Partiti e politici

Milano verso il voto: è partita la corsa a Palazzo Marino

Clima bollente a Milano. Tra temperature alle stelle e schieramenti in fermento, si muovono i primi passi della corsa a Palazzo Marino.

23 Giugno 2026

Insieme alle temperature estive, si è scaldato anche il dibattito politico che porterà Milano alle elezioni comunali dell’anno prossimo.

In città si dovrebbe votare ad aprile 2027, e se le elezioni politiche non verranno anticipate, il voto milanese potrebbe essere un’importantissima prova generale.

Il risultato delle comunali di Milano, da quindici anni amministrata dal centrosinistra, farà capire lo stato di salute della coalizione meloniana e darà un’indicazione sul peso elettorale delle coalizioni, vecchie e nuove.

La nuova coalizione centrista è nata proprio a Milano

Il dibattito è ripartito alla presentazione del movimento “Europeisti.eu“, tenutosi con grande presenza di pubblico al Teatro Parenti il 15 giugno, alla quale hanno partecipato tutti gli esponenti di quella “galassia” di centro nella quale è appena entrata anche la Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno.

Secondo Daniele Nahum (consigliere comunale di Azione ed esponente di spicco della coalizione) non è esclusa la possibilità che il centro abbia un proprio candidato al primo turno.

“Se la proposta sarà una sinistra massimalista da un lato e, dall’altro, una destra che esprime Silvia Sardone, abbiamo il dovere politico e morale di dare un’alternativa a questa città.”

Milano
Daniele Nahum (foto Instagram)

Per Nahum l’alleanza con il Campo Largo dovrebbe passare dall’abbandono delle primarie e dalla scelta di un candidato riformista. Mario Calabresi sarebbe perfetto, ma il giornalista non si è ancora espresso, mentre a dirsi disponibile è stato Carlo Cottarelli.

Tra i centristi e i “campolarghisti” le acque sono agitate, ma quello che possiamo darvi per certo è che gli europeisti non sosterranno il centrodestra neanche nel caso in cui Vannacci non facesse parte della coalizione e il candidato fosse un centrista come Maurizio Lupi.

Le posizioni del Campo Largo

Pierfrancesco Majorino, molto avanti nei sondaggi e favorevole alle primarie, sarebbe il candidato naturale del Partito Democratico, ma non mancherebbero altri concorrenti. I nomi ricorrenti per le primarie sono quelli della vicesindaca Anna Scavuzzo, dell’assessore Emmanuel Conte e di Lorenzo Pacini (animatore del movimento “Una Cosa Di Sinistra”).

Milano
Fratoianni, Conte, Schlein e Bonelli (foto Instagram)

A Milano la coalizione dovrebbe coinvolgere, oltre a Pd, M5S e AVS, anche la Casa Riformista di Renzi (che nonostante i vari screzi, e l’assenza al tavolo qui sopra, pare intenzionato a rimanere nel Campo Largo), il PSI e Più Europa.

A proposito di primarie e alleanze abbiamo parlato con Francesca Cucchiara, consigliera comunale di Europa Verde e nome forte di AVS in città:

Milano
Francesca Cucchiara (foto Instagram)

“Sicuramente staremo all’interno del Campo Largo, ma prima di fare dei nomi credo occorra definire il perimetro della coalizione. Purtroppo viviamo un momento in cui la politica è sempre più personalistica e si parla sempre meno dei progetti.

Proprio a proposito del perimetro vedo, sulle primarie, un atteggiamento muscolare da parte dei Riformisti. Dire che non faranno parte della coalizione se si faranno le primarie è un po’ come avere paura di perdere. Capirei molto di più se dicessero di avere idee troppo diverse dalle nostre per le quali è giusto correre separati.

Se pensano di essere la parte maggioritaria escano, senza imporre candidati, e sarà la città a dirlo. Per quanto mi riguarda Milano non è dei moderati e riformisti, ma delle cittadine e dei cittadini.

