetto alla media nazionale del 35% – e quasi tre volte la soglia ritenuta sostenibile del 30%.

Per gli under 35, spesso incastrati in stage infiniti e stipendi troppo bassi, si traduce nell’impossibilità di raggiungere la propria autonomia e realizzare il proprio progetto di vita.

Per affrontare questa e le altre urgenze che bloccano il futuro dei giovani, Generazione Sospesa, la campagna di mobilitazione lanciata dal movimento Adesso! e da Factanza, che punta a portare il tema delle opportunità per i giovani nel dibattito pubblico, ha organizzato venerdì 12 giugno alla Santeria (via Toscana 31) una serata con ospiti e musica.

Milano è la città dove arrivano i giovani da tutta Italia, per studiare e lavorare. Eppure è anche la città dove un affitto si porta via tre quarti dello stipendio. Per questo siamo proprio a Milano per dire che esistono soluzioni concrete e chiederle ad alta voce.

dichiara Tomaso Greco, portavoce di Adesso!

Con l’ultimo referendum, i giovani hanno dimostrato di poter essere decisivi. Ma dare la loro partecipazione e il loro impegno per scontati in vista del 2027 sarebbe un grave errore, è fondamentale che trovino nell’offerta politica la risposta ai loro problemi. Generazione Sospesa è il nostro contributo.

La serata che da voce alla Generazione Sospesa

La serata del 12 giugno ha offerto un momento di confronto per raccontare la situazione lavorativa degli under 35, le cose che non vanno, e soprattutto per trovare, insieme ai tanti ospiti, le soluzioni possibili.

Generazione Sospesa

La prima parte della serata ha ospitato un interessantissimo dibattito, moderato da Tommaso Coluzzi e Livia Viganò di Factanza, fra Giordano Gasperini, Stefano Maiolica e Valentina Pano, tre creator e autori che affrontano questi temi ogni giorno sui propri canali social e che hanno saputo esporre i loro punti di vista con una rara padronanza e chiarezza. Nel panel successivo Tomaso Greco ha intervistato Stefano Bonaccini, eurodeputato e presidente PD. Per chiudere in bellezza è arrivata la musica dal vivo di Willie Peyote.

Generazione Sospesa

Le quattro proposte di Generazione Sospesa

Generazione Sospesa ha formulato quattro proposte concrete per riavviare l’ascensore sociale, ispirate alle best practice europee: salari di ingresso più alti per costruire il proprio progetto di vita, liberare gli aumenti dagli oneri per recuperare il terreno perso rispetto agli altri paesi europei, trasformare la precarietà in lavoro vero, investire davvero sulla formazione.

  •  LAVORO CHE PAGA – stipendi d’ingresso per i giovani più alti con una drastica riduzione
    delle tasse;
  • LIBERARE GLI AUMENTI PER TUTTI – azzerare tasse e oneri sugli aumenti stabiliti dai contratti collettivi aziendali e territoriali, per avere subito stipendi di livello europeo;
  • DA STAGE A LAVORO VERO – abolire gli stage extracurriculari e sostituirli con contratti veri, dotati di tutte le tutele, ma fortemente agevolati per le imprese;
  • IL LAVORO CHE SI AGGIORNA, SEMPRE – Il diritto a non diventare obsoleti garantito da voucher di formazione per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.

Le parole di Willie Peyote, Bonaccini e Greco

Prima della serata abbiamo avuto la possibilità di incontrare Bonaccini, Greco e Willie Peyote, ai quali abbiamo posto qualche domanda.

Generazione Sospesa

 

  • Generazione Sospesa fa 4 proposte che per essere realizzate, o almeno entrare nell’agenda politica, dovranno avere una sponda parlamentare. La presenza del Presidente Bonaccini indica nel Pd il vostro interlocutore?

Greco: “Spero che al Presidente Bonaccini piacciano le nostre proposte, ma anche se non verranno adottate esattamente come da noi formulate è importante che la questione degli under 35 entri nel progetto politico del PD, e quindi nel progetto politico dell’intero centrosinistra per le elezioni politiche del 2027.”

Bonaccini: “Io vengo dalla regione più attrattiva in Italia, e lo è anche grazie ad una legge regionale (fatta durante il mio secondo mandato) che è capace di trattenere e attrarre i talenti. La politica deve mettere in condizione di rimanere chi non vuole andar via, e addirittura deve permettere a chi vuole tornare di trovare le condizioni giuste per farlo.

