la semplicità di un bicchiere d'acqua

Costume

La complicata ricerca della semplicità

Troppi oggetti, troppi stimoli: l’eccesso può esasperare. Cresce il desiderio di semplicità.
Raggiungerla, però, sembra diventata una faccenda piuttosto complicata

15 Maggio 2026

Quando si pensa alla semplicità, una delle prime cose che vengono in mente è il pane.
Acqua, farina, lievito.
Eppure attorno a qualcosa di così essenziale si è formato negli anni un sistema sorprendentemente sofisticato.
Perché vogliamo una semplicità ancora più semplice.
Deve evocare le origini, la campagna, la purezza.
Si riscoprono i grani antichi, la macinazione a pietra, l’acqua di sorgente.
E come lievito, possibilmente, una pasta madre del 1834.

Restando in cucina, ci si accorge che il superfluo ha una strana capacità di annidarsi proprio negli oggetti più pratici.
Accessori che promettevano di semplificare la vita.
Promesse spesso non mantenute.
A quel punto viene voglia di fare ordine.
Ma come farlo?
Aprire un cassetto e buttare via l’inutile?
No, prima serve una ricerca sul web.
E in un attimo per buttare via tre mestoli si finisce dentro un ecosistema di tutorial sul decluttering
Da lì, la necessità di organizzare il vuoto porta su Amazon.
Divisori, contenitori impilabili, organizer, pronti per essere riempiti.

Anche alleggerire un armadio richiede una certa organizzazione.
Per togliere qualche maglione e ridurre il parco scarpe ci si ritrova a gestire una piccola filiera logistica: piattaforme per il second hand, fotografie, trattative, pacchi, spedizioni, recensioni.

La meritata pausa: divano e telefonino.
Qualche minuto sui social.
Semplicità assoluta.
Nel giro di pochi minuti si passa dalle nuove frontiere del lip gloss alla guerra, dalla ricetta contadina agli aggiornamenti live di un crimine, dai cuccioli da adottare alla crescita interiore.
E tutto questo attraversa la stessa testa.

A quel punto l’esigenza è una passeggiata.
Un passo dopo l’altro, nulla di più.
Ma per essere certi che stia funzionando controlliamo parametri, distanza, calorie bruciate, frequenza cardiaca.

Alla fine non resta che il sonno.
E un’app che alle 6 del mattino ci notifica che abbiamo dormito bene.

 

 

 

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