Sulle primarie dovremmo fare un lavoro preliminare affinché non ci siano mille nomi che rappresentano i rispettivi micromondi. Vorrei una competizione tra diverse idee di città che si sfidano all’interno di un perimetro comune.”

Proprio in queste ore si è autocandidato per le primarie Tommaso Goisis.

“Ho grandissima stima di Tommaso Goisis, ci tengo a essere chiara su questo, ma non è giusto iniziare a giocare su un campo che devono costruire gli altri. Se si vogliono superare i partiti, perché si crede che questo sistema non abbia funzionato, allora non si può pretendere di sfidarli all’interno di una competizione che devono costruire loro con uno sforzo grandissimo.

Ovviamente dobbiamo fare in fretta, ma se non ci siamo ancora “mossi” ci sono dei motivi. Serve costruire le regole, il perimetro e tutta una serie di cose per le quali serve la collaborazione di chi vuole partecipare.

Ripeto che non è una questione legata ad un candidato specifico e che ho enorme stima di Goisis, ma fare questo tipo di scelta è come dire ‘voi costruite il campo che io inizio a calciare’.”

Abbiamo poi sentito Francesca Romana D’Antuono, co-presidente di Volt Europa, che anche non parlando strettamente di Milano ha dichiarato:

Francesca Romana D’Antuono (foto Volt)

Volt è decisamente impegnato a supportare il Campo Largo. Il Polo dei Riformisti non è in discussione”.

Francesca Druetti, Segretaria di Possibile, ci ha poi raccontato la posizione del partito fondato da Giuseppe Civati:

Milano
Francesca Druetti (foto Facebook)

“In questi anni ci siamo posti una semplice domanda: mentre Milano continuava a crescere in uno sviluppo tutto teso a costruire sempre di più e sempre più in grande, per chi la stavamo costruendo questa città? Oggi chi può permettersi di viverci, e di viverci bene? Crediamo che le prossime amministrazioni debbano rispondere a questa domanda. Noi abbiamo sempre collaborato con forze politiche che su questo lavorano quotidianamente, come AVS, che riteniamo possa fare la differenza in quanto a proposte programmatiche anche per le amministrative.”

E sulle primarie:

“Non è detto che siano il modo migliore per selezionare la classe dirigente, candidato sindaco compreso, ma se le forze in campo sceglieranno questa strada, chiediamo che non sia su nomi fatti uscire ad arte sui giornali o dalle segreterie di partito, ma sia invece un nome in grado di riportare la città a quell’entusiasmo partecipativo che abbiamo conosciuto in passato. Non per niente Milano è stata la città simbolo dei cosiddetti ‘sindaci arancioni’.”

Resta da capire se compariranno altre liste. Oltre a quelle locali, civiche e legate al futuro candidato sindaco, si guarda ad esempio al neonato Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato.

Il centrodestra tra Lupi, primarie della Lega e l’incognita Vannacci

Milano
Maurizio Lupi (foto Instagram)

Il nome ricorrente per il centrodestra a Milano è quello di Lupi, ma se il leader di Noi Moderati è sostenuto da Ignazio La Russa (che continua ad avere un grosso peso nella politica milanese), Forza Italia preferirebbe un civico e Paolo Berlusconi ha fatto il nome di Guido Bertolaso.

Si sono poi appena tenute le primarie della Lega. Salvini ha lanciato la candidatura di Silvia Sardone (pronta a correre alle primarie del centrodestra) nonostante le posizioni contrarie degli alleati.

Il segretario leghista, superato da Vannacci nei sondaggi e logorato all’interno del partito, pare intenzionato a rimanere alla guida della Lega. Smentita dunque la poco probabile ipotesi di Palazzo Marino come exit strategy prima di passare le redini a Zaia (auspicato dalla base) o Fedriga.

C’è poi Futuro Nazionale. Vannacci si dice pronto a presentarsi in solitaria, e viste le parole di La Russa (che lo ha definito un traditore) e le sue posizioni estremamente lontane da un centrodestra milanese moderato, non è un’ipotesi per niente remota.

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.