Il dramma vero in questo Paese si chiamerà Capitale umano. L’Italia, per le stime che fanno tutti gli istituti di ricerca, oggi è già il secondo paese al mondo per denatalità dopo il Giappone, e se non cambia la curva demografica sarà il primo nel 2050. Avremo quindi più pensionati che lavoratori attivi. Se non vogliamo diventare una grande RSA e perdere le grandi conquiste della democrazia liberale dobbiamo investire sui giovani, sulla scuola e sulla sanità pubblica. Occorre trattenere i nostri ragazzi (pur facendo le giustissime esperienze formative all’estero che io consiglierei) e attrarne altri.

Ho trovato le proposte odierne complessivamente molto interessanti e spero che le forze di centrosinistra, più che parlare di primarie, comincino a scrivere un programma per il Paese che comprenda anche questi temi.

Dei giovani poi si parla poco e male. Descrivono una generazione disimpegnata, ma in realtà se si guarda alla partecipazione all’ultimo referendum la fascia di età che ha votato di più è quella che va dai 18 ai 25 anni (con il No che in quella fascia avrebbe vinto con più del 60%).

Io ho 59 anni e sono cresciuto con due certezze: che sarei stato meglio dei miei genitori e dei miei nonni, e che avrei potuto studiare di più. Oggi sullo studio i giovani hanno anche più possibilità, ma è quasi certo che economicamente non staranno meglio della mia generazione. Va ritrovata la fiducia nel futuro grazie alla stabilità lavorativa, che poi accompagna la crescita economica.

Mi è parso quindi veramente interessante venire a dialogare su proposte concrete che vanno nel merito delle cose senza slogan vuoti.”

  • Willie come è nato il tuo interesse, e quindi il coinvolgimento in questa iniziativa?

Peyote: “Beh diciamo che andrebbe chiesto a chi ha organizzato. Io non mi occupo di politica, faccio canzoni. Su tutto il resto mi riservo la facoltà di non dire nulla perché faccio un altro mestiere. Ho accettato di buon grado l’invito, però il perché lo lascerei spiegare agli organizzatori.”

Greco: “È evidente che i testi delle canzoni di Willie parlino dei problemi della società e di politica, più di quanto non facciano alcune persone che fanno invece politica come prima occupazione.”

  • Beh al referendum “Grazie ma no grazie” ha fatto il suo…

Peyote: “Sicuramente per la mia SIAE! Battuta a parte sono molto contento che sia stato scelto insieme a “C’è chi dice no” di Vasco. È la prima volta che vengo associato così da vicino a Vasco ed è stato un grande piacere. Per quanto riguarda gli argomenti di stasera io sono so già oltre la quota under 35 perché ne faccio 41 tra pochi mesi, però è vero ci sono dei temi che secondo me che andrebbero affrontati di più in questo Paese. Un Paese che deve diventare attrattivo per i giovani e che deve dare delle chance, in modo tale da non dover andare per forza all’estero per costruirsi una carriera lavorativa. Sarebbe interessante vedere una loro partecipazione anche nelle istituzioni, una vera partecipazione. Se la musica può servire a sensibilizzare su questi temi sono ben felice di esserci.”

  • Il problema non è solo la migrazione dei giovani all’estero, ma anche quella all’interno del Paese e verso il Nord. Se un giovane potesse rimanere nella sua terra d’origine, e se non fossimo tutti a Milano, probabilmente anche gli affitti non sarebbero così alti. È ovvio che se dalla Sardegna, Sicilia, Campania ecc si continuerà a venire qui per cercare lavoro, i proprietari di casa sapranno che anche alzando gli affitti troveranno sempre chi cerca disperatamente una casa.

Greco: “Proprio su questo argomento diamo appuntamento ad agosto a Cava de’ Tirreni (Salerno) per un importante studio di tre diversi flussi migratori: chi va alla provincia verso la grande città più vicina (in questo caso Napoli), chi va al Nord e chi verso l’Europa. Non abbiamo la pretesa di avere soluzioni per tutto, ma con le nostre proposte crediamo di poter influire positivamente anche su queste tematiche.”

 

Foto e video della serata qui